Carcere Rebibbia: detenuto al 41-bis aggredisce a morsi agente della penitenziaria

La denuncia dei sindacati dei baschi azzurri: "Dotare il personale di taser e spray al peperoncino"

Il carcere romano di Rebibbia (immagine di repertorio)

Lo ha aggredito a morsi staccandogli parte di un dito. Vittima un agente della penitenziaria, a morderlo un detenuto ergastolano di origini siciliane ristretto nel carcere romano di Rebibbia al regime del 41-bis. Lo rendono noto in diverse note stampe i sindacato dei 'baschi azzurri' Fns-Cisl, Uilpa Polizia Penitenziaria e Sappe.  

"Speriamo finisca presto questo massacro nei confronti della Polizia penitenziaria, - denuncia il Segretario nazionale del Sappe Lazio Maurizio Somma - anche con strumenti idonei per garantire l'incolumita' degli Agenti. Servono, e il Sappe lo rivendica da tempo - inascoltato dalle istituzioni deputate ad intervenire - urgenti provvedimenti per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola 'taser' e spray al peperoncino".

"Solo alcuni giorni fa la Fns Cisl Nazionale - scrive in una nota il Segretario Generale Aggiunto Massimo Costantino - aveva chiesto un intervento al DAP per un incontro al fine di discutere proprio della questione aggressione ed oggi  dobbiamo segnalare l’ennesima aggressione , questa volta però messo in atto da detenuto sottoposto al regime 41 bis - a danno di personale del gruppo operativo mobile ( GOM) - reparti che non sono gestiti dal personale del NUOVO COMPLESSO REBIBBIA- ma esclusivamente da quello del GOM.  La Fns Cisl Lazio ribadisce l’urgenza di tale incontro perché così non si può andar avanti -quando accaduto impone una riflessione in profondità sulla gestione delle carceri". 

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A denunciare l'accaduto anche Gennarino De Fazio, dell'UILPA Polizia Penitenziaria: "Quest’ultimo episodio è il segno tangibile di come le carceri nostrane continuino a rappresentare una vera e propria emergenza sociale e di quanto minino la sicurezza e, persino, la libertà delle istituzioni democratiche. Il continuo assalto agli operatori dello Stato, esposti peraltro a denunce e inchieste non sempre giustificate, sono la sintomatologia più evidente di un’organizzazione inefficace e a lunghi tratti fallimentare che non riesce minimamente a fare in modo che la pena possa assolvere alle funzioni ad essa assegnate dalla Carta costituzionale. Il fatto che l’ultimo episodio, connotatosi, sembrerebbe, anche da cannibalismo, si sia verificato nel circuito speciale dei 41-bis, aggrava, se possibile, ancor di più la disastrosa situazione e impone l’adozione di contromisure immediate, tangibili ed efficaci".

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