Affari con le slot machine: maxi sequestro ad affiliati del clan dei Casalesi

Le indagini hanno preso spunto dagli approfondimenti eseguiti nei confronti Gruppo Guarnera e al Gruppo Iovine di Acilia, dall'operazione Game Over

Immagine di repertorio

Ancora beni sequestrati. Stavolta 23 milioni di euro. E' quanto ammonta un altro sequestro che, i finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, hanno eseguito nei confronti di soggetti appartenenti al clan dei Casalesi - Gruppo Iovine, nonché al contiguo ed autonomo Gruppo Guarnera di Acilia dopo il blitz dello scorso 2016. 

Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del nucleo di polizia Tributaria della Capitale, dell'operazione denominata Game Over hanno preso spunto dagli approfondimenti eseguiti nei confronti di Mario Iovine, nel 2003 trasferitosi ad Acilia, e dell'allora affiliato clan Guarnera di Acilia che, nell'ottobre 2013, nell'ambito dell'operazione Criminal Games.

In quell'occasione furono arrestati, oltre Mario Iovine, anche Teresa Martinelli, Domenico Iovine, Vitantonio Iovine, Salvatore Iovine, Massimiliano Timpani, Fabrizio Timpani, Silvano Stollo, Sergio Guarnera, Sandro Guarnera, Franco Crispoldi, Fabrizio Diotalevi, Arben Zogu, Orial Kolaj, Petrit Bardhi per plurimi reati, tra cui "associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, usura, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minaccia e violenza e detenzione illegale di armi".

Secondo le indagini, era risultata all'occhio una vera e propria joint-venture tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana e noti appartenenti alla criminalità organizzata romana, a loro volta in contatto con soggetti della Banda della Magliana, tra cui Luciano Crialesi e Renato Santachiara. Obiettivo comune era la spartizione del remunerativo settore delle slot machine, la cui installazione veniva "imposta", ad Acilia, agli esercizi commerciali abilitati ed autorizzati dall'AAMS.

sequestro guarnera iovine-2

La mappa dei clan che comandano la Capitale

IL boss Mario Iovine detto Rififì aveva esteso le sue illecite attività nel settore delle slot machine dalla Campania al Lazio, coinvolgendo persone locali che "avevano il gioco in mano", ossia Sergio Guarnera detto Ciccio e Sandro Guarnera.  Al fine di mantenere ed estendere il loro potere criminale ed economico, i Guarnera si sono avvalsi addirittura di un "vero e proprio braccio armato e violento", composto da un nutrito e pericoloso gruppo di cittadini albanesi, definiti "i pugilatori", tra cui il pugile Kolaj Orial ex campione italiano ed europeo dei pesi medio-massimi come rivela l'operazione Vento dell'Est del 2015. 

Gli Spada e i sogni di conquista per controllare le slot di Roma

La confisca odierna ha ad oggetto i beni già sottoposti a sequestro nel marzo del 2016, vale a dire l'intero patrimonio aziendale di 3 itte individuali; le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale di 5 società di capitali; 8 unità immobiliari site in Roma e nelle province di Nuoro e L'Aquila; 1 terreno sito in Roma; 8 autovetture; 1 motociclo; rapporti finanziari per un valore complessivo di stima di oltre 23 milioni di euro.

Contestualmente il Tribunale di Roma ha disposto, nei confronti di 6 dei nove proposti l'applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza per 3 anni.

Elicottero Finanza-3

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