Mafia capitale, Raggi soddisfatta: "E' la vittoria dei cittadini sulla vecchia politica"

La sindaca si è recata presso l'aula bunker di Rebibbia per ascoltare la sentenza: "Ferita profonda nella carne di questa città". La legale di Carminati: "Ora togliere il 41bis"

La sindaca Raggi nell'aula bunker di Rebibbia per la lettura della sentenza (Immagine di repertorio)

"E' la vittoria dei cittadini, della società civile e della legalità sulla criminalità, sul malaffare e sulla vecchia politica". Anche se "nella carne di questa città" resta "una ferita profonda". La sindaca Virginia Raggi, presente nell'aula bunker di Rebibbia, non ha usato mezzi termini per commentare la sentenza del maxi-processo di Mafia Capitale. "Hanno ucciso Roma, hanno mortificato la dignità dei cittadini e generato un immenso danno d'immagine all’Italia intera. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo determinante di una classe politica compiacente, a volte addirittura asservita a questi delinquenti" ha scritto su Facebook.

"Ringrazio la Procura, i giudici, le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno collaborato in questa inchiesta che ha fatto luce su anni e anni di disonestà" ha continuato. "Roma e i suoi cittadini sono con loro. E ringrazio anche i romani che hanno sopportato decenni di malgoverno e saputo reagire. Insieme continueremo questa battaglia. La sfida non è finita e dobbiamo tenere la guardia alta. Resta una ferita profonda nella carne di questa città. Serve un lavoro costante, silenzioso, per rimarginare e riconnettere tra loro quelle parti della società civile che lottano per la legalità". Infine un riferimento al suo lavoro: "Dobbiamo impegnarci giorno per giorno perché le “attenzioni” e la “brama di potere” della criminalità sono sempre forti. Il malaffare resta in agguato. Siamo in prima linea per contrastarlo. Noi non abbiamo paura".

Parla di un "giorno di festa" il capogruppo del Movimento cinque stelle, Paolo Ferrara: "Abbiamo aspettato questo momento per anni. Il Tribunale di Roma ha certificato l’esistenza di un sistema colluso tra criminalità e politica che ha messo in ginocchio Roma. E ne stiamo ancora pagando gli effetti. Ma deve essere un giorno di festa perché la giustizia ha vinto: sono state inflitte condanne per oltre 250 anni ad un gruppo di delinquenti. E’ evidente l’imbarazzo del Pd e di Forza Italia che non possono dire una parola. Dove erano sinistra e destra quando questi criminali con la collaborazione di dipendenti pubblici evidentemente venduti hanno messo su questo sistema?". 

La vicenda è stata commentata anche dal deputato pentastellato Alessandro Di Battista: "Tutti a domandarsi mafia sì o mafia no. Lo capisco. Anche io me lo domando. Anche io, da cittadino, mi chiedo se lo stesso processo ci fosse stato a Napoli o Palermo che esito avrebbe avuto" ha scritto su Facebook. "Ma non perdiamo di vista un punto che esce chiaro dalla sentenza di oggi. Roma, la capitale d'Italia, era condizionata da un'associazione criminale che, grazie alla politica corrotta, si è divisa i soldi dei cittadini. E la politica, i partiti, il PD, FI, si sono lasciati comprare e condizionare. Mazzette, favori ma anche finanziamenti. Politicamente non meno gravi delle mazzette. Roma è stata in mano alla criminalità organizzata: oggi è un fatto. Ora capirete la fatica che si può fare nel tentativo di sistemare le cose. Ma teniamo botta. E continuiamo a lavorare per la città".

Sulla vicenda è intervenuto anche Roberto Giachetti, deputato, consigliere capitolino ed ex candidato sindaco di Roma alle ultime elezioni: "Come sapete ho sempre rispettato il lavoro della procura di Roma, esattamente come oggi rispetto la sentenza del tribunale che fa cadere l'aggravante mafiosa. Per questo motivo trovo inaccettabile il comportamento di Virginia Raggi, che nei suoi post sui social network a commento delle sentenze di oggi continua a parlare espressamente di 'Mafia Capitale', come se il tribunale non avesse smentito quella tesi solo poche ore prima. In questi anni ho dovuto silenziosamente accettare l'accostamento della mia città alla Mafia da parte di chi, pur di vincere le elezioni, ha coltivato la peggiore immagine di Roma possibile. L'ho fatto con dolore ma nel pieno rispetto dei tempi della giustizia. Oggi però sento di voler dire con forza che chi, d'ora in poi, accosterà la parola 'Mafia' alla parola 'Roma' dimostrerà di non amare la città e i nostri concittadini, continuando sciaguratamente a speculare su una notizia falsa". 

Il commento dei legali

Intanto decaduta l'accusa di 'mafia', resta in piedi quella per associazione a delinquere 'semplice', la legale di Massimo Carminati, Ippolita Naso, ha spiegato: "Mi ha detto che adesso lo devo togliere dal 41 bis, questo e' il suo primo pensiero e preoccupazione". Per l'avvocata la sentenza emessa oggi dalla decima sezione penale del Tribunale di Roma rappresenta "una bruttissima botta" per la Procura di Roma. Quanto al suo assistito, sentito via telefono, ha aggiunto: "Avevi ragione tu, mi ha detto. Era convinto che sarebbe andata male. Temeva che tutte le pressioni mediatiche avrebbero portato ad un responso negativo per lui"

Soddisfatto per il mancato riconoscimento dell'associazione mafiosa anche Alessandro Diddi, legale di Salvatore Buzzi. "Le pene sono alte perché purtroppo bisogna dare una sferzata a tutti quelli che hanno a che fare con la pubblica amministrazione". Dalla sentenza, letta nell'aula bunker di Rebibbia, secondo Diddi si evince che Salvatore Buzzi "sia stato creduto, altrimenti certe condanne che si basano esclusivamente sulle sue dichiarazioni non sarebbero state fatte. Avremmo quindi anche delle grandi soddisfazioni sul piano dell'attendibilità di Salvatore Buzzi ed è per questo che credo che la Procura della Repubblica debba rifare da capo il processo 'Mondo di mezzo' che io non chiamo più 'Mafia Capitale'. Noi ci abbiamo sempre creduto anche nei momenti più duri". 

In particolare, tornando con la memoria all'aprile del 2015, Diddi ricorda "quando abbiamo perso la Cassazione che ha voluto confermare il 416 bis, con una sentenza profondamente ingiusta, scritta male e con travisamenti dei fatti. Bisogna riconoscere che questo Tribunale ha avuto un coraggio infinito nel riuscire a sovvertire una sentenza della Corte di Cassazione". 

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La sentenza è stata commentata anche dai difensori di Mirko Coratti, ex presidente dell'Assemblea capitolina, gli avvocati Filippo Dinacci e Fabio Viglione. "Il nostro assistito ha atteso in silenzio la sentenza, che lo ha deluso per un esito che non fotografa la realtà dei fatti. Nel pieno rispetto di una decisione che non condivide, ribadisce ancora una volta la propria assoluta innocenza che è fiducioso di vedere riconosciuta in appello". 

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