Investito e ucciso da auto pirata, il cane resta a vegliarlo. Il quartiere si mobilita per adottarlo

Nereo Gino Murari era molto conosciuto in tutta la zona, dove passava le giornate leggendo libri insieme al suo cane ed alla sua bicicletta

Il cane Lilla

Una piccola luce in una tragedia. Ad accenderla Cristiana Innocenzi, la donna che ha deciso di adottare il cane Lilla, fedele compagno di Nereo Gino Murari, per tutti semplicemente Nereo, il senza fissa dimora travolto ed ucciso da un'auto pirata in corso d'Italia alle 5:00 di lunedì 7 gennaio. Nato nel 1945, il clochard ucciso questa mattina era molto conosciuto dai residenti, dai commercianti e dai cittadini che lavorano nei tanti uffici presenti al Pinciano sul luogo della tragedia. Un investimento che ha sconvolto le tante persone che conoscevano Nereo, molte delle quali scoppiate in lacrime una volta scoperto sul posto della morte del 73enne.

Originario del Veneto, Nereo Murari si accompagnava da sempre con il suo fedele amico a quattro zampe, Lilla, una cagnetta rimasta illesa a differenza del suo padrone, morto sul colpo dopo essere stato travolto da un'auto all'altezza di via Po. Sotto choc, spaesata ed impaurita, la cagnolina è rimasta a vegliare il corpo privo di vita del suo padrone ed è poi stata poi affidata ai veterinari del Servizio Comunale che l'hanno portata al canile della Muratella. Vicino alla cagnetta Cristiana Innocenzi, che ha deciso di adottare Lilla.

Sul luogo della tragedia, appoggiata vicino al muro del bar dove Nereo passava le proprie giornate anche la sua bicicletta, che racchiudeva tutto il suo mondo, coperte, libri, zaini e tutto quello che gli occorreva per vivere in strada.  

A raccontare della sensibilità e della "dignità" di Nereo la stessa Cristiana, che lavora da 5 anni in un ufficio che si trova a due passi dai marciapiedi dove Nereo viveva con Lilla: "Sono sconvolta da quanto successo - le sue parole a RomaToday mentre rincuora Lilla in attesa dell'arrivo del servizio veterinario Era una persona speciale, viveva la strada in maniera dignitosissima, senza mai chiedere niente a nessuno". 

Da oltre vent'anni a Roma, "Nereo passava le giornata leggendo libri qui sotto questo giaciglio vicino al bar - lo ricorda ancora Cristiana Innocenzi - ogni mattina portavo da mangiare a lui ed a Lilla. Una volta un cornetto per fare la colazione, una volta un pasto caldo. Lui accettava sempre dignitosamente, ringraziandomi ogni giorno soprattutto per la compagnia che gli facevo. Con lui parlavamo di tutto". 

Oltre che da Cristiana, Nereo Murari era conosciuto e ben voluto anche da molte altre persone che lo vedevano ogni giorno con il suo cane e la sua bici usata come casa fra corso d'Italia e via Po o all'angolo con via Puccini o via Campania, "a seconda di come girava il vento", ricorda Giovanni, l'edicolante che all'apertura questa mattina alle 5:15 ha visto il lenzuolo che copriva il corpo esanime del senza fissa dimora. "Passava molte ore a leggere romanzi e gialli che molti di noi gli abbiamo regalato. Un vero e proprio signore - lo ricorda ancora l'edicolante - così tanto da trovarci a volte il caffè pagato al bar quando aveva del denaro".

"Viveva qui e veniva sempre al bar a comprare qualcosa prima per Lilla il suo cane e poi, dopo aver pensato a lei, mangiava lui - lo ricordano dal bar vicino al quale era solito passare le proprie giornate -. Una persona speciale, sempre pronto a regalarti un sorriso, ma soprattutto un uomo che viