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Anni di udienze rinviate: madre chiede verità sulla morte del figlio, protesta e accusa malore a piazzale Clodio

La mamma di Mirko Blasi, insieme agli amici e all'ex fidanzata del giovane, hanno protesta davanti piazzale Clodio. Il ragazzo è morto nel dicembre del 2016

 

"Vergogna, sono tre anni che rinviate le udienze. Voglio la verità sulla morte di mio figlio. Chiedo giustizia". A parlare è Marina, madre di Mirko Blasi un ragazzo morto all'età di 27 anni il primo dicembre del 2016. La donna che dopo la protesta di oggi davanti piazzale Clodio ha anche accusato un malore, era in compagnia degli amici e della fidanzata del figlio deceduto. 

La vicenda nasce da lontano. Mirko Blasi, tatuatore e interprete neomelodico, la mattina di quel primo dicembre fu trovato morto nella sua abitazione, alla Borghesiana. Dopo 8 giorni ci furono i funerali e "da allora non abbiamo saputo niente", dicono amici e famigliari del 27enne. 

Mirko Blasi è morto in casa. A dare l'allarme un amico che aveva passato la notte in sua compagnia. La signora Marina piange, non si consola e si rivolge all'avvocato Fabio Anselmo. L'obiettivo è quello di determinare se ci siano state omissioni di soccorso in quella tragica notte e se, prima di dormire, qualcuno avesse fornito stupefacente a Blasi. Questo perché, nel corpo del giovane, furono trovate tracce di subutex (o buprenorfina), un oppiaceo sintetico.

Al momento, come spiegano i legali della famiglia Blasi a RomaToday, non ci sono ipotesi di reato mentre l'amico che era in stanza con Mirko Blasi, come da prassi, è stato iscritto al registro degli indagati. Un atto dovuto. Ma, come ribadiscono gli stessi avvocati, "siamo ancora ad una fase iniziale. A quella delle indagini". 

Eppure di tempo ne è passato. Troppo per mamma Marina e gli amici di Mirko, oggi in protesta davanti piazzale Clodio con tanto di striscioni e megafono.

"Voglio la verità, sapere com'è andata veramente quella sera e poter star finalmente tranquilla. Andarlo a trovare sapendo che lui è in pace con la sua verità", ha detto Marina al nostro giornale.

Un appello che dura ormai da tre anni, ossia da quando nel 2017 il Pm aveva fatto richiesta di archiviazione del caso. Poi l'opposizione dei legali della famiglia e quindi una serie di rinvii con l'ultimo che ha rifissato l'udienza delle indagini preliminari all'8 gennaio 2020, 1133 giorni dopo la morte di Mirko Blasi. 

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