Domenica sott'acqua per Roma: caditoie ostruite, tombini saltati e la città si allaga

Anche stavolta danni e disagi hanno colpito la città. Polemiche contro la sindaca: "E la pulizia delle caditoie?"

Non si può dire che non fosse attesa. Che settembre avrebbe portato la pioggia dopo tre mesi di caldo e siccità era più che previsto. L'allerta della Protezione civile poi metteva in guardia per oggi da "fenomeni di forte intensità" con un codice arancione, terzo livello di gravità su una scala di quattro. Eppure Roma, ampiamente avvisata, non ha retto nemmeno stavolta. L'amministrazione, temporale in corso, ha invitato tutti a "limitare gli spostamenti ed evitare parchi e aree verdi". Ma sarebbero state da evitare anche le strade e i sottopassi, dopo un'ora veri e propri fiumi in piena. Nessun quartiere è stato risparmiato dal maltempo di questa mattina. 

La conta dei danni 

Dalle grandi arterie (vedi via Cristoforo Colombo sotto l'acqua) alle strade del centro storico, al litorale di Ostia. Traffico in tilt, alberi caduti (due feriti a San Basilio), romani rimasti bloccati in auto e soccorsi dai vigili del fuoco, in strada insieme alle volanti della polizia Locale sotto il coordinamento del COC, il Centro Operativo Comunale riunito dall'alba. Quadranti rimasti senza energia elettrica. La metropolitana che ha dato forfait sia sulla linea A che sulla linea B (la C era chiusa per lavori). La stazione di Ciampino allagata e i treni della Fl4 fuori uso. Cinque ore di pioggia, dalle 9 alle 14 circa, e una Capitale ancora una volta in ginocchio.

Tombini e polemiche

La foto del giorno? I cittadini armati di rastrello che sturano, da soli, i tombini. Immagine emblematica del fallimento dell'amministrazione, che cambia colore ma non migliora la gestione di un banalissimo "sgrullone" estivo. Erano i primi di agosto quando i tappeti di foglie secche su marciapiedi e chiusini cominciavano a preoccupare i romani. Il Campidoglio ha sempre rassicurato mettendo al corrente di interventi in corso. Anche in mattinata, con una nota stampa, ha puntualizzato: "Nel corso di queste settimane è stata anticipata e intensificata la pulizia delle caditoie per prevenire occlusioni e allagamenti. Oltre 100 le arterie cittadine interessate dalla manutenzione"

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E ancora prima, a pochi giorni dalla pioggia notturna del 2 settembre, triste assaggio di cosa ci saremmo dovuti aspettare per la giornata di oggi, il capogruppo del M5s, Paolo Ferrara, twittava fiero: "Ci occupiamo di allagamenti prima e non dopo. Evitiamo le urgenze e gli affidamenti diretti dunque insegniamo ai partiti come si governa". Oppure, su Facebook: "Le foglie con le vecchie amministrazioni si spazzavano sempre in ritardo e nel mese di ottobre. Poi arrivava la pioggia, gli allagamenti e l'urgenza. Noi programmiamo. Siatene orgogliosi". Già, ma gli allagamenti sono arrivati comunque. L'urgenza pure. Qualcosa non è andato come da proclami. Gli stessi vigili del fuoco, in un report diffuso nel pomeriggio, scrivono: "Confermiamo scarichi di ogni genere ostruiti da foglie e quanto altro". E le polemiche piovono esattamente come gli anni scorsi, dirette a questo giro contro l'amministrazione Raggi. 

"Interrogazione urgente su manutenzione"

Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Campidoglio annuncia un'interrogazione in aula Giulio Cesare: "Che fine hanno fatto le operazioni di programmazione, sbandierati dalla Raggi, per la pulizia dei tombini? Chiederemo conto ai grillini degli ultimi sei mesi interventi per lo spurgo delle caditoie". Per i dem parla Roberto Morassut, vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato di degrado delle città e delle periferie. "Dal 25 luglio ho segnalato alla sindaca la necessità di predisporre un piano per l'arrivo delle piogge a settembre. Era chiaro che sarebbe accaduto quel che stiamo vedendo ora". E guai a tirare fuori la carta del "ci dovevano pensare quelli che governavano prima". "Su una cosa del genere non c'è l'alibi o il giochetto dell'eredità di chi c'era. Quale eredità? Lo devi fare tu".

Quando Raggi diceva: "Suggerirei di pulire le caditoie"

Senza contare i tanti utenti Facebook che postando screenshot recuperati dal passato ricordano Virginia Raggi che sbottava da consigliera di opposizione. Era il 6 novembre 2014, un'altra "bomba d'acqua" stava bloccando Roma. "Se il problema sono i tombini e le caditoie ostruite, suggerirei di ripulirle - scriveva sui social network - se il problema sono i rami degli alberi pericolanti, suggerirei di potarli, che bloccare la città a giorni alterni non mi sembra un grande idea". O gli sfottò all'ex sindaco Ignazio Marino da parte di Alessandro Di Battista, che in 140 caratteri, cinguettava: "Piove un giorno e #Roma diventa la città più invivibile d'Europa #SottoMarinoDimettiti".  


 

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