Lavoratori Dussman contro di Trenitalia: non puliscono i treni da sabato

Dopo le prime sei lettere di licenziamento, l'arrivo di altre diciotto porta i lavoratori a protestare davanti alla sede di Fs. Nessuna pulizia da mercoledì scorso

Per protesta non puliscono i treni da mercoledì 4 dicembre mentre questa mattina, per far sentire la loro voce, si sono radunati davanti alla sede delle Ferrovie dello Stato in piazza della Croce Rossa. Continua la protesta dei lavoratori addetti alle pulizie dei treni ad Alta Velocità, Freccia Rossa e Freccia Argento della Capitale. La società che nel febbraio scorso si è aggiudicata l'appalto di Trenitalia, la Dussmann service srl, “dopo aver inviato sei lettere di licenziamento ieri ne ha mandate altre 18” spiega Franco Castellano lavoratore e rsa Fit Cisl presente al presidio. L'obiettivo è quello di “ottenere un incontro con i vertici di Ferrovie dello Stato dopo che le trattative con la società si sono interrotte”.

Intanto i lavoratori continuano a incrociare le braccia per protesta. E la sporcizia si accumula. “Da quando abbiamo iniziato la nostra protesta non puliamo più i treni ad Alta Velocità. Sappiamo che qualche utente si è lamentato” racconta un lavoratori.

Per alzare la voce e dire basta ai licenziamenti questa mattina i lavoratori si sono spostati di fronte alla sede di Fs che ha affidato, tramite appalto, il servizio alla Dussmann. Sul posto, a difesa dell'entrata del palazzo, anche la Finanza. “Addirittura alcuni dei nostri colleghi alla notizia del licenziamento si sono sentiti male” spiega Castellano. “Abbiamo dovuto chiamare l'ambulanza”.

“La Dussmann sta procedendo con i licenziamenti nonostante in una lettera il committente Trenitalia abbia dichiarato apertamente che non c'è stata alcuna diminuzione nell'importo del precedente appalto. Bisogna trovare una soluzione, non si possono concedere ammortizzatori sociali in queste condizioni” denuncia Maurizio Magistri sindacalista Cisl e lavoratore della Dussmann.

Nei mesi scorsi la società di pulizie aveva avviato la procedura di mobilità per 47 lavoratori su un totale di circa duecento. I sindacati Fit Cisl e Ugl si erano opposti ai licenziamenti sostenendo che per l'azienda non c'erano i presupposti per il licenziamento. Mancato accordo anche in Regione, dove era stato aperto un tavolo tra i sindacati e la società per arrivare a una soluzione. Poi i licenziamenti.

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