Rebibbia: trovati dieci micro telefoni cellulari in un frigo del carcere

Il Sappe: "In Italia dall'inizio dell'anno sequestrati 1600 apparecchi telefonici"

Il carcere di Rebibbia (immagine di repertorio)

Fruttuosa perquisizione nel carcere romano di Rebibbia CCNC. A darne notizia è Luca Ripa, vice Segretario regionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Un plauso agli uomini della polizia penitenziaria di Rebibbia che, nonostante la cronica carenza di personale, non rinunciano al controllo e alla repressione di condotte messe in atto dai detenuti. I dieci telefoni, completi di simcard, erano all’interno del frigo del Reparto detentivo G9, abilmente occultati". 

Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - aggiunge Ripa - chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani".

"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo. Si pensi che, dall’inizio dell’anno, sono stati trovati nelle varie carceri d’Italia quasi 1.600 telefonini".

Donato Capece-2

Capece ricorda che con una comunicazione ministeriale dello scorso maggio si dava notizia che “il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i Provveditorati. A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature. Ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Rebibbia in servizio nel carcere. Perche?

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Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Rebibbia rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.
 

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