"Malagrotta fortuna di Roma", nell'ultimo giorno Cerroni scrive alle autorità

I patron della discarica ha comprato uno spazio sui giornali locali per ribadire i risparmi permessi dal basso costo di smaltimento. Poi ha spiegato come avverrà il capping

“Malagrotta è stata la fortuna e la salvezza di Roma”. Il gestore della discarica di Roma, Manlio Cerroni, non abbandona il suo leit motiv nemmeno nell'ultimo giorno di operatività dell'invaso aperto dagli anni '80 e in una lettera aperta alle autorità, pubblicata sui principali quotidiani romani, tira le sue conclusioni. E questa volta la proroga che ha tenuto in vita l'attività di smaltimento negli ultimi anni sembra che non ci sarà, anche se rimane da capire dove finiranno i rifiuti trattati negli impianti Tmb che operano al fianco del sito.  

Anche il motivo delle affermazioni d Cerroni è risaputo: “Il costo dello smaltimento rifiuti tal quale a Malagrotta è stato pari a 46,890 euro a tonnellata: un prezzo di una differenza abissale rispetto al prezzo di mercato più basso d'Italia che ha consentito al Commissario Prefetto Sottile di affermare che Malagrotta ha fatto risparmiare i romani”. In totale per Cerroni il beneficio economico per i cittadini dagli anni '80 è stato di “due miliardi di euro”. Un vanto per Cerroni da ricordare “con una stele in travertino che sarà collocata all'ingresso di Malagrotta in occasione di un open-day” si legge nella lettera. 

Nel proseguio della lettera Cerroni spiega anche come il Colari provvederà a chiudere il sito. “La gestione post operativa durerà almeno 30 anni, fino al 1 ottobre 2043”. La chiusura di una discarica grande come quella di Malagrotta è “complessa”. Scrive Cerroni: “Il capping (ovvero la copertura dei rifiuti, ndr) impegnerà 1.200.000 metri cubi di materiali inerti, 600 mila metri cubi di argilla e 1.200.000 metri cubi di terreno vegetale che vedrà la messa a dimora di 340.000 piante per realizzare il parco naturale». Il tempo previsto per al trasformazione di Malagrotta in parco è di 4/5 anni. 

Non sono convinti i cittadini che per questa sera hanno organizzato il 'Lucchetto day' per chiudere simbolicamente la discarica con un lucchetto. L'appuntamento è per questa sera alle 21 all'incrocio tra via di Malagrotta e via del Casale Lumbroso. In particolare denunciano la mancanza di certezze per il risanamento della Valle Galeria che oltre all'enorme discarica ha anche un'altra una serie di attività impattanti. “L'unica certezza sono le due linee di trattamento dei rifiuti Tmb che rimarranno attive, l'inceneritore dei rifiuti ospedalieri, una cava su ogni collina, odori nauseabondi”.

La lettera di Cerroni ha sollevato qualche disappunto. A partire dall'associazione a difesa del cittadino Codici che scrive di aver appreso “con stupore” della lettera di Cerroni. “La discarica più contestata d'Italia, a suo dire, avrebbe addirittura rappresentato 'la fortuna e la salvezza di Roma”  commenta Marisa Barbieri, responsabile Codici. Continua la nota: “La domanda che invece si pone Codici è questa: il risparmio economico calpesta il diritto alla salute dei cittadini? Quanto ha speso ogni singolo cittadino che si è ammalato a causa dell'inquinamento ambientale provocato dalla discarica più grande d'Europa?”. Il Codici si rifà alle indagini epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione residente a Malagrotta effettuate del dipartimento di epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio del 2012. Indagini che “hanno dato risultati davvero preoccupanti. Secondo la valutazione epidemiologica, infatti, esiste una associazione tra mortalità e livelli di esposizione a H2S, idrogeno solforato. Si tratta di un gas incolore dall'odore caratteristico di uova marce, in questo caso selezionato come tracciante della discarica”. Nella zona della Valle Galeria sono aumentate, secondo il Codici, anche “le patologie dell'apparato respiratorio. Per le patologie tumorali si registra per le donne un aumento di tumore della mammella. Tra gli uomini si è riscontrato un aumento di ricoveri per patologie alla tiroide”.

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Stupore anche da parte del Wwf del Lazio di fronte alle dichiarazioni del proprietario di Malagrotta nella lettera pubblicata su tutti i giornali. “Certo sarebbe interessante conoscere pubblicamente e con lo stesso mezzo il sentimento dei cittadini della Valle Galeria rispetto a ciò che ha rappresentato per loro coabitare per decenni con la discarica più grande d’Europa e più in generale dei cittadini romani e del Lazio sulla gestione dei rifiuti solidi urbani e assimilati e apporlo così su quella stessa stele di travertino che vorrebbe essere posta durante un open day” commenta Vanessa Ranieri, presidente del Wwf Lazio. “Insistiamo affinché vengano disposti esami e analisi sulle caratteristiche dei suoli all’interno dell’invaso prima di qualsiasi operazione di chiusura.”

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