Nue 112 e Reparto Volanti, il grido d'allarme del sindacato di polizia: "Default sicurezza"

Intervista al presidente Nazionale di Italia Celere Andrea Cecchini. "Presto una interpellanza parlamentare"

Le volanti della polizia in uscita dalla caserma di via Guido Reni al Flaminio

Default sicurezza", questo il grido d'allarme lanciato dal presidente nazionale del sindacato di Polizia Italia Celere. Pronto a presentare una interpellanza parlamentare sulla tutela degli agenti del Reparto Volanti e di conseguenza sulla tutela della sicurezza dei cittadini è Andrea Cecchini, intervistato da RomaToday. 

A dare manforte alla richiesta del presidente del sindacato nazionale della Polizia di Stato i fatti dello scorso 28 giugno, quando un agente della caserma di via Guido Reni ha rischiato la vita dopo essere stato accoltellato da un uomo che poco prima aveva provato a dar fuoco alla tabaccheria dove lavora la moglie a Tor Bella Monaca. 

Intervistato da RomaToday Andrea Cecchini spiega la situazione nazionale della sicurezza con riferimento alla Capitale, centro nevralgico del Paese

Andrea Cecchini, a Roma i cittadini lamentano una mancata percezione di sicurezza, qual è la situazione in città?

"La definiamo un default sicurezza perchè a nostro modo di vedere quando un poliziotto arriva con un collega ed una sola Volante, in una zona di intervento ad alto rischio delinquenziale come può essere Tor Bella Monaca, e deve affrontare una persona armata di coltello che sta dando fuoco ad un negozio, che cerca di investirlo e poi cade a terra e viene attinto gravemente al torace con una lama che penetra di 10 centimetri quasi uccidendolo, noi pensiamo che c'è qualcosa che non va nella gestione dell'intervento. Quanto vale la vita di questo poliziotto? E quanto vale la sicurezza dei cittadini d'Italia? - si domanda Andrea Cecchini -. Quanto veramente vuole investire questo Stato nella sicurezza dei cittadini. Perchè per investire nella sicurezza dei cittadini bisogna investire nella tutela dei poliziotti. Yuri (l'agente delle Volanti ndr) non è morto il 28 giugno a Tor Bella Monaca solo per un caso fortuito. Quindi per noi la percezione sicurezza è in default perchè se non permettiamo al poliziotto di lavorare in tutela e soprattutto in armonia all'interno delle sei ore di servizio, noi non possiamo assicurare la sicurezza dei cittadini. Non possiamo rischiare la vita per un contratto attualmente, purtroppo, a ribasso e senza tutela legale né sanitaria". 

Come sindacato avete la possibilità di dare voce alle problematiche degli agenti, cosa potete e cosa volete fare per trovare un giusto compromesso a queste situazioni di pericolo?

"Anzitutto come sindacato siamo vicini al lavoro dei poliziotti, qualsiasi esso sia ed in qualsiasi città esso avvenga. Il Reparto Volanti di Roma in particolare è uno dei più attenzionati dal nostro sindacato perchè le Volanti romane ad oggi sono in difficoltà seria. C'è una emoraggia che è legata alla operatività del poliziotto romano per una serie di situazioni.  A tal proposito - spiega ancora il presidente di Italia Celere - abbiamo portato avanti varie attività sindacali a livello parlamentare negli ultimi anni, ma sono rimaste inascoltate, ma questo non ci scoraggia e continueremo a fare il nostro ed a dare voce ai poliziotti che lamentano difficoltà. Con la nostra interpellanza siamo a chiedere, a chi ci gestisce e ci amministra, contezza di certe scelte. Per questo cercheremo di sollecitare il Dipartimento a dare più attenzione alla tutela dei poliziotti e, soprattutto proporremo una interpellanza parlamentare ai gruppi politici al Governo per ascoltarci. Questo perchè la politica cominci ad accendere i fari sulla questione sicurezza, non dal punto di vista dell'inasprimento delle pene ma dal punto di vista dei diritti e dei doveri in fase attiva dei poliziotti". 

