Fuga dal carcere di Rebibbia: catturato uno dei tre evasi

Mikel Hasanbelli è stato catturato a Luisago, in provincia di Como mentre si trovava a casa dei parenti. Nessuna traccia dei suoi compagni di fuga

E’ stato catturato oggi in Lombardia uno dei tre evasi dal carcere di Rebibbia nell’ottobre dello scorso anno. Mikel Hasanbelli è stato scovato presso la casa di alcuni parenti a Luisago, in provincia di Como. Il 38enne, considerato elemento di spicco della criminalità albanese, assieme al fratello attualmente in carcere, doveva scontare una pena a 3 anni e 6 mesi, dopo la condanna del tribunale di Milano.

Al momento dell'irruzione, Hasanbelli ha tentato di fuggire e con sé aveva una carta di identità romena. Con lui c'erano dei familiari, tra cui un cugino arrestato, trovato in possesso di droga e anche lui con una carta di identità romena falsa. 

L’EVASIONE - I tre fuggiaschi si sono resi protagonisti di un’evasione da film. Era il 27 ottobre dello scorso anno, quando tre uomini, segando le sbarre di una finestra si sono calati all’esterno della casa circondariale di Rebibbia utilizzando lenzuola. Si tratta di Basho Tesi, condannato all’ergastolo nel 2008,  Ilir Pere condannato per tentato omicidio con fine pena nel 2041 e appunto Mikel Hasanbelli in carcere per sfruttamento della prostituzione con fine pena nel 2020.

CHI E' HASANBELLI - La carriera criminale di Hasanbelli è iniziata nel 2000. Il 19 agosto di quell’anno, suo padre venne assassinato presso un ospedale di Tirana nell’ambito di una faida tra famiglie. Due anni più tardi, nel 2002 ad Anversa, in Belgio, Mikel insieme a suo fratello, vendicarono la morte del padre uccidendo uno degli esecutori dell’omicidio e ferendo anche una seconda persona. Nel 2009 il Tribunale di Fier lo ha condannato all’ergastolo, la pena poi è stata ridotta a 25 anni di reclusione con il rito abbreviato. La condanna è stata confermata nel 2012 dalla Corte di Appello del Tribunale di Valona. Dal 2009 al 2012 è stato indagato diverse volte per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed allo sfruttamento della prostituzione. Nel 2014, mentre è detenuto in Albania nel carcere di Peqin, è stato raggiunto da un mandato di cattura internazionale, a seguito del quale il Tribunale di Fier ha concesso all’Italia l’estradizione, che viene però sospesa in attesa dell’espiazione della pena inflittagli per i fatti di Anversa. nel luglio 2015 la Corte di Cassazione albanese ha accolto il ricorso dei suoi legali, rimandando il caso alla Corte d’Appello di Valona perché giudichi nuovamente su quei fatti. Il 4 agosto 2015 Hasanbelli Mikel detto “Erion” è stato estradato dall’Albania in Italia. Una volta qui, arrestato presso l’aeroporto di Fiumicino in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal locale Tribunale ordinario per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione. Sempre il 4 agosto del 2015 Hasanbelli è stato accompagnato al carcere di Rebibbia, da cui è evaso la notte del 27 ottobre 2016.

GLI INDAGATI - La loro fuga ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 14 persone, tra cui anche l’ex direttore del carcere, con l’accusa di “colpa del custode”, una inosservanza colposa nelle regole di vigilanza all'interno della casa circondariale. Agli indagati è stato notificato l'atto di chiusura delle indagini che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio.

CACCIA ALL'UOMO - Per i tre fuggiaschi è iniziata immediatamente una serrata caccia all’uomo. I primi risultati si sono avuti nel pomeriggio di venerdì 10 febbraio, quando Mikel Hasanbelli, è stato catturato a casa di alcuni parenti presso cui si era rifugiato a Luisago, in provincia di Como.

L'operazione è stata condotta dalla Squadra mobile di Milano e Roma, in collaborazione con il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Dda della procura di Roma.

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