Violenze e minacce davanti alla figlia, l'appello: "Va protetta prima che diventi vittima di femminicidio"

Vittima una giovane madre. La richiesta di aiuto all'Associazione Il Coraggio e la difesa dell'avvocato Luciano Randazzo

Ottobre 2015: fiaccolata per Carmela Mautone, uccisa dal marito ad Albano Laziale

Una storia d'amore, il sogno di un bambino insieme che diventa realtà. Poi i rapporti si incrinano, la relazione e la convivenza cominciano ad essere difficili, lui è violento, lei è stanca. Litigano, il bambino ascolta le urla della madre e del padre. Ad attimi di quiete si alternano litigate e urla. Si passa alle minacce, la coppia si sfalda e cominciano i guai. Un copione visto e rivisto, separazioni che a volte ridanno vita a chi ha deciso di farsi una nuova vita in maniera consensuale, salvaguardando in primis l'interesse dei figli, ma che a volte possono diventare un incubo, sino ad arrivare alle tragedie che troppo spesso riportano le cronache cittadine. Sono i numeri dell'Eures sui casi di femminicidio in Italia a dirlo. Situazioni che conoscono bene le associazioni in difesa delle donne vittime di violenza, che ogni giorno lavorano alacremente con avvocati, psichiatri e forze dell'ordine al fine di scongiurare le possibili tragedie che si nascondono dietro a questi casi di amore malato. 

Evitare l'ennesimo femminidio

A raccontare l'ennesimo episodio "preludio ad un possibile femminicidio", l'avvocato Luciano Randazzo, legale di una giovane madre che si è rivolta all'Associazione Il Coraggio, una no profit contro ogni violenza e sopruso, in modo particolare in difesa delle donne e dei bambini. La struttura a sua volta ha contattato il legale romano, che racconta a RomaToday l'ultimo caso che sta seguendo "al fine di risvegliare l'opinione pubblica e gli organi competenti in materia. Il nostro obiettivo è denunciare quello che, se non si ferma per tempo, potrebbe diventare l'ennesimo femminicidio che leggeremo sui giornali"

Il caso di Roma sud

Il caso in questione si è registrato in questo mese di marzo e riguarda una giovane madre residente nell'area di Roma sud. In fase di separazione dal padre di sua figlia, i due vivono da qualche tempo in due diverse abitazioni, entrambi con i propri genitori. Lui però non ci sta, non vuole rinunciare a vivere con lei ed a vedere sua figlia. Per questo comincia ad andare sotto casa della giovane, non rispetta l'accordo di un periodo di pausa concordato con l'ex fidanzata, e si presenta da lei in piena notte. "L'ha minacciata di morte davanti la figlia", racconta l'avvocato Randazzo, ma invece di essere arrestato "è stato allontanato dalle forze dell'ordine intervenute su chiamata della madre della mia assistita". 

Ritorno alla carica 

Allontanatosi dall'appartamento l'uomo vaga per la città diverse ore, alle 5:00 del mattino torna alla carica. Deciso ad entrare in casa la donna gli apre la porta ma lui "prosegue a minacciarla ed a urlargli contro". Ritornano le forze dell'ordine, lo allontanano nuovamente: "Ma sino a quando? - si domanda il legale che collabora gratuitamente al caso della ragazza per conto dell'Associazione Il Coraggio -. Vogliamo un'altra volta risentire ai tg la famosa frase: 'non era la prima volta che la minacciava' prima di prevenire quello che si potrebbe tramutare nuovamente in un femminicidio?". 

Difesa e tutela della donna

Ad accrescere la paura della donna, che si è rivolta all'associazione che difende le donne vittime di violenza, "il passato della madre - spiega ancora l'avvocato Randazzo -. La madre della ragazza minacciata è infatti stata vittima di violenza sessuale da parte di suo marito". "Proprio per questo lei ha paura. Ha raccontato alle forze dell'ordine di essere stata minacciata più volte dal compagno della figlia, anche con l'uso di un coltello. Ma questo non è stato sufficiente ad attuare delle misure di tutela sia per lei, ma soprattutto per la figlia". 