Andrea Cecchini Italia Celere 1-2

NUE 112, concettualmente un'ottima idea, ma in pratica un po' meno. Il fatto che sia gestito alla prima chiamata da un civile che poi smista la chiamata alle varie forze dell'ordine non è controproducente per quanto riguarda l'intervento immediato degli agenti di polizia in città?

"Il NUE 112 nasce come un'ottima idea operativa molto intelligente. Chi l'ha ideata come direttiva comunitaria aveva ragionato sul 911 degli USA. In Italia dovevi fare cinque sei chiamate di pronto intervento per risolvere varie situazioni (112, 113, 115, 117 e 118 ndr). Con il numero unico abbiamo la possibilità sulla carta di gestire tutto. Però purtroppo non funziona. Invece di essere una novità a favore del cittadino per una maggiore sicurezza, diventa un problema della sicurezza. Ecco perchè il default sicurezza nasce inanzitutto dal NUE 112. Anzitutto è gestito da civili, nulla da togliere a loro, ma come sindacato ci sembra che negli ultimi anni si stia sempre di più decentralizzando la sicurezza, esempio sono gli steward negli stadi ed operatori civili al NUE 112"

"Prima per rispondere al 113 bisognava aver fatto un certo percorso con tanti anni in strada, di aver dimostrato affidabilità e senso del dovere. Oggi al 112 NUE possono rispondere tutti. Stanno decentrando la sicurezza nazionale in mano a delle cooperative. Il secondo problema è che nella gestione del NUE bisogna mettere persone che siano pronte, preparate e legate alla professionalità. Nessun dubbio sulla bravura, sull'etica e la professionalità di chi lavora al NUE, però non hanno l'esperienza della polizia. Se devo intervenire come Volante su un posto dove c'è un problema e tramite il NUE arriva una informazione parziale, io agente che vado sul posto primo rischio la vita ancor di più perchè non so cosa vado affrontare, e soprattutto rischia di più il cittadino perché non sarà mai più appagato da questa sicurezza. In questo modo molte persone non solo rinunciano a denunciare ma rinunciano anche a chiamare il 112.  Per questo la domanda che porremo nell'interpellanza parlamentare è la seguente: questo Stato vuole veramente che il cittadino si faccia giustizia da solo senza passare per il canoninco pronto intervento? E quindi, che pronto intervento è se il collega della volante arriva a distanza di minuti e non può dare sicurezza e salvezza al cittadino richiedente?".  

Reparto Volanti Polizia-2

Con il NUE la città è stata suddivisa in tre macro aree che a rotazione vengono affidate due alla polizia ed una ai carabinieri  ogni 24 ore. Questa divisione dei settori non fa perdere la prossimità degli operatori che prima conoscevano a menadito la situazione del quartiere che controllavano?

"Sì, questa suddivisione crea inanzitutto questa mancanza di prossimità. Il poliziotto in una macroarea diversa ogni volta, perde la prossimità nei confronti del cittadino. Prima sapeva che c'era il rapinatore, quello che rubava, quello che dava in escandescenze perchè aveva dei problemi psichici, c'era la vecchieta che cadeva quando andava a fare la spesa. E quel poliziotto non c'è più. Adesso c'è un poliziotto preparato a tavolino. Da una parte questo è buono, pensare che tutti i poliziotti siano pronti a a fare lo stesso lavoro in quanto professionali. Dall'altra però il cittadino non ha più il poliziotto di riferimento. Anche vedere solamente quello stesso viso, averne la contezza sul posto quotidianamente viene meno e questo creava fiducia nel cittadino perchè sapeva che c'era l'equipaggio che interveniva al posto giusto al momento giusto, e sapeva far fronte alle situazioni di quel territorio. 

