Insulti razzisti ad un calciatore di 12 anni. La società del Villalba smentisce

A denunciare quanto accaduto lo stesso calciatore della Spes Montesacro: "Fiero di essere nero". La replica della squadra di Guidonia

Lo stadio Atttilio Ferraris di Villanova di Guidonia

"Sono fiero di essere quello che sono. Sono fiero di essere Italocongolese. Sono fiero di essere nero. Anche se non è la prima volta e non sarà l'ultima che mi succedono queste cose. Resto sempre fiero di me e mi servirà per il futuro. Sono fiero di non essere dello stesso colore della mia famiglia, ma avere lo stesso sangue rosso. #norazzismo". A denunciare gli insulti razzisti che gli sarebbero stati rivolti da un giocatore avversario del Villalba Ocres Moca un calciatore di 12 anni tesserato con lo Spes Montesacro, impegnato sabato 19 gennaio allo stadio Attilio Ferraris di Villanova di Guidonia nella gara valida per il campionato Giovanissimi regionali under 14, girone D (vinta per 4 a 1 dai padroni di casa). 

Secondo quanto si apprende il calciatore classe 2006 ha risposto agli insulti che nel corso della gara giocata nell'impianto di Guidonia gli avrebbe rivolto contro un avversario. Giovane promessa della società del neo presidente Alberto Aquilani, lo Spes Montesacro ha manifestato vicinanza al suo tesserato, impegnato lunedì 21 gennaio nell'allenamento al campo del III Municipio. 

A smentire quanto denunciato dal giovane calciatore romano la società di Guidonia che in una lunga nota stampa scrive: "Il Villalba Ocres Moca 1952, informato dei fatti avvenuti lo scorso 19 gennaio all'impianto Ferraris di Villanova, precisa che non vi è stato alcun bisogno di ricorrere alle Forze dell'Ordine, che non sono intervenute. Anzi, se si esclude la assoluta mancanza di sportività di alcuni genitori ospiti presenti sugli spalti, e le minacce rivolte ad un bambino di 13 anni, reo soltanto di aver giocato in campo contro dei pari età, ritiene che il pomeriggio non abbia riservato alcun episodio di particolare rilevanza". 

"Probabilmente la mancanza di cultura sportiva di alcuni genitori provenienti da Roma - scrivono ancora dalla società di Guidonia - e' l'unico neo di una giornata di calcio che, a 13 anni, dovrebbe rimanere un divertimento e non una guerriglia urbana fatta di insulti reiterati nei confronti di un arbitro imberbe o di minacce di ritorsioni nella gara di ritorno nei confronti di bambini del 2005". 

"In merito all'episodio di presunti insulti razzisti rivolti ad un bambino di colore, non essendo stata udita alcuna frase ingiuriosa rivolta allo stesso da chicchessia, in campo e sugli spalti, il Villalba si ritiene parte lesa per la rilevanza mediatica montata artatamente su un episodio che non conta su nessuna testimonianza, e si riserva di adire alle vie legali per tutelare la propria immagine e il buon nome sportivo accreditati da decenni di attività su tutti i campi della Regione Lazio e non solo". 

"Altresì - conclude la nota stampa del Villalba Ocres Moca - avendo registrato minacce e aggressioni verbali e non nei confronti di un proprio tesserato 2005 (uscito in lacrime dal campo per la paura), sta valutando se intervenire anche sul caso specifico in sede legale".

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Commenti (3)

  • Occasione persa dalla società per fare silenzio. Non entro in merito alla questione di cui non posso sapere, non essendo presente, ma credo che attizzare il fuoco con minacce di vie legali per ragazzi di 14 anni sia ridicolo e serve solo ad incattivire gli animi. I genitori sugli spalti? sono 40 anni che giro per campi giovanili e più o meno si vedono sempre le stesse cose, forse oggi più presuntuosi credendo di sapere.

  • Questo è quello che siamo noi Italiani. E facciamo pure i prepotenti con gli immigrati. Dovremmo prima farci un esame di coscienza

  • Questo è il male dell'Italia, altro che migranti. Siamo noi Italiani che facciamo schifo

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