Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore ringrazia tutti: "Presto ci becchiamo in giro"

Il 19enne trevigiano ha voluto mandare un abbraccio virtuale con una Instagram Stories. Proseguono gli accertamenti della polizia per fare luce sull'agguato di piazza Eschilo

Cittadini in piazza all'Axa per Manuel Bortuzzo

Siete fantastici, siete ciò che mi faceva andare a dormire tranquillo la sera e ciò che mi faceva risvegliare con il sorriso. Un abbraccio e un bacio a tutti. Presto ci becchiamo in giro". A comunicare il proprio ringraziamento alle migliaia di persone che gli stanno manifestando vicinanza da quella maledetta domenica notte all'Axa è Manuel Bortuzzo.

Il giovane nuotatore trevigiano, dopo il messaggio audio nel quale manifestava a tutti il proprio coraggio e la propria dignità dal letto di ospedale dove si trova ancora ricoverato (Qui l'audio completo): "Tornerò più forte di prima", non ha perso la sua voglia di vivere ed ha scelto una Instagram Stories per abbracciare e baciare tutte le fantastiche persone che continuano a scrivergli e ad andarlo a trovare. 

Instagram stories Manuel Bortuzzo-2

"Buongiorno a tutti ragazzi, finalmente sono tornato in possesso del mio telefono e con calma ora potrò rispondere e ringraziare singolarmente a ognuno di voi - scrive Manuel su Instagram -. Quelle fantastiche persone che siete che non mi avete lasciato solo un attimo. Grazie per il sostegno che mi avete dato, credetemi l'ho percepito da parte di chiunque. Siete fantastici, siete ciò che mi faceva andare a dormire tranquillo la sera e ciò che mi faceva risvegliare con il sorriso. Un abbraccio e un bacio a tutti. Presto ci becchiamo in giro".

VIDEO | Axa risponde alle violenze: "La piazza è nostra"

Intanto proseguono gli attestati di vicinanza al giovane campione veneto da tutto il mondo dello sport e la società civile del Paese. Proprio nel pomeriggio di sabato 9 febbraio, nella stessa piazza Eschilo dove Manuel è stato ferito a colpi di pistola da Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, migliaia di persone sono scese in strada. "La piazza è nostra, la piazza è nostra". E' questo l'urlo e la risposta dei residenti dell'Axa. 

Un presidio pacifico, apolitico e apartitico. Partiti da piazza Eschilo, i manifestanti hanno sfilato intonando più volte lo slogan 'Manuel siamo con te' passando sotto al pub dove è avvenuta la rissa con Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano protagonisti, e terminata nella vicina via Menandro dove Manuel è stato ferito. I residenti chiedono che siano presenti più forze dell'ordine nel quartiere. "Manuel è uno di noi, poteva essere uno dei nostri figli. Manuel siamo noi. Non devono più accadere queste cose".

Vicinanza che anche in questo weekend di eventi sportivi non è mancata a Manuel, con tantissimi nuotatori che si sono presentati nelle rispettive gare in vasca con la "M" di Manuel disegnata sul braccio.  

Foto Instagram paolakf_meloni-2

Intanto proseguono le indagini per ricostruire la vicenda. Gli investigatori sono anche al lavoro per individuare le altre persone coinvolte nella rissa. Controlli della polizia anche nel pub di piazza Eschilo. Secondo quanto si è appreso, si è trattato di un controllo che ha riguardato la licenza del locale e la posizione dei dipendenti. 

Investigazioni che cercano di fare luce sul vero bersaglio che avevano Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Molte le domande in sospeso, a cui Marinelli e Bazzano non hanno saputo e voluto fornire risposta. Chi era con loro in quel pub dell'Axa? Erano loro, come sembra, il bersaglio dei proiettili esplosi da Lorenzo Marinelli?

Secondo una delle ipotesi investigative all’interno del pub di piazza Eschilo stava andando in scena un summit tra bande. Anzi, qualcuno della fazione rivale avrebbe "ordinato" a Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano di lasciare quella piazza. Già perché i due era "cani sciolti", due piccoli spacciatori che facevano affari spacciando e rifornendosi di droga a San Basilio.

Bazzano, nel 2012, fu arrestato ad Acilia, dai Carabinieri, per una rapina (qui il video completo). Marinelli, che ha sparato, aveva invece una pistola "ritrovata in un campo mesi fa", secondo la sua versione.

Secondo la ricostruzione di chi indaga, lo zio (morto ndr) e il padre (in carcere) di Marinelli avevano legami col clan di camorra degli Iovine e dei Guarnera, padroni ad Acilia, anche e nonostante i numerosi blitz delle forze dell'ordine.

Lorenzo, però, non sarebbe stato nei piani del clan e così, con il suo amico Daniel, avevano pensato di mettersi in proprio. Dopo la violenta rissa nel pub, che aveva come intento quella di "metterli a catena" come si dice in gergo criminale, i due sarebbero tornati per farsi giustizia e segnare un punto. Il bersaglio non era Manuel Bortuzzo, che resterà paralizzato, ma un componente di quel gruppo criminale, sul quale si fa sempre più stretta la morsa degli investigatori. 

È su questa pista che stanno lavorando gli inquirenti. Il fato e la mira sbagliata, però, hanno cambiato per sempre la vita di un ragazzo di 19 anni, che la ‘mala’ romana l’aveva conosciuta solo al cinema o nelle serie tv.

Al momento l'unica certezza è la detenzione in carcere con l'accusa di tentato omicidio premeditato in concorso e aggravato dai abietti e futili motivi di Marinelli e Bazzano ed un futuro campione pieno di sogni e speranze che difficilmente potrà tornare a cullare il suo sogno di nuotatore.

Manuel ha però dimostrato a tutti la sua forza e la sua dignità nonostante una lesione al midollo che non gli permetterà più non solo di nuotare, ma anche di camminare e godersi tutta la vita che un ragazzo di soli 19 anni ha davanti a se. Un esempio da seguire in una società dove le violenze possono toccare da vicino anche un ragazzo pulito che nulla ha a che fare con la criminalità. 

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Commenti (1)

  • Ti auguro di poter tornare a camminare al più presto con le tue gambe, la speranza deve sempre essere l'ultima a morire

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