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Dallo spaccio a Capocotta spuntano matrimoni simulati per la cittadinanza, 18 arresti

L'Operazione Magna Grecia ha portato a sgominare due sodalizi, uno dedito allo spaccio di droga sul litorale laziale e l'altro all'ingresso di immigrati dalla Grecia all'Italia

L'Operazione Magna Grecia ha portato a 18 arresti

Diecimila euro. Questo il prezzo da pagare per contrarre un matrimonio fittizio ed ottenere il permesso di soggiorno sul territorio italiano tramite il ricongiungimento con la finta sposa di turno. A gestire l'attività di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina 14 persone (otto uomini e due donne) che dal litorale laziale (PomeziaOstia, Torvajanica, Ardea ed Anzio) avevano messo in piedi un sistema per far entrare nel Paese cittadini del Medio Oriente, perlopiù egiziani e siriani, che arrivavano in Italia su aerei (ma anche in nave) dopo essere giunti clandestimanente in Europa dalla Grecia ed aver contratto matrimonio con la sposa di turno messa a disposizione dal sodalizio criminale. 

OPERAZIONE MAGNA GRECIA - L'Operazione Magna Grecia, questo il nome dell'attività di indagine dei carabinieri del Comando di Frascati e della Compagnia di Pomezia, ha portato a sgominare anche un'altra organizzazione (composta da 5 persone) dedita allo spaccio di hashish e marijuana sulle spiagge di Capocotta. Anello di congiunzione fra i due filoni di indagine una donna 35enne di Ostia, indagata in entrambi gli ambiti investigativi. 

INDAGINI DELLA PROCURA - Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Pomezia, anche con l’ausilio di attività tecniche, hanno consentito di accertare che i primi 14 indagati procuravano l’ingresso illegale dalla Grecia in Italia di stranieri, prevalentamente originari del Medio Oriente, e organizzavano anche per costoro matrimoni simulati con cittadine italiane in modo da far ottenere la carta di soggiorno per motivi familiari.

MATRIMONI SIMULATI - Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i matrimoni venivano contratti all’estero e successivamente regolarizzati in Italia per attivare la procedura di rilascio della carta di soggiorno. Nel corso dell’attività investigativa, sono state sequestrate numerose copie di documenti di identità egiziani  e copie di certificati di matrimoni tra cittadine italiane e cittadini egiziani ed acquisita documentazione probatoria di unioni civili presso i comuni di Roma, Pomezia e Ardea.

I PROMOTORI DEL SODALIZIO - Quali promotori e organizzatori dei viaggi e dei matrimoni “combinati”, che potevano raggiungere il costo di 10.000 Euro, sono stati individuati 2 cittadini siriani, un 46enne ed il suo segretario factotum (un 26enne) coadiuvati dalle condotte di molteplici donne italiane che per il loro ruolo percepivano 500 Euro a viaggio. 

DALL'ITALIA ALLA GRECIA E RITORNO - In particolare, le donne giungevano in Grecia, a mezzo aereo (in pochi casi a mezzo di nave), con biglietti che erano stati preventivamente acquistati con carte di debito intestate ai suddetti cittadini siriani, ma solo dopo avere già interessato un referente di origine egiziana sul posto, il quale individuava i clienti e cioè gli uomini interessati a raggiungere l’Italia, ai quali far contrarre matrimonio. Tramite un ulteriore intermediario in loco, venivano anche forniti documenti falsi agli stranieri in partenza.

RELAZIONE SENTIMENTALE - Le donne raggiungevano i clandestini e facevano ritorno in Italia, giungendo in porti ed aeroporti, che variavano di volta in volta. All’atto della partenza e allo sbarco, per evitare i controlli, il clandestino e la donna, simulavano una relazione sentimentale spacciandosi per fidanzati o per semplici amici.

