Ciclista investito e ucciso a Boccea, preso il pirata della strada: aveva bruciato l'auto per sviare le indagini

L’uomo verrà ascoltato dalla Procura per la convalida del fermo. Aveva denunciato il furto della vettura la mattina dopo l’incidente

Incastrato dall’auto bruciata ha ammesso in parte le proprie responsabilità. Sarà ascoltato nelle prossime ore dalla Procura di Roma per la convalida del fermo il 35enne fermato dalla Polizia Locale di Roma Capitale e ritenuto il pirata della strada che lo scorso 2 maggio ha investito ed ucciso un ciclista su via di Boccea per poi darsi alla fuga.

A ricostruire l’accaduto gli agenti del Comando Generale e del Gruppo Montemario della polizia municipale partendo dai frammenti della vettura pirata trovati sul luogo della tragedia che ha portato alla morte di Giovanni Pala. A trovare il corpo privo di vita del perito edile residente in via Oderisi da Gubbio che stava tornando a casa della madre, dove stava passando l’isolamento assieme alla figlia di 20 anni, un secondo ciclista. 

Trovato uno specchietto retrovisore di una Fiat Panda vecchio modello gli investigatori, dopo aver visionato le immagini di videosorveglianza delle abitazioni e degli esercizi commerciali della zona, hanno concentrato le loro attenzioni sulle segnalazioni di auto bruciate e denunce di furti di vetture. Poi la svolta, dopo aver rinvenuto una Fiat Panda incendiata in un campo poco distante dal luogo del sinistro.

Trovata la vettura carbonizzata e senza lo specchietto retrovisore corrispondente a quello trovato all’altezza del civico 1115 di via di Boccea, gli agenti della municipale sono risaliti ad un 35enne romano, che aveva denunciato il furto della sua vettura la mattina successiva alla tragedia stradale.

Fermato dalla polizia locale, il 35enne è stato quindi ascoltato diverse ore al comando di via della Consolazione dove ha poi ammesso in parte le proprie responsabilità, affermando di non essersi accorto del ciclista a causa del sole negli occhi e di essere fuggito per paura.

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Identificato in un 35enne residente poco distante dal luogo del sinistro l’uomo, tecnico elettrico e sposato con due figli, verrà ascoltato dal magistrato di turno per la convalida del fermo. Sono in corso uteriori accertamenti per comprendere come e con chi eventualmente abbia incendiato la Panda trovata bruciata dalla municipale. 

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