Mafia ad Ostia: l'ascesa degli Spada tra "stanze delle torture", tradimenti e minacce

Dal 2011 inizia l'ascesa criminale degli Spada che avrebbe esercitato il suo potere criminale per impadronirsi di Ostia Ponente. A raccontare i fatti i membri della famiglia rivale ormai con le spalle al muro

Immagine di repertorio di Ostia Nuova

Ad Ostia Nuova si respira un'aria strana. Tutti sanno che presto o tardi succederà qualcosa, ma nessuno parla. O meglio lo fa solo chi non ha nulla da perdere come i testimoni che, nell'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione Sub Urbe, raccontano le loro verità. Una storia di minacce, tradimenti, "stanze delle torture" e pestaggi volti all'ascesa al potere, criminale, della famiglia Spada.

Un "clan", come scrive il Gip di Roma Anna Maria Fattori, che sta "sostituendo il potere già detenuto dalla famiglia Fasciani con la quale era alleata". Gli Spada, che nel tempo si sono fatti forti dei rapporti con i Fasciani messi fuori gioco dalle stentenze che hanno smantellato il clan che gestiva gran parte del malaffare, hanno preso possesso delle case popolari di gran parte di Ostia Ponente. 

IL POTERE DI BAFICCHIO - Facciamo un passo indietro. Il boss Giovanni Galleoni detto Baficchio, spadroneggiava insieme al suo socio Francesco Antonini detto Sorcanera. Baficchio, dal lungo e "pregiato" curriculum criminale aveva trasformato un garage in via Antonio Forni in una "stanze delle torture" insonorizzata come racconta la collaboratrice di giustizia Tamara Ianni, compagna di Michael Cardoni, figlio di Massimo gambizzato ad ottobre 2015 e nipote proprio di Baficchio. 

La donna ha raccontato, per ben due volte, che "almeno fino al 2010 Baficchio, zio di mio marito, ha rivestito un ruolo di vertice nell'ambito della malavita di Ostia ed è stato coadiuvato da Massimo Massimiani detto Lelli. Ad un certo punto, i rapporti tra i due si sono incrinati. Baficchio ha imposto a Lelli di cedergli la sua abitazione, un alloggio popolare, come corrispettivo di una partita di cocaina non pagata".

OMICIDIO E CAMBIO DI FAZIONE - La cosa non morì lì. Baficchio, secondo il racconto della testimone, ha poi portato Lelli "nella camera delle torture, un magazzino rivestito in gommapiuma, e gli ha sparato ad un orecchio. Lo aveva tradito, era passato con gli Spada. suoi nemici di sempre". Il boss Giovanni Galleoni fu ucciso qualche giorno dopo insieme al suo socio Sorcanera. Correva il 22 novembre 2011

Baficchio e Sorcanera erano espressione della vecchia banda della Magliana, dunque con gli Spada e i Fasciani si contendevano gli affari criminali sulla piazza di di Ostia. I rapporti di forza all'interno del panorama criminale del litorale cambiarono. Ad Ostia Nuova la gestione del "pizzo" e delle case papolari passò quindi agli Spada, come racconta proprio Michael Cardoni al pm Ilaria Calò in una sua testimonianza dell'11 gennaio 2016.

L'ASCESA DEGLI SPADA - Da quel momento i Cardoni raccontano di "vivere nella paura". Lelli, dopo aver cambiato fazione, diventa figura centrale nell'occupazione abusiva di alloggi popolari. Il tutto con il placet della famiglia Spada.

E così, i nuovi capi di Ostia Ponente, fanno più volte visita nell'appartamento di Michael Cardoni e Tamara Ianni in cerca del "libro mastro" dove Giovanni Galleoni annotava le sue attività criminali. Tutte occupazioni che sarebbero state "ereditate" dagli Spada che, dal 2011 al 2015, ha compiuto "oltre 40 episodi criminali tra alloggi comunali, stabilimenti balneari, schiaffeggiamenti in strada e usura ed estorsioni" come ha sottolineato il sostituto procuratore Michele Prestipino nella conferenza stampa dei 10 arresti dell'operazione Sub Urbe (qui il video del blitz). 

RUGGITO CRIMINALE - Gli anni passano. Massimo Cardoni, che nel frattempo acquisisce il soprannome di Baficchio, ha un ruggito criminale. Affronta e aggredisce Lelli, estorce costantemente denaro e generi alimentari al supermercato Conad di Ostia Nuova e aggredisce Mario Granato detto il Ciambellaro "spaccandogli la bocca perché gli aveva mancato di rispetto".

Occasione, questa, che secondo Michael Cardoni fa infuriare il figlio Manuel Granato e il figliastro Mirko Miserino. Una serie di affronti criminali che non sono andati giù a Massimiliano Spada

CARDONI GAMBIZZATO - Il 22 ottobre 2015 proprio davanti al Conad, non un luogo scelto a caso, Massimo Cardoni viene gambizzato. Dopo le indagini tecniche si è poi giunti all'esecutore materiale identificato in Manuel Granato. E' lui, secondo gli inquirenti, ad aver condotto materialmente l'azione di fuoco con il supporto di altri sodali che nella circostanza ricoprivano il ruolo di "vedetta" e ai quali era stato assegnato il compito di segnalare gli spostamenti della vittima. Si tratta di Mirko MiserinoDavide CirilloMassimiliano Spada.

C'è "la pax mafiosa" ad Ostia e non si uccide, ma si gambizza. Così gli Spada, secondo il racconto che emerge dall'ordinanza, ribadiscono anche "con metodi mafiosi" la loro scalata criminale. L'episodio mette sotto pressione i Cardoni. Maria Dora Spada detta Bella, Enrico Spada detto PelèNando De Silvio detto Focanera, fanno più volte visita ai rivali per tentare "sfratti coatti". 

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L'APOCALISSE - Un paio di mesi e la situazione precipita. Forse definitivamente. È il 10 dicembre del 2015 quando Massimiliano Spada e sua moglie Bella vengono arrestati per "furto di energia elettrica" per alimentare l'appartamento di via Baffigo occupato abusivamente. I due vengono processati e rimessi in libertà. E questo fa scatenare "l'apocalisse", dice Tamara Ianni perché gli Spada sospettano che a denunciare quel furto "alle guardie" siano stati proprio i Cardoni.

SPALLE AL MURO - Passano tre giorni e, dalle 2 di notte alle 5 del mattino, sotto l'appartamento che Tamara Ianni e Michael Cardoni si presentano "20 zingari guidati da Massimiliano Spada e Pelè. Tutti con pistole e coltelli. Ci chiamano infami". Quella sera non succederà nulla ma i Cardoni si sentono bloccati, con le spalle al muro e così decidono di collaborare con gli inquirenti raccontando la loro verità.

La mafia ad Ostia c'è. È come il mare. E' lì. E se nessuno riesce a vederla a causa dei muri, di omertà, che ci sono ma se ne sente l'eco delle onde che si infrangono sugli scogli. 

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