Maniaco delle università, sette i casi accertati. Il sospetto: "Potrebbe aver molestato altre ragazze"

Potrebbero essere 30 le vittime del 23enne arrestato dai carabinieri con le accuse di atti persecutori e violenza sessuale

Immagine di repertorio

Sette casi accertati, ed una trentina sui quali sono in corso accertamenti da parte dell'Autorità Giudiziaria. Proseguono le indagini dei Carabinieri della Stazione Roma Aventino per comprendere se il "maniaco delle università" che ha molestato e perseguitato delle giovani studentesse universitarie possa essere lo stesso che, decine di giovani ragazze, hanno segnalato sulle pagine dei social network.

Ventitre anni, originario di Bagnolo del Salento, Comune della provincia di Lecce ma domiciliato a Roma, il capo chef è in realtà un aiuto cuoco ed è stato arrestato dai militari dell'Arma con le accuse di atti persecutori e violenza sessuale.

Un modus operandi assodato quello del maniaco, come accertato nei sette casi di violenza per i quali è stato condotto in carcere. In particolare il giovane adocchiava la vittime di turno, solitamente belle ed avvenenti ragazze, mentre viaggiavano in metro o sui bus della Capitale. Una volta scelta la preda attuava il medesimo copione: "Sono un grande cuoco, ho partecipato anche a MasterChef, vuoi lavorare con me?". 

Approcciata la vittima di turno, solitamente di età compresa fra i 20 ed i 25 anni, l'aiuto cuoco riusciva poi a farsi dare il numero di telefono. Poi cominciava l'incubo con il 23enne che diventava, nella migliore delle ipotesi, un accanito stalker, nella peggiore, un molestatore aggressivo.

Vittime accertate delle indagini dei carabinieri coordinati dal maggiore Fabio Valletta, comandante della Compagnia Roma Centro, sette giovani studentesse, tutte frequentati l'università di Roma Tre, cadute nella tela del 23enne nelle zone di Marconi, Ostiense, Garbatella e Piramide. Un vero e proprio incubo che aveva ingenerato un elevato allarme sociale al punto che alcune di loro hanno pubblicato dei post sui social per mettere in guardia le altre ragazze, invitandole a fare attenzione al ragazzo.

Sarebbero oltre 30 infatti le studentesse universitarie molestate dal 23enne arrestato su richiesta della Procura di Roma. Il dato emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, nella quale si legge che su Instagram erano stati creati due gruppi (Spotted Sapienza e Spotted Roma Tre) in cui le giovani studentesse avevano "caricato le foto dell'arrestato e pubblicato le sue generalità" allo scopo di "raccogliere le testimonianze delle ragazze che hanno vissuto esperienze simili e allertare altre giovani".

Molte ragazze quindi avrebbero subito le molestie dell'uomo senza però denunciare i fatti. "Dagli atti emerge con chiarezza che l'indagato agisce seguendo un modus operandi sempre analogo, quasi seriale - scrive il gip -. Egli, infatti, individua le proprie vittime in donne di giovane età e le approccia sempre quando si trovano da sole, per strada, all'uscita della metro o alla fermata degli autobus. Rivolge loro parola, con la scusa di chiedere informazione e presentandosi direttamente come uno chef" millatando di conoscere gli "stellati" Carlo Cracco e Antonino Cannavacciulo, propone "offerte di lavoro nell'ambito della ristorazione". Il giovane quindi "passa subito alla fase esecutiva del proposito criminoso e con fare violento" prova a compiere la violenza sessuale.

Come scrive ancora il gip di Roma Luigi Balestrieri nell'ordinanza con la quale è stato disposto l'arresto dell'aiuto cuoco, lo stesso aveva una "assoluta incapacità di contenersi". "Il concreto pericolo di reiterazione del reato da parte dell'indagato - scrive ancora il gip Balestrieri - è desumibile dalla modalità della condotta posta in essere che evidenzia la sua già ampiamente sperimentata pericolosità". 

Il 23enne, si legge nell'ordinanza, è un "soggetto privo di qualsivoglia capacità di autocontrollo il quale non ha esitato al fine di soddisfare ad ogni costo la propria concupiscenza ad approcciare giovanissimi avvenenti studentesse universitarie o in un caso una giovane lavoratrice extracomunitaria e a violarne l'intimità baciandola e palpeggiandola". 

Per questo "non appare possibile applicare una misura più gradata in ragione della notevole gravità dei fatti e della assoluta mancanza di autocontrollo dimostrata dal soggetto apparentemente preda di un bisogno compulsivo".

Ammanettato e trasferito nel carcere romano di Regina Coeli, gli inquirenti invitano, anche attraverso la lettura dei mass media, altre giovani ragazze vittime del molestatore a denunciare quanto subito alle forze dell'ordine. 

Molestatore università segnalazioni Instagram-2

Le indagini degli inquirenti hanno riguardano un arco temporale che va dalla fine del mese di novembre a queste prime settimane di gennaio 2020. Leggendo nell'area "Segnalazioni" della pagina Instagram "SpottedSapienza" i primi messaggi risalgono infatti al mese di settembre. "Messaggio importante rivolto alle ragazze romane - si legge in una segnalazione datata 6 settembre -: si aggira a Roma, specie nelle zone universitarie, un ragazzo che dice di chiamarsi Salvo, si fa dare il numero con una scusa (promozione del suo ristorante). Da lì stalking e violenze".

Ed ancora: "Anche a me è successo - si legge in una seconda denuncia sempre dello scorso settembre -, dice di essere il proprietario di un ristorante che sta al Colosseo" ,"ora non so se stiamo parlando della stessa persona (riferito ad un precedente messaggio sul cuoco ndr) o se in giro c'è un altro ragazzo che usa la stessa scusa, ma anche questo ragazzo che dico io è molto aggressivo e chiede il numero di telefono con la scusa di voler dare un posto di lavoro come hostess per promuovere il suo ristorante". 

"Sono stata bloccata su via del porto Fluviale - racconta un'altra giovane sui social network - . Stavo con le cuffiette, mi ha chiesto un'informazione e gli ho dato attenzione pensando dovesse chiedermi un'indicazione stradale. Ha iniziato a chiedermi se potessi aiutarlo a sponsorizzare il 'suo' ristorante che si trova a Colosseo, e mi ha chiesto se poteva lasciarmi una locandina. Ho detto di sì, pensando fosse cartacea, invece mi ha messo nella condizione di dettargli il mio numero. Poi con la scusa di perdere il treno me ne sono andata, dopo essermi subita domande e complimenti vari. Prima di andarmene ha cercato di salutarmi con un bacio sulla guancia: ho avuto paura. A volte quando si sta da sole, si ha paura a reagire e magari rispondere di no, non si possono sapere le reazioni". 

"È capitato anche a me. Ho fatto l'errore di lasciargli il numero. Inizialmente in realtà mi ha solo chiesto di vederci per un caffè. Dopo un paio di volte che me l'ha chiesto e io non mi sono resa disponibile gli ho spiegato che era diventato troppo insistente e che per me era difficile organizzare questo caffè. Sembrava aver capito poi mi ha scritto nuovamente e al mio rifiuto ha iniziato una discussione infinita accusandomi di averlo preso in giro e pretendendo di chiarire la situazione di persona", racconta un'altra ragazza. 
 


 

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