MATRIMONI IN EGITTO - Si è, inoltre, accertato che i due siriani seguivano interamente la pratica relativa ai matrimoni che venivano celebrati in Egitto mediante un contatto in loco e successivamente adoperandosi affinché lo straniero, una volta in Italia, potesse ottenere la carta di soggiorno, spesso accompagnandolo di persona ed unitamente alla “moglie italiana”, con la quale aveva contratto matrimonio poco tempo prima, presso gli uffici competenti per il disbrigo delle incombenze relative al rilascio della carta di soggiorno, ai fini del ricongiungimento familiare. Dopo il previsto periodo veniva avanzata richiesta di divorzio.

SPACCIO SUL LITORALE - Nell’ambito delle stesse indagini, i Carabinieri hanno accertato che gli ulteriori 5 indagati, tra i quali uno già compreso tra i 14 precedenti, gestivano una costante attività di spaccio di sostanze stupefacenti in spiaggia, lungo il litorale pometino e romano, e presso il complesso popolare del comune di Ardea denominato “Le Salzare”. 

ARDEA E TORVAJANICA - Durante l’attività investigativa i Carabinieri sono riusciti a disarticolare alcuni gruppi criminali, operanti nelle zone di Ardea e sul lungomare di Torvajanica ed in località Campo Ascolano, che avevano messo in piedi una fiorente attività di spaccio, giovandosi, per ostacolare i militari nell’attività di contrasto, dell’impiego di vedette e di utenze cellulari intestate a soggetti fittizi, effettuando le cessioni in spiaggia ed in posti di volta in volta diversi e sotterrando lo stupefacente all’interno della fitta boscaglia della pineta di Campo Ascolano come tra l’altro già ampiamente riscontrato con la precedente indagine degli stessi Carabinieri della Compagnia di Pomezia del 2013, denominata “Dune Selvagge”. 

SPACCIO A CAPOCOTTA - Uno dei principali punti di spaccio dei gruppi criminali era rappresentato dalle dune presenti tra Torvaianica e Capocotta, dove il cliente, dopo numerosi contatti telefonici veniva raggiunto da collaboratori dello spacciatore, i quali lo indirizzavano dapprima verso una persona addetta a ritirare il corrispettivo in denaro della dose, quindi da quest’ultimo il cliente veniva inviato presso una duna dove stazionava un’altra persona addetta alla consegna materiale della sostanza stupefacente, nascosta in sacchetti tra la vegetazione delle dune ed in alcuni casi sotto la sabbia.

I SEQUESTRI - Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati numerose copie di documenti di identità egiziani e copie di certificati di matrimoni tra cittadine italiane e cittadini egiziani, nonché sono stati acquisite documentazioni probatorie di unioni civili presso i comuni di Roma, Pomezia e Ardea e una contabilità dei movimenti di denaro per le attività illecite: tratte in arresto 5 persone (3 marocchini e 2 tunisini)  e sottoposti a sequestro 1 chilo di marijuana e   300 grammi di hashish.

13 CHILI DI DROGA E ARMI - Nel corso delle perquisizioni odierne, che hanno visto impiegati oltre 150 carabinieri, anche unità cinofile e un elicottero, è stato arrestato, in flagranza di reato, un italiano, di 28 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e possesso ingiustificato di armi improprie. Nel corso della perquisizione i militari hanno sequestrato circa 11 chili  di marijuana e 2 di hashish. Le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare in carcere e quello arrestato in flagranza di reato sono stati associati presso la Casa Circondariale di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

OPERAZIONE MAGNA GRECIA - I risultati dell'attività sono stati presentati questa mattina al Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma dal comandante del Gruppo di Frascati, tenente colonnello Luciano Magrini, dal comandante del Reparto Operativo dei carabinieri di Roma Giuseppe Donnarumma, dal maggiore Marco Spaziani, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Pomezia e dal tenente Cesare Calascibetta del Nucleo Operativo dei miltari dell'Arma del Comune pometino. Una prima fase di indagine che i carabinieri hanno esteso anche alle altre forze di polizia ed all'Interpol per allargare le investigazioni anche nel delicato canale del terrorismo. A rendere particolarmente complicato il proseguo delle indagini la giurisdizione italiana, secondo la quale un cittadino straniero che ha contratto regolare matrimonio con una donna italiana non può essere espulso dal Paese, tranne che in accertati casi di atti delinquenziali. 

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