Morte Ciro Esposito, gli Ultras della Roma: "Una tragedia abnorme"

Il documento diffuso dalle radio e reso pubblico sul sito asromaultras.org: "Dal Governo leggi liberticide. Nuove leve hanno gettato discredito sulla nostra reputazione"

La Curva Sud

Una lunga attesa, soprattutto per molti tifosi che frequentano la Curva Sud. Cosa succederà nel settore del 'tifo caldo' dell'As Roma all'inizio del nuovo campionato? Questa la domanda che molti supporters giallorossi si sono posti da dopo l'ultima gara ufficiale giocata all'Olmpico tra la Roma e la Juventus quando due striscioni ed un silenzio di trenta minuti iniziale fecero da preludio ad una netta presa di posizione pro Daniele De Santis, arrestato con l'accusa di omicidio volontario e ritenuto dagli inquirenti come colui che ha premuto il grilletto della pistola che ha ucciso Ciro Esposito, deceduto al Policlinico Gemelli dopo 52 giorni di lotta tra la vita  la morte. Una situazione delicata, con parte della Sud 'pro-Danielino' ed altri sostenitori contrari alla posizione di parte del tifo giallorosso.

IL PRIMO COMUNICATO - Una situazione in grado di incrinare i delicati equilibri che vigono in una Curva calcistica. Tutta una serie di tensioni rispetto alle quali, a parte quanto accaduto all'Olimpico nell'ultima in casa della scorsa stagione, non trovarono una presa di posizione da parte degli Ultras giallorossi, sino allo scorso 30 giugno quando una nota della Curva Sud venne resa pubblica sul sito asromaultras.org.

NON RINNEGHIAMO UN NOSTRO FRATELLO - Una chiara presa di posizione nella quale si affermava testualmente: "La Curva Sud rimane e rimarrà sempre al fianco di un suo figlio. Non rinnegheremo mai un nostro fratello, giusto o sbagliato che sia, questo ci ha insegnato la vita, questo ci ha insegnato la strada". Il cordoglio per la morte del tifoso del Napoli nelle righe successive: “Rimaniamo comunque colpiti e addolorati dal tragico epilogo di questa brutta vicenda – scrivevano gli ultras – e ci stringiamo al dolore della famiglia di Ciro Esposito. La morte non ha colori né bandiere".

ESTATE DI TENSIONI - Una presa di posizione commentata poi dagli stessi tifosi partenopei con una estate di tensioni presunte o tali tra i tifosi della Roma e quelli del Napoli. Il tutto inasprito dalla mancata presenza ufficiale di una delegazione dell'Asr ai funerali di Ciro Esposito che si tennero a Scampia, dove il tifoso partenopeo viveva.

PRIMA DI CAMPIONATO - Questo il quadro con il quale si è chiuso lo scorso campionato in attesa della prima giornata della nuova stagione, giocata sabato 30 agosto allo stadio Olimpico tra Roma e Fiorentina. Un'occasione ghiotta per poter esprimere il punto di vista dei tifosi che da sotto il 'muretto' della Sud guidano i cori e lo stato d'animo della Sud, e che gli stessi non si sono lasciati scappare affidando la loro opinione ancora al web, ed ancora al sito asromaultras.org (letto anche da diverse radio della Roma prima dell'inizio del match): "Curva Sud: La morte di Ciro Esposito è stata una tragedia abnorme, ma esula dal mondo ultras. Dal Governo leggi liberticide. Nuove leve hanno gettato discredito sulla nostra reputazione".

CORI ANTI NAPOLI - Un comunicato recepito dalla stessa Sud che nel corso della gara contro la Fiorentina non ha intonato cori anti-napoli, bensì solo a favore della squadra con insulti lanciati contro i tifosi partenopei nel corso del secondo tempo, e non seguiti dalla maggior parte dei tifosi presenti sabato sera nel settore. Poi la fine dei 90 minuti nei quali il sostegno della Sud è stato solo per la maglia.

COMUNICATO DEGLI ULTRAS DELLA ROMA - Prima dell'inizio del match di sabato il lungo comunicato stampa, a firma gli "Ultras della Roma". Tre pagine con le quali i sostenitori capitolini spiegano la posizione di parte della Curva Sud a poco meno di quattro mesi dai fatti della finale di Coppa Italia. Una lunga disamina della situazione dei sostenitori giallorossi che attraverso cinque punti illustrano la situazione delle firms della Curva romanista.

