Sarà domani la giornata decisiva per capire quale sarà il sito per sostituire la maxidiscarica romana di Malagrotta? Di certo c'é che il nuovo commissario all'emergenza rifiuti, il prefetto Goffredo Sottile, ha convocato una riunione nel pomeriggio di domani al ministero dell'Ambiente con gli enti locali. Dopo una settimana di lavoro, vuole confrontarsi, "fare un po' il punto della situazione", come spiegava oggi la governatrice del Lazio Renata Polverini. Che però ha precisato di non sapere "se parteciperemo noi o i tecnici: stiamo decidendo". Domani, in effetti, è lutto nazionale per le vittime del sisma in Emilia Romagna, e questo potrebbe far slittare ad altra data la partecipazione della presidente, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del presidente della Provincia Nicola Zingaretti, lasciando però i tecnici a confrontarsi con il prefetto e con il ministero guidato da Corrado Clini in una pre-riunione preparatoria.
PRIORITA' - Tutto sarà chiarito nelle prossime ore. Intanto si stringe il cerchio attorno al sito che potrebbe essere indicato da Sottile. Che, nelle dichiarazioni pubbliche fatte finora, ha fissato due priorità: primo, si lavora sui sette siti dello studio preliminare della Regione; secondo, si cerca la "maggiore convergenza possibile" tra le istituzioni. E gli indizi, a questo punto, sembrano puntare verso il sito di Pian dell'Olmo, all'estremo margine settentrionale del Comune di Roma, ai confini con quello di Riano. Osteriaccia e Castel Romano infatti non sono mai stati davvero in gioco. Monti dell'Ortaccio è nei pressi di Malagrotta (e gli enti locali sono tutti contrari, e addio alla convergenza che vuole Sottile). Nella stessa area è anche l"outsider' Monte Carnevale, la proposta del ministro Clini.
PIAN DELL'OLMO - Fuori discussione Corcolle, l'area vicino agli scavi archeologici di Villa Adriana: dopo il brusco stop del Governo, che è costato le dimissioni da commissario al prefetto Giuseppe Pecoraro, appare impossibile che Sottile possa riproporla. Su Pizzo del Prete, a Fiumicino, Polverini si è detta irremovibile sul no, e l'ha già detto a Sottile. Restano Quadro Alto (una delle prime scelte di Pecoraro) e appunto Pian dell'Olmo, che sono peraltro pressoché contigue. Ma hanno una differenza 'politica' forte: Quadro Alto è già nel Comune di Riano, Pian dell'Olmo è ancora Roma.
RIFIUTI NELLA CAPITALE - Non è poco: la Regione, infatti, sembra intenzionata a lasciare alla Capitale i rifiuti della Capitale, senza contare che le ridotte dimensioni di Pian dell'Olmo rispetto a Quadro Alto ne garantirebbero la provvisorietà. E poi su Pian dell'Olmo, che tutto sommato starebbe bene anche al Campidoglio, potrebbe esserci anche la convergenza della Provincia. Pian dell'Olmo però, come Riano e Monti dell'Ortaccio, è di proprietà del patron di Malagrotta Manlio Cerroni, e da parte della politica ci sarebbe l'intenzione di voltar pagina (la prima scelta di Corcolle andava anche in questa direzione). Il tempo intanto passa, e a stringere i tempi c'é pure l'Europa che ha dato due mesi per smettere di conferire in discarica i rifiuti non trattati, per tacere della chiusura di Malagrotta prevista il 30 giugno, che è giocoforza prorogare. E' questo il quadro che potrebbe mettere davanti Sottile domani ai rappresentanti degli enti locali, cercandone il consenso. Ma non mancano le proteste, né da destra (con Francesco Storace a difesa dei cittadini di Riano contro la scelta di Pian dell'Olmo), né da sinistra con i Verdi di Nando Bonessio che promettono battaglia e chiedono che il commissario ascolti i comitati, prema per la modifica del Piano rifiuti regionale e 'imponga' ad Alemanno di cambiare il Piano industriale dell'Ama. (Fonte Ansa)
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3 Commenti
Feedcosimo a Voltar pagina da Cerroni.. Ecco la questione una guerra di bande non cercare di risolvere problemi. Se avessero voglia e soldi non solo supponenza costruirebbero impianti TBM e di compostaggio in questo modo Cerroni con le sue discariche sarebbe veramente marginale.
cosimo a Mi sfugge, nella mia ignoranza tecnica, qualcosa. Ma questi impianti TMC o come diavolo si chiamano, che lavorano i rifiuti a freddo e riescono a separare il 70% di roba riciclabile (vetro, carta, ferro ecc.) .. ma quando li fanno? Se è vera questa percentuale di recupero renderebbero inutile la dispendiosissima raccolta porta a porta e il 30? di umido si potrebbe ancora trattare per ricavare terrccio e gas. In Israele lo chiamano Arrow bio e funziona con acqua qua lo chiamano con una sigla ma il principio è lo stesso. Ma che si aspetta? Non si vuol fare perché da una parte vogliono la raccolta porta a porta per gestire assunzioni e dall'altra vogliono inceneritori ecc.? La discarica con gli impianti TMC sarebbe veramente residuale. Per l'intanto prima scelgono la discarica più piccola che c'è e meglio è. Cosi i cittadini "sfortunati" della zona prescelta sapranno che comunque più di quel buco lì in zona non potranno riempire. Se invece la discarica è grossa giustamente i cittadini della zona temono di accollarsi i rifiuti di Roma per 30 anni tra una proroga e l'altra, esattamente come è successo con Malagrotta. Spero che risolvano oggi la cosa sennò i romani possono sempre decidere tra un anno di mandare destra e sinistra a casa e mettere i grillini tanto peggio di cosi non potranno fare
Carl Von Clausewitz Lo smaltimento dei rifiuti è l'ultimo baluardo del Monopolio di Stato. Mettiamo le imprese private nella condizione di operare e di riciclare i rifiuti con raccolta domiciliare periodica. Di sicuro spenderemmo meno e avremmo servizi migliori