Meningite: catechista di Acilia ricoverata, scatta la psicosi tra i genitori

La donna, che si era presentata al Grassi di Ostia, dallo Spallanzani è stata trasferita a Rieti. L'Asl Rm 3 ha già avviato tutte le procedure di profilassi contemplate

Immagine di repertorio

Caso di meningite ad Acilia. Una catechista di 59 anni la notte tra il 20 e 21 marzo scorso di è presentata all'ospedale Grassi di Ostia con febbre molto alta. La signora presentava sintomi che potevano essere riferiti alla meningite e così, dopo una prima diagnosi, è scattato il dispositivo previsto in questi casi.

La catechista è stata quindi trasferita d'urgenza al reparto di malattie infettive dello Spallanzani e poi dirottata all'ospedale De Lellis di Rieti, perché a Roma non c'era posto disponibile, dove è attualmente è sottoposta alle terapie antibiotiche. La donna, catechista della parrocchia San Leonardo da Porto Maurizio, aveva accusato un malore improvviso in chiesa e poco più tardi è iniziato il suo calvario. 

La vicenda è monitorata dalla Asl Roma 3 e dalla Regione Lazio che fanno sapere come si stiano "seguendo tutte le procedure richieste ed è stata effettuata la profilassi per chiunque sia stato vicino alla paziente prima che si manifestassero i sintomi". Nel frattempo, tuttavia, monta la psicosi tra i genitori dei bambini che frequentano la chiesa e la vicina scuola di Acilia. 

>>> Meningite fa paura: ecco come riconoscere i sintomi <<<

"Abbiamo trovato un volantino in chiesa della Asl e ci siamo allarmati - racconta una mamma a RomaToday - sul gruppo whatsapp che abbiamo con gli altri genitori ci siamo scambiati informazioni utili e ricostruito la vicenda. C'è paura di un possibile contagio e così abbiamo fatto fare la profilassi ai nostri bambini anche se abbiamo riscontrato problemi nel trovare il Rifadin, indicato come farmaco da utilizzare nella profilassi della malattia meningococcica e della meningite da H, perché molte  farmacie del territorio non lo avevano oppure ce n'era una scarsa disponibilità". 

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La situazione, ad ogni modo, sembra essere sotto controllo. Non è scattato nessun allarme in particolare come sottolinea anche Alberto Chiriatti, vice segretario romano della Fimmg, che al nostro portale conferma: "Quando ci sono casi di eccezionale rilevanza anche i medici di famiglia del territorio vengono informati ma così non è stato perché l'infezione è stata subito localizzata e contenuta. Non c'è una emergenza e i dati nazionali del Ministero della Salute lo dimostrano". 

Quello della catechista di Acilia non è l'unico caso di meningite nel 2017 a Roma. A gennaio è stata ricoverata una 14enne di Palestrina. Non ce l'ha fatta, invece, un 50enne di Alatri, ricoverato in gravissime condizioni all'Umberto I. Poi una bimba di 6 anni ricoverata al Gemelli, una studentessa di 15 anni dell'Itis Pascal e un 51enne di Albano Laziale ricoverato allo Spallanzani.

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