"Ti tagliamo un dito per ogni settimana di ritardo": il gruppo di 'Barboncino', rivali degli Spada a Ostia Nuova

L'operazione Maverick, tra i tanti aspetti, ha fatto luce anche sulla figura di Marco Esposito detto 'Barboncino'. Un avversario temuto anche dagli Spada

Luglio 2013. Siamo in via Costanzo Casana. Fuori la sala slot Italy Poker, più volte entrata nelle cronache di Ostia, Nando De Silvio, Ottavio Spada e Carmine Spada, detto Romoletto, boss dell'omonimo clan, si affrontano con gruppo epigono dei Triassi, appena smantellati. Tra loro ci sono anche Alessandro Pignataro detto 'Compare', Fabio Di Francesco detto 'Pupo', Domenico Fusinato, Ombretta Sertori e Marco Esposito detto 'Barboncino'. 

Colpi coltelli, urla e spari. Il quartiere si sveglia. Ad affacciarsi dalla finestra anche la giornalista, attualmente sotto scorta, Federica Angeli che denunciò i fatti alle forze dell'ordine. E' la sera che segna la definitiva rottura tra i due gruppi. Passagno gli anni. Il clan Spada, forte dell'alleanza con i Fasciani, accresce il proprio potere criminale. 

Il 2016 è l'anno della violenza

Marco Esposito detto 'Barboncino' e i suoi, però, non stanno a guardare. Ostia ponente è anche loro, pensano. Il gruppo è feroce e non esita a sparare. Il 2016 è l'anno della violenza. Dall'ordinanza Maverick gli inquirenti gli attribuiscono l'esplosione di alcuni colpi di pistola nella discoteca Gay Village di Roma all'indirizzo dei buttafuori nell'estate del 2016 e il progetto sventato di un agguato a mano armata ai danni degli stessi buttafuori l'anno seguente. 

Ma c'è di più. Dall'operazione Eclissi, che sgominò il clan Spada, emerge come il 4 e l'8 novembre del 2016 Romoletto diventa vittima di due agguati a colpi di pistola. Poi c'è un terzo tentativo di omicidio: la vittima sarebbe stata Roberto Spada. Le vicende, secondo chi indaga, sono di rilievo perché registrano il momento "massimamente critico ed emergenziale". 

La banda dei 'ribelli' comandata dal Er Tartaruga

Nell'ottica dell'omertà di un boss, nessuno denuncia gli episodi. Ma la preoccupazione c'è, tanto che Romoletto si procura una scorta. Al fratello Roberto che gli chiede chi ci sia dietro gli agguati, Romoletto sussurra: "La storia di Barboncino e delle pistole". Il riferimento al 2013 è chiaro tant'è che lo stesso boss degli Spada, in un'altra intercettazione, aggiunge: "I napoletani (il riferimento è sempre a Barboncino ndr) vogliono prendersi tutto". 

"Ti tagliamo un dito per ogni settimana di ritardo"

Il gruppo di 'Barboncino', che ha nello spaccio e nell'usura il business principale, sa però che per convivere con gli Spada a Ostia ponente deve mostrare i muscoli. Sintomatico e l'episodio dell'estate del 2016, dal tragico epilogo. Un debito di droga di 70mila euro innesca una spirale di violenza. Domenico Fusinato, Michele Cirillo (che sparò in una pizzeria a Ostia nel novembre 2017) e Barboncino passano all'azione. E' il 19 luglio 2016

Il video del blitz dell'operazione Maverick

I tre non riescono a trovare il loro debitore, un pregiudicato di Cerveteri. Arrivano però ai suoi familiari e, soprattutto a un suo amico che viene preso e sequestrato, per 8 ore, a casa di Barboncino. Qui le minacce, come si legge nell'ordinanza, sono crude: "Ti tagliamo un dito per ogni settimana di ritardo", "Ti strappiamo i denti con le tenaglie". Poi la violenza.

Prima gli schiaffi, poi i pugni quindi i colpi con il calcio di una pistola. La vittima, con il volto tumefatto, viene liberata. Il messaggio arriva al destinatario che, forse per paura, tre giorni dopo estrae una pistola irregolarmente detenuta e si spara in pieno petto togliendosi la vita. Il debito di 70mila euro non viene mai pagato. L'amico e i familiari del debitore pagano al gruppo di Barboncino con i pochi soldi racimolati (3mila euro circa) e due auto. Meglio pagare poco ma subito che aver a che fare con loro, pensano. Una vicenda che, dalle indagini dei Carabinieri, viene confermata anche nell'operazione.

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Commenti (1)

  • Che schifo. La cosa bella è che non facciamo altro a lamentarsi del Sud, dicendo che le cose lì non vanno, c'è criminalità, camorra, ma guardiamoci noi che schifo facciamo. Ostia e CorLeone hanno ben poco di differenza or ora.

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