Atac, in metro è ancora un lunedì da incubo: treni stracolmi e servizio in tilt

L'azienda ha segnalato un'altra giornata di disservizio causata dal numero di treni inferiore al necessario, per via di uno 'sciopero bianco' dei lavoratori. La risposta: "E' la decisione dell'azienda di riorganizzare il servizio"

Rallentamenti sulla metro A e sulla metro B, corse urbane soppresse sulla Roma Viterbo, frequenza a 30 minuti per la Roma Lido. Questi gli aggiornamenti di oggi sulla situazione del trasporto pubblico gestito dall'Atac, che sembrano non essere terminati con la fine di una settimana che ha visto numerosi disagi nel trasporto pubblico.

Quindi, per oggi, ancora disagi sulle linee Metro A e B, perché, ha scritto l'Atac su Twitter, "sta circolando un numero di treni ridotto rispetto al programmato". Il risultato, hanno segnalato numerosi utenti, sono banchine e treni stracolmi, alcuni dei quali, come accaduto nella metro A San Giovanni, non si sono fermati in stazione. 

Questa situazione sta causando le proteste dei comitati di pendolari. Come quelli di Roma Nord, frequentatori abituali della linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo: "Martedì 1 luglio 2015 sono state soppresse oltre 60 corse tra urbane ed extraurbane, recando grandissimi disagi a chi si deve spostare con i mezzi pubblici. Il giorno seguente (2 luglio) sono soppresse decine e decine di corse e così il 3 luglio, quando siamo arrivati a oltre 70 corse soppresse", si legge nell'esposto.

L'Atac non ha esitato a motivare questi disservizi con "una sorta di 'sciopero bianco' da parte di alcuni macchinisti e addetti di linea, che da tempo si oppongono all'operazione avviata dall'azienda per aumentare l'efficienza del servizio, portando le ore di lavoro dalle attuali 700 annue a 950, e introducendo l'obbligo di strisciare i badge all'inizio e alla fine del turno". "Nel caso gli approfondimenti confermino tale ipotesi - aveva specificato Atac in una nota del 3 luglio - l'azienda è pronta a procedere denunciando i responsabili per interruzione di pubblico servizio".

"Abbiamo quindi il fondato sospetto che queste soppressioni di treni non finiranno presto - è il commento del Comitato dei pendolari - E chi ci rimette è sempre l’utente pendolare pagante, che non ha un servizio degno di un paese civile, per colpa di lotte interne all’azienda alle quali l’utenza deve restare estranea". Disagi che, è scritto ancora nell'esposto, rientrano comunque in un quadro più ampio di disservizio dei mezzi pubblici: "Le soppressioni di questi giorni ampliano il problema già grande di una gestione deficitaria: stazioni complete e non ancora aperte, treni malridotti e vandalizzati, parcheggi abbandonati e utenti vittime di furti e danneggiamenti per le auto in sosta, evasione tariffaria senza controllo, presidio di stazioni e treni praticamente inesistente, a parte pochi valorosi addetti, sempre più isolati".

Dall'altro lato, giunge la 'difesa' dei lavoratori Atac della Roma Lido, con una lettera inviata ai cittadini: "Intendiamo informare la cittadinanza che l'attuale situazione del trasporto pubblico locale non è frutto di 'scioperi bianchi', bensì della decisione unilaterale da parte dell'azienda di riorganizzare il servizio rendendone pressoché impossibile la copertura tramite lo straordinario, reso necessario ormai da anni a causa della carenza d'organico verificatasi dopo lo scandalo parentopoli".

Lo scorso 26 giugno, in effetti, l'Atac aveva annunciato ai dipendenti la fine di tutti gli accordi sindacali che garantivano misure come il salario accessorio, che dal 1 ottobre potrebbe aumentare le ore di lavoro settimanali da 37 a 39 con una decurtazione salariale di circa 400 euro al mese. Alla base della decisione, il fatto che "la permanenza dell'attuale assetto regolatorio non è compatibile con le fondamentali esigenze di recupero di produttività ed efficienza imposte dal piano industriale dell'azienda, con i livelli di servizio previsti e con i presupposti di stabilità dell'assetto economico produttivo dell'impresa".

"A questo bisogna aggiungere il pessimo stato dei treni della nostra ferrovia - continua la lettera dei lavoratori della Roma Lido - materiali già usurati da decenni o mai utilizzati, messi alla prova da una manutenzione ritenuta secondaria. Il peggioramento del servizio, giunto in questi ultimi giorni quasi al blocco totale, è frutto quindi del pessimo stato dei materiali rotablili e dell'impossibilità di coprire i turni oltre l'ordinario".

In difesa dei lavoratori Atac è intervenuto anche il sindacato CambiaMenti M410, spiegando che "il disagio che si sta verificando in questi giorni a Roma è ciò che succede quando i lavoratori fanno unicamente il loro turno ordinario e decidono di attenersi scrupolosamente ai regolamenti ed alla sicurezza. Usualmente il servizio della ferrovia più utilizzata dai romani in estate viene spesso assicurato solo quando il lavoratore aggiunge al proprio turno ordinario un secondo a straordinario. Con il sistema di attestazione della presenza introdotto da Atac in questi giorni, invece, la prestazione del singolo si misura in ore di presenza sul luogo di lavoro e non più in corse effettuate". Per questo, ha concluso, "l’unica arma che adesso hanno i lavoratori è quella di essere costretti a mettere l’azienda di fronte le proprie responsabilità".

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