"Un monumento per Alfredino Rampi. La memoria non si cancella con un mucchio di terra"

La proposta è dell'ex Sindaco Gianni Alemanno. Una lettrice del Messaggero ha segnalato il caso: una montagna di terra ricopre il punto esatto dove cadde il piccolo Alfredino

Non solo mancava una lapide, una targa, un monumento che ne valorizzasse la memoria. Oggi il pozzo artesiano dove 33 anni fa morì Alfredino Rampi non si vede più. Una montagna di terra è misteriosamente comparsa sopra un tubo rosso, unico segno tangibile rimasto che indicava il luogo esatto della caduta. A dare la notizia del cumulo di terriccio che cancella del tutto quel pezzo di storia è una lettrice al Messaggero. 

"Il dramma di una famiglia che vive nel ricordo oggi, dopo 40 anni, ha visto scomparire quel luogo di dolore - ha commentato il coordinatore romano di Forza Italia, Davide Bordoni - non si può cancellare una parte della nostra storia civile, così dolorosa. Il Sindaco di Roma si attivi con il Sindaco di Frascati affinché sorga un punto a memoria del piccolo Alfredino, per non dimenticare mai più. Così in una nota il coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni". Stesse parole anche dall'ex sindaco Gianni Alemanno. 

"È incredibile che un luogo fondamentale della memoria storica del nostro Paese, il pozzo artesiano di Vermicino, dove 33 anni fa perse la vita Alfredino Rampi, sia stato cancellato con un mucchio di terra - dichiarato l'ex primo cittadino - mi appello al sindaco di Frascati, Alessandro Spalletta, e al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, affinchè in quel luogo venga eretto un monumento che ricordi la tragica storia di Alfredino Rampi e lo sforzo della famiglia e di tutti i soccorritori per salvare quella giovane vita. 

Non è troppo tardi, possiamo ancora avere un luogo dove mettere un fiore per Alfredino e per ricordare a noi stessi quanto é importante il governo del territorio, la protezione civile e quanto gravi sono i pericoli a cui sono esposti i nostri bambini".

D'accordo con Alemanno il coordinatore della maggioranza capitolina Fabrizio Panecaldo: "Condivido e sostengo - conclude - l' appello a costruirvi un monumento in suo ricordo, lanciato da Gianni Alemanno all'indirizzo di Alessandro Spalletta, sindaco di Frascati, e del presidente Nicola Zingaretti. Il dramma di Alfredino Rampi fu vissuto in diretta da milioni e milioni di italiani che, insieme al Presidente Pertini, assistettero ai disperati tentativi dei soccorritori per trarlo in salvo dal pozzo artesiano. Quelle ore di angoscia e di speranze sono rimaste scolpite per sempre nella memoria civile del nostro paese. Quel luogo, dunque, non solo non deve sparire fisicamente, ma deve essere consacrato alla memoria di Alfredino".

Il sindaco di Frascati, Alessandro Spalletta, risponde così alle polemiche: "Lo scorso 21 giugno ho incontrato la Signora Franca Rampi, mamma di Alfredino, in occasione di una delle numerose iniziative che da due anni a questa parte l’Amministrazione Comunale organizza insieme con il Centro Alfredo Rampi Onlus, per promuovere tra i giovani alunni di Frascati l’educazione alla sicurezza, e in quell’occasione non emerse alcuna problematica relativa al luogo dove accadde la tragedia. Ringrazio comunque Gianni Alemanno, membro dell'Ufficio di Presidenza di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Davide Bordoni, Coordinatore romano di FI, e Fabrizio Panecaldo, Coordinatore della Maggioranza in Campidoglio, per l’invito che mi hanno rivolto. Sarà mia cura accertarmi delle condizioni di quel luogo e, d’accordo con la famiglia, valuterò la possibilità di erigere una statua in memoria del piccolo Alfredino, tenuto anche conto che si tratta di un campo di proprietà privata. Ricordo inoltre che una statua di Alfredino Rampi è stata eretta anni fa nel cortile della Parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di Vermicino".

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