Oggi invece quello stesso cittadino - prosegue il presidente del Sindacato della Polizia di Stato - non sa a chi affidarsi, soprattutto con queste scelte sbagliate dei Governi precedenti che hanno creato dei grossi danni allo stato attuale della sicurezza perchè la coperta è corta. La verità è questa qui. Con le macroaree non c'è più la prossimità e viene meno quel punto di congiungimento fra il cittadino che vuole sicurezza e la Polizia che rappresenta la prossimità".

MOD (Modello Operativo Dedicato), non diminuiscono gli equipaggi operativi nelle zone con maggior rischio sia per gli agenti che per i cittadini che non hanno la contezza che interverrrà il famoso agente di prossimità? 

"Questa è la dimostrazione che la coperta è corta. Anche il NUE 112 è stato creato con obiettivi ottimi ed il MOD allo stesso modo. Però la realizzazione di certi progetti deve corrispondere ad un aumento sostanziale del numero dei poliziotti ed alla creazione normativa di tutele dei poliziotti. Senza il MOD avevamo tre equipaggi che intervenivano su un luogo da 113, adesso ne arriva solo uno perchè gli altri due sono stati dedicati al servizio MOD. Nasce con ottimi principi ma è realizzato sempre con le stesse persone. Già hanno passato gli equipaggi da tre a due facendo venire meno la sicurezza dei poliziotti stessi, ma anche la sicurezza del cittadino che sapeva che intervenivano sul posto due auto e quindi sei poliziotti. Di cui due autisti e quattro operatori effettivi. Oggi sul posto mandiamo un equipaggio con due persone di cui uno è l'autista e l'altro è l'operativo. E' il caso dell'agente accoltellato a Tor Bella Monaca. Questo è il risultato di politiche che nel corso degli anni hanno portato ad accorciare sempre più la coperta. Con gli stessi uomini si vuole ottenere il massimo risultato. Ma noi come organizzazione sindacale diciamo no e chiederemo a questo Governo risultati e contezza su queste scelte politiche che devono dimostrarci da questa interpellanza parlamentare che veramente la politica italiana tiene alla sicurezza degli italiani e tiene alla sicurezza dei poliziotti. Perchè ribadisco, senza tutela dei poliziotti non si può dare sicurezza agli italiani". 

Lampegganti sempre accesi sulle auto della polizia, pro e contro di questo aspetto. 

"Il pro è che da una percezione di sicurezza della prossimità, il cittadino che vede il lampeggiante acceso si sente sicuro perchè vede e sa che c'è la polizia che passa. Il contro è che purtroppo chi invece è abituato a delinquere sa bene che a breve passerà il lampeggiante e quindi la polizia, ma che passato il lampeggiante può continuare a delinquere. Anche questa è una scelta che certamente indica la prossimità, e dà prossimità al cittadino, ma che sicuramente a nostro modo di vedere non dà più quel senso di quella "Pantera" di polizia che arrivava e risolveva il problema. Perchè la Pantera dell'epoca era efficace, oggi invece ci facciamo vedere prima, pensando che la prevenzione sia meglio della repressione. Non siamo per la repressione, vorremo solo prevenzione però se una persona sta scassindando della auto di notte in una zona buia e vede il lampeggiante quella persona si nasconde e riprende il reato una volta passata la Volante. Sempre la coperta è corta, delle due cose dobbiamo sceglierne una: o vogliamo la sicurezza dei cittadini e quindi badiamo all'efficacia e non all'apparenza, oppure vogliamo dare un senso di prevenzione e percezione, ma questa percezione di sicurezza non ha corrispondenza con la palpabilità della sicurezza". 

Quali le possibili soluzioni per fronteggiare il rischio "default sicurezza"? 

"Per debellare questo default-sicurezza servono almeno 4000 assunzioni l’anno per sopperire all'innalzamento dell’età media anagrafica e per sopperire ai pensionamenti per limiti di età - conclude Andrea Cecchini -. E' impensabile che un poliziotto debba essere operativo fino a 60 anni"

Andrea Cecchini Italia Celere 2-2


 

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