PUNTO ZERO - Si parte dal punto zero: "Assurde leggi liberticide, mitomani da tastiera, spirali di violenza fomentate dai soliti burattinai. E' arrivato il momento, per noi ultras della Roma, di fissare un punto zero e ricominciare. E' arrivato il momento di ammettere le proprie responsabilità ed impegnarsi verso un nuovo corso. Noi siamo soliti scrivere per spiegare pubblicamente le nostre posizioni, ma tutti gli avvenimenti che sono succedute alla morte di Ciro Esposito impongono una riflessione approfondita sul nostro modo di vivere ultras, soprattutto per la crescita delle nuove generazioni che riempiranno le curve nei prossimi anni".

MORTE CIRO ESPOSITO - Poi si va sul dettaglio cominciando dai fatti dello scorso 3 maggio: "E' una vicenda disgraziata e dolorosa che ha distrutto la vita di due famiglie, portando alla morte assurda di un giovane ed alla quasi sicura amputazione della gamba di un altro. Si sono oltrepassate, di molto, le regole di ingaggio tipico dello scontro tra tifoserie".

FUNERALI A SCAMPIA - Quindi la motivazione che non ha portato ufficialmente una delegazione della Sud ai funerali a Scampia del tifoso Azzurro: "Ci è stato criticato di non aver inviato una delegazione ufficiale ai funerali: alcuni hanno detto che non ci siamo presentati per paura, altri invece che non lo abbiamo fatto come gesto di sfida e disprezzo nei confronti dei tifosi partenopei. Né l'una né l'altra cosa spiegano le nostre scelte (...) Alcuni di noi erano presenti quel giorno in forma strettamente personale e, quando si sono spenti i riflettori, ci siamo rivolti direttamente alla famiglia Esposito, come nel nostro stile: senza proclami, né pubblicazioni".

DE SANTIS - Poi la posizione su Daniele De Santis: "Ci è stato poi criticato lo striscione di solidarietà per Daniele De Santis; la stampa lo ha dipinto come un atto di sfida. Niente di tutto ciò. E' stato solo un gesto, fatto sicuramente nei modi e nei tempi sbagliati (di questo ci prendiamo le nostre responsabilità), per dare coraggio ad un ragazzo che, allora come ora, si trova in un letto di ospedale".

GLI ALTRI PUNTI - Il comunicato poi prosegue su altri aspetti: le responsabilità; i Social Network; la Politica allo Stadio e le 'puncicate' (oltre ai "giornalisti"). Tre pagine nelle quali parte del tifo giallorosso punta il dito contro la repressione del mondo Ultras "La tessera del tifoso ha fallito? Anziché ammettere i proprio errori il governo ha preferito varare nuove ed assurde leggi liberticide. Chi gli ha dato il pretesto? Noi".

NUOVE LEVE - Delle responsabilità che vengono in parte addebitate alle "nuove generazioni", che trovano spazio firmandosi con il nome Curva Sud o con il nome di qualche gruppo, senza essere legittimate da chi tiene le redini del tifo giallorosso: "Le "puncicate" date ad ignari sessantenni ed a studenti fuori sede, tanto per capirci, non sono assolutamente gesti ultras ma azioni vili che noi abbiamo la colpa di non aver arginato. Questa è sicuramente la nostra responsabilità principale; aver permesso che gesti vigliacchi, commessi da giovani cani sciolti senza controllo, caratterizzassero una intera curva. E' mancata una regia di coordinamento delle azioni. Ne è riprova il fatto che, nel corso degli anni, abbiamo "regalato" al Sistema un pretesto per nuovi giri di vite nella repressione del fenomeno ultras".

NUOVO CORSO - Dunque una nuova pagina degli Ultras della sponda giallorossa della Capitale che si conclude con un comunicato rivolto a chi fa parte del cuore del tifo giallorosso ed Movimento Ultras italiano ed europeo in generale: "dalla prossima stagione calcistica -  conclude il comunicato - gli ultras della Roma si riuniranno come sempre in Curva Sud per cercare di gettare le fondamenta per la ricostruzione di una curva che, in virtù della sua storia, deve necessariamente a brillare di luce propria".

GLI ULTRAS DELLA ROMA: IL COMUNICATO INTEGRALE

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