Associazione Il Coraggio

L'avvocato Randazzo collabora sui casi di violenza contro le donne con l'associazione Il Coraggio che per voce della presidente Marinella Maioli spiega: "Grazie alla tempestività della nostra referente nella Capitale e dell’avvocato Randazzo coadiuvati dalle forze dell’ordine abbiamo sventato un femminicidio a Roma". "Siamo molto preoccupati per questa giovane ragazza - spiega la psichiatra -. C'è anche una deposizione del vicino di casa, anche lui minacciato da questo signore che non vuole saperne di lasciare in pace la ragazza, la madre e la bambina". Con l'avvocato "stiamo preparando una richiesta di allontanamento dai luoghi frequentati dalla vittima, ma abbiamo timore che lui possa tornare alla carica e siamo impauriti all'idea che questo possa tramutarsi in una tragedia". 

Violenza domestica ad Acilia 

Un caso come migliaia in tutta Italia, come documentato dalle decine di arresti e denunce che ogni giorno vengono effettuati da carabinieri e polizia contro uomini violenti e minacciosi. Le cronache romane sono purtroppo piene di questi casi. Nella sola giornata di venerdì sono stati due gli arresti effettuati ad Acilia dai carabinieri e all'Anagnina dalla polizia. Nel primo caso a finire in manette è stato un 43enne romano, già noto alle forze dell’ordine, responsabile di maltrattamenti in famiglia. I carabinieri hanno infatti accertato un quadro di reiterati maltrattamenti, posti in essere sin dai primi mesi dell’anno, consistiti in minacce e vessazioni commesse dal 43enne nei confronti dei propri familiari, spesso sotto l’influenza di sostanze alcoliche e stupefacenti. L'uomo è per questo finito in carcere. 

Maltrattamenti in famiglia all'Anagnina

Stessa scena si sono trovati davanti venerdì sera gli agenti del Reparto Volanti, intervenuti per una lite familiare in zona Anagnina, dove una donna ha raccontato che l’ex marito, in evidente stato di ebbrezza, durante una lite,  l’aveva insultata e minacciata. Quando i poliziotti hanno cercato di calmare l’uomo ancora in casa, sono  stati aggrediti da quest’ultimo. Identificato per un uomo di 51 anni, con vari precedenti di polizia, ha iniziato a opporre resistenza al controllo da parte dei poliziotti, minacciandoli. Con non poca fatica è stato accompagnato negli uffici di polizia dove è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. 

L'ultimo femminicidio

Maltrattamenti che, come dimostrano i numeri dell'Eures, si tramutano spesso in tragedia. Ultimo caso a scuotere l'opinione pubblica lo scorso 28 febbraio a Cisterna di Latina, quando Luigi Capasso, appuntato dei carabinieri in servizio alla compagnia di Velletri, ha prima sparato tre colpi contro la moglie, rimasta miracolosamente viva, per poi uccidere le figlie di 8 e 13 anni ed infine togliersi la vita con la stessa pistola d'ordinanza. Anche in quel caso alla base della tragedia c'era il rifiuto da parte del marito di separarsi dalla moglie e dalle figlie. 

Oltre tremila vittima dal 2000 

A dare i numeri sul femminicidio in Italia è l'ultimo rapporto Eures sui dati dei femminici in Italia. Numeri resi noti lo scorso 23 novembre, come da tradizione alla vigilia della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: "Dal 2000 a oggi le donne vittime di omicidio volontario nel nostro Paese sono state 3mila: nel 2016 i femminicidi sono tornati a crescere rispetto all'anno precedente (+5,6%, da 142 a 150), trend sostanzialmente confermato dai 114 casi - piu' di uno ogni 3 giorni - dei primi dieci mesi di quest'anno (2017 ndr). L'incidenza femminile sul numero di vittime totali di omicidi non e' mai stata cosi' elevata - si legge ancora nel rapporto Eures del novembre 2017 -  37,1%: nel 2000 si attestava sul 26,4%". 

Rapporto Eures sui femminicidi in Italia

Numeri che raccontano "una strage infinita. Il dato del 2016 si spiega soprattutto con un forte aumento (+30%) rispetto al 2015 di femminicidi nelle regioni del nord (da 60 a 78, il 52% del totale) e del centro (da 20 a 26, il 17,3% del totale) mentre in quelle del sud si registra un calo del 25,8% (da 62 a 46, il 30,7% del totale)". In questa amara classifica anche la regione Lazio, quinta in graduatoria con Piemonte e Toscana, con 12 femminicidi ciascuna, tutte caratterizzate da una forte recrudescenza del fenomeno (rispettivamente +50%, +33,3% e +100% tra il 2015 e il 2016)".
 

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