Maxi manifesto ProVita a Gregorio VII: "Ora sei qui perchè tua mamma non ha abortito"

Il mega cartellone di 7 metri per 11 è stato affisso ad un palazzo della via. Polemiche sui social fra favorevoli e contrari

Il manifesto ProVita affisso a Gregorio VII

Un maxi manifesto affisso ad un palazzo con l'immagine di un bambino in grembo ed il messaggio "Tu sei qui perchè tua mamma non ti ha abortito". A lanciare la campagna ProVita la stessa onlus che porta il suo nome con una campagna choc. Il cartellone, ben visibile ai passanti ed agli automobilisti in transito all'altezza del civico 58 di via Gregorio VII ha trovato naturalmente pareri favorevoli e contrari al messaggio lanciato dalla onlus, con i social a descrivere il pensiero degli utenti, molti dei quali contrari al messaggio lanciato dall'associazione. 

Manifesto antiaborto a Gregorio VII 

Come si legge sul sito internet della onlus ProVita: "L’immagine di un bambino nel grembo materno, per scuotere milioni di coscienze. Da oggi (3 aprile ndr) fino al 15 aprile, un maxi manifesto ProVita di 7 metri per 11 ricorda a Roma, all’Italia e a tutto il mondo che l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg) sopprime un essere vivente. Non un grumo di cellule. «Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito», è il messaggio della gigantografia che campeggia nella capitale (in via Gregorio VII, 58)".

Manifesto ProVita in via Gregorio VII 

Un maxi manifesto, 7 per 11 metri. "Si tratta - scrivono ancora dalla ProVita - del più grande manifesto contro l’Ivg in Italia, voluto dalla onlus ProVita nella sua campagna anti aborto e per la protezione del diritto alla vita, che si intensifica con l’avvicinarsi della ricorrenza del prossimo 22 maggio. In quella data, infatti, quarant’anni fa venne legalizzato l’aborto. Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, fu chiamata la legge 194 del 1978, che ben poco si è preoccupata di tutelare la maternità, consentendo invece di sopprimere bambini non ancora nati. Dal 1978, sono stati più di 6 milioni quelli uccisi dall’aborto, senza contare le vite che si sopprimono in solitudine, tra le pareti domestiche, con le pillole abortive fra le quali la Ru 486, il «pesticida umano», che ha già causato quasi 30 morti anche tra le donne che l’hanno assunta".

Manifesto ProVita via Gregorio VII-2

Eliminazione di essere umani

Chiaro il messaggio di Toni Brandi, presidente di ProVita: "Ma è concepibile che in un’Italia, dove solo il 38% dei malati di tumore può accedere alle cure palliative e dove circa 200.000 anziani o disabili sono rispediti a casa ogni anno dagli ospedali pubblici, per mancanza di fondi per la sanità, lo Stato spenda centinaia di milioni di euro di fondi pubblici per finanziare scelte individuali che causano l’eliminazione di esseri umani, e che non sono condivise da una grande fetta della popolazione?".

Nuova campagna nella sede nazionale romana 

Dopo la gigantografia affissa in via Gregorio VII, ProVita proseguirà la sua battaglia con altre, forti iniziative per scuotere la coscienza di tutti. Lo farà anche dalla sua nuova, centralissima sede nazionale di Roma, come annuncerà nei prossimi giorni.

Polemiche sui social

Il manifesto, tweettato dalla stessa onlus sulla propria pagina social, ha trovato pareri favorevoli e pareri contrari al messaggio antiaborto: "L’associazione #ProVita lancia l’ennesima campagna contro l'aborto e affigge un manifesto enorme (7 metri per 11) in via Gregorio VII a Roma - cinguetta Matteo Zocchi -.  Rimarrà lì fino al 15 aprile. Dovremmo davvero sopportare questa roba indegna?". Ed ancora: "Mi rifiuto di condividere la foto del manifesto contro l'#aborto affisso a #Roma perché è davvero disgustoso - tweeta Sofia Marinelli -. #Provita è sinonimo di 'contrario ai diritti e alla salute delle donne che non possono disporre liberamente del loro corpo-incubatrice'. Mi fanno davvero vomitare". "La verità è questa - fa da controaltare sempre su Twitter Giulia Bianco -. È tuo figlio e tu lo stai uccidendo... tutto il resto è fuffa #provita". 

Mozione per la rimozione del manifesto

L'affissione del manifesto ha trovato la polemica delle donne del Pd e della Lista Civica "RomaTornaRoma. "Un messaggio forte e doloroso sulla pelle delle donne. Il maxi manifesto contro l'interruzione volontaria della gravidanza apparso su una facciata di un palazzo in via Gregorio VII offende la scelta delle donne di abortire, una scelta, sempre sofferta e dolorosa, garantita dalla legge 194 che a maggio compira' 40 anni", scrivono in una congiunta le consigliere capitoline Michela Di Biase, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta del Partito Democratico e Svetlana Celli della Lista Civica #RomaTornaRoma. 

"Si tratta di immagini che offendono la sensibilità  anche di tutte le persone che hanno subìto la fine di una gravidanza per i motivi più  diversi. Difendere la vita con messaggi così crudi e violenti non appartiene alla storia delle donne, né della città. Per questo - conclude la nota congiunta - presenteremo oggi stesso una mozione per chiedere al Campidoglio la rimozione immediata di questi manifesti". 

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