Marco Vannini, l'omicidio del giovane di Ladispoli in uno speciale de Le Iene. On line c'è chi rimorchia con la sua foto

"Omicidio Vannini: bugie e verità" questo il titolo dello speciale firmato da Giulio Golia

A poche settimane dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza di secondo grado che ha drasticamente ridimensionato la condanna di Antonio Ciontoli, l'omicidio di Marco Vannini continua a far parlare di sè. Una morte, quella del giovane di Ladispoli, con molti dubbi e molti punti interrogativi. Le Iene, in uno speciale firmato da Giulio Golia, hanno deciso di dedicare oggi un'intera puntata ai fatti del maggio 2015, alle indagini e alle rivelazioni emerse nel corso den tempo. 

"Omicidio Vannini: bugie e verità", il titolo dello speciale, nel corso del quale si proverà a far luce sull'accaduto, mostrando - questo almeno promette la trasmissione di Italia Uno - importanti novità. 

Intanto ieri, sempre Le Iene, hanno portato alla luce un macabro episodio. Una persona, che dice di vivere a Roma e di avere 31 anni, usa come foto profilo di un noto sito di incontro l’immagine sorridente di Marco Vannini

"Un flirt, un gioco innocente, mentre molto meno innocente ci sembra", scrivono Le Iene sul proprio sito, "chi vuole sfruttare l’immagine altrui per provare a rimorchiare. Soprattutto se il volto scelto per conquistare i cuori è quello di un ragazzo morto in circostanze violente".

Omicidio Marco Vannini, la ricostruzione

Sono le 20 quando il 20enne si trova a Ladispoli nella villetta della fidanzata Martina. In tarda i vicini sentono delle urla: "Vedi, papà? Vedi?". Poi un ragazzo che si lamenta con una voce disumana: "Scusa Martina". In casa non ci sono solo Marco e Martina, ma altre 4 persone: Antonio Ciontoli, la moglie Maria, Federico e la fidanzata di quest'ultimo, Viola. 

Tutti e cinque hanno raccontato che Marco stava facendo un bagno nella vasca. Era nudo quando nella stanza è entrato il capofamiglia con una pistola per mostrare l'arma al fidanzato della figlia. Ciontoli ha dichiarato di essere convinto che fosse scarica. Sempre "per uno scherzo" ha dichiarato di aver premuto il grilletto, con il proiettile che ferirà a morte Marco Vannini. 

Da lì si apre la storia più inquietante, quella che ha portato al decesso di Marco. Federico Ciontoli chiama il 118, ma con enorme ritardo rispetto allo sparo.  Nella telefonata al 118 si sente: "C'è un ragazzo che si è sentito male probabilmente per uno scherzo, di botto è diventato troppo bianco e non respira più...". Subito dopo però spiega che l'ambulanza non serve.Qualcuno della famiglia Ciontoli gli ha detto di troncare la comunicazione. La telefonata si interrompe, Marco è ancora vivo.

A chiamare nuovamente, per la seconda volta, l'ambulanza è Antonio Ciontoli. Lo fa però senza rivelare che in quella casa c'è un ragazzo con una pallottola entrata dalla spalla e fuoriuscita dal fianco. Parla - anche questo è possibile ascoltarlo dalle registrazioni audio al 118 - di un buchino generato dalla caduta su un pettine. Sarà  la figlia di Ciontoli, nonché fidanzata di Vannini, Martina, ad affermare nelle intercettazioni di avere visto l'ogiva spuntare dalla carne. 

Quando gli operatori del 118 arrivano nella villetta dei Ciontoli trovano un ventenne agonizzante, lo portano d'urgenza all'ospedale ma non c'è nulla da fare, nemmeno quando Marco viene trasportato in elicottero al Gemelli, dove viene dichiarato morto. 

Inizia da lì la vicenda giudiziaria conclusasi ieri. Una vicenda fatta di omissioni, racconti parziali, ravvedimenti, versioni mutate. Condanne già contestate in primo grado, vengono ulteriormente ridotte in appello. 

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