"La devastazione non passerà": un migliaio in corteo contro la Bretella

Dalla piazzetta del mercato di Tor de'Cenci al Villaggio Azzurro. I manifestanti hanno protestato contro la realizzazione dell'autostrada Pontina

Sono circa un migliaio i manifestanti scesi in piazza questa mattina per ribadire ancora una volta il fermo "no" alla realizzazione della bretella Tor de'Cenci - A12, altrimenti detta, autostrada Pontina. Si sono dati appuntamento alle 10 e 30 alla piazzetta del mercato (Largo Bertani) e sono arrivati al Villaggio Azzurro. Tra comitati, associazioni, cittadini, esponenti del mondo politico il corteo ha sfilato pacifico con striscioni di protesta e cori contro un'opera additata come "dispendiosa nonchè inutile alla soluzione del problema del pendolarismo", come ribadito a più riprese, in occasioni di assemblee, proteste e incontri, da associazioni e cittadini dei quartieri interessati.

Tra i partecipanti il comitato No Corridoio, organizzatore della protesta, vari comitati di quartiere, da Casal Brunori a Decima e Torrino a Torrino Mezzocammino. Partiti presenti Verdi, Sel e Pd del XII Municipio. Gli striscioni esposti sono chiari, da quello di apertura del corteo - 'Autostrada a pedaggio A12-Tor de' Cenci-Latina la devastazione non passerà!"- a quelli che propongono le soluzioni  - 'Sì alla ferrovia, sì a metro leggera Roma- Pomezia-Ardea".

"E’ una grande manifestazione a dimostrazione che quando i cittadini capiscono quale tegola gli stia arrivando sulla testa, si mobilitano e trovano poi in maniera unitaria la capacità di muoversi, facendo anche proposte alternative". A parlare a Romatoday è Deo Peppicelli, membro di Unione Inquilini -Rifondazione Comunista e del Comitato No Corridoio. "L’autostrada a pedaggio, è un massacro per i lavoratori che dalla Pontina vengono a Roma. Le code rimarranno, ma dovranno pure pagare. Invece chiediamo che venga fatto una grande opera infrastrutturale, di ferrovie e metropolitane leggere.

E ancora a commentare l'affluenza al corteo è il presidente dei Verdi Lazio, Nando Bonessio. "Di questi tempi in piazza oltre mille persone, rappresenta un bel risultato. E lo è ancor di più, perché condividono il messaggio, che con forza dice di fermarsi con questo modello di sviluppo, basta con questa grandi opere inutili che consumano il territorio, asfaltano e chiedono di aumentare ancora il trasporto su gomma".

L'OPERA  - Se ne parla da almeno vent'anni e la si definisce in vari modi. Nuova Pontina, Super Pontina, Corridoio Intermodale Roma Latina, un'opera per la quale sono stati previsti 2,7 miliardi di euro e che, se dovesse andare 'in porto', cambierebbe non poco il panorama dell'agro pontino. Lo spiegava, in occasione di un incontro pubblico dello scorso marzo, indetto dal Comitato No Corridoio Roma Latina, Marco Antonini, storico ambientalista e già presidente del WWF Lazio.

"Tutta la parte sotto il castello di Decima verrebbe occupata da un grosso sistema di svincoli, mentre l'attuale sedime della Pontina verrebbe rialzato di 2 metri circa. Da lì partirebbe questa grossa autostrada, forse un viadotto non troppo altro, forse in terrapieno, ma questo lo vedremo sul progetto esecutivo, che passerebbe grossomodo in diagonale dall'osteria Malpasso - edificio tardo medievale che sorge sulla Pontina Vecchia - affiancandosi all'attuale via del Risaro ad una distanza di circa 10/20 metri non di più. In definitiva il fondo valle di via del Risaro verrebbe occupato quasi totalmente".

"La bretella proseguirebbe in direzione di via Belluzzi - spiegava Antonini - laddove le ultime ville dovrebbero venir espropriate ed abbattute, per poi salire in trincea sulla collina ed entrare nelle cave di Quartaccio, un luogo che ha un'importanza mondiale dal punto di vista archeologico". Insomma le ragioni del 'no' all'opera sono evidente e riguardano essenzialmente l'impatto con gli sviluppi urbanistici dell'area e gli eventuali danni all'ambiente rurale e paesaggistico.

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