Blitz al liceo Virgilio, ancora proteste: studenti in corteo in via Giulia

Dopo le perquisizioni da parte dei carabinieri all'interno dell'istituto scolastico, nuove mobilitazioni. Bloccato dopo qualche centinaio di metri, il presidio si sposta a piazzale Clodio

La protesta fuori dal liceo Virgilio (foto Facebook Collettivo autorganizzato Virgilio)

Ancora proteste al liceo Virgilio, dopo il blitz 'anti-droga' di ieri che ha portato all'arresto da parte dei carabinieri di un diciottenne. Questa mattina un gruppo di studenti si è dato appuntamento alle 8, orario d'ingresso di scuola, per manifestare contro quanto accaduto ieri quando le forze dell'ordine sono entrate nell'istituto di via Giulia. 

Il corteo dopo qualche centinaio di metri è stato però bloccato dai blindati delle forze dell'ordine. I circa 300 studenti sono stati così costretti a tornare indietro fermandosi di fronte al portone dell'istituto. “Lì abbiamo deciso di provare a entrare a scuola per creare un momento di dibattito e costruire un dialogo con la dirigente scolastica” spiegano dal Collettivo Autorganizzato Virgilio. “Una delegazione è salita per provare a parlare con la dirigente che è però rimasta chiusa nel suo ufficio e non ha ricevuto nessuno. Oggi” concludono dal collettivo “è l'ennesima dimostrazione di come la risposta che ci viene data sia sempre la repressione”.  

L'assembramento si è quindi sciolto per spostarsi in presidio a piazzale Clodio “per manifestare solidarietà al ragazzo arrestato”. 

Intanto per il giovane bloccato ieri dai carabinieri mentre stava cedendo una piccola dose di hashish è stato convalidato l'arresto e sono stati predisposti i domiciliari. I giudici della II sezione penale, dopo una breve camera di consiglio, ha ritenuto corretti gli atti svolti dai militari ed ha disposto la misura cautelare per il ragazzo. Il difensore, l'avvocato Alessandra Cacchiarelli, ha spiegato che valuterà nei prossimi giorni se fare ricorso contro l'ordinanza di custodia e se per la prossima udienza del 13 aprile usare i benefici previsti da un rito abbreviato. Il 19enne da parte sua ha ammesso di aver dato quella dose di 'fumo' da 1,5 grammi e spiegato di esser entrato nella scuola alle 10 o giù di lì perché aveva appuntamento con il dirigenti scolastico. Dovrà rispondere del reato di cessione di sostanza stupefacente aggravato dall'aver venduto ad un ragazzo non ancora diciottenne. Nel 2013 era stato trovato in possesso di mezzo chilo di hashish ed era stato "messo alla prova" dal tribunale dei minori. L'avvocato ha chiesto per il suo assistito il premesso di recarsi a scuola durante il periodo che questi trascorrerà agli arresti domiciliari.

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Commenti (1)

  • Se si inizia a solidarizzare con gli spacciatori a 16 anni significa che stiamo alla frutta. Bella generazione!

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