Irreperibili 40 migranti della Diciotti: "Allontanamento volontario. Nessuno vuole rimanere in Italia"

La notizia lanciata ieri sera dall'ufficio stampa di Salvini, trova conferma dalla Caritas che spiega: "Si fugge da uno stato di detenzione e non questo il caso"

Foto Ansa

"Quaranta immigrati della Diciotti si sono allontanati da Rocca di Papa". La notizia è arrivata ieri sera dall'ufficio stampa di Matteo Salvini, dando di fatto il là ad una nuova polemica sul caso che nelle ultime settimane ha tenuto banco in tutto il paese. Un caso che, lo ricordiamo, ha portato l'iscrizione nel registro degli indagati proprio del leader leghista. 

E' sempre l'ufficio stampa di Matteo Salvini a spiegare: "Sei di loro hanno fatto perdere le tracce il primo giorno di trasferimento (venerdì 31). Due eritrei destinati alla Diocesi di Firenze si sono dileguati il 2 settembre, per altri 19 è stato verificato l’allontanamento il 3 settembre. Altri 13, infine, si sono dileguati ieri: erano destinati a varie Diocesi. All’interno di questo gruppo di 40 persone, 4 si sono allontanate quando erano ancora a Messina. Sono in corso altre verifiche". Si specifica inoltre che "tutti erano state identificati con rilievi fotodattiloscopici e inseriti in un sistema digitale europeo". 

A stretto giro arriva la dichiarazione del vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini: "Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così “bisognosi” di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati? È l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono “scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame”. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi".

E ad alimentare il fuoco delle polemiche arrivano in aiuto del leader leghista, sempre rilanciate dall'ufficio stampa di Salvini, le dichiarazioni di due sottosegretari all’Interno, Stefano Candiani e Nicola Molteni: "Si sono già dileguati 40 dei 144 immigrati maggiorenni sbarcati dalla Diciotti e affidati alla Cei o al centro di Messina. Ricordiamo che, per la legge, queste persone hanno libertà di movimento e quindi non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato. Erano così disperate che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove. È l’ennesima prova che chi sbarca in Italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business".

A spiegare cosa è accaduto è il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu interpellato dall'agenzia Ansa: "E' allontanamento volontario, non fuga. Si fugge da uno stato di detenzione e non questo il caso, nessuno vuole rimanere in Italia, si sa". Tra i casi quelli di due eritrei attesi a Bologna e quattro migranti che erano già arrivati a Frosinone. Per questi due episodi sono state già informate le questure di Roma e Frosinone. Il direttore Caritas conferma che si va però "ben oltre" questo numero. "Nessuno vuole rimanere in Italia, si sa". Prima o poi, spiega, sarebbe accaduto perché la struttura a cui sono affidati non ha il compito di trattenerli, ma solo di accoglierli. 

I migranti resisi irreperibili dalle varie Diocesi italiane in cui erano ricollocati, ovunque verranno trovati, in Italia o all’estero, "potranno chiedere asilo - avverte don Soddu - ricominciando la procedura avviata nelle nostre strutture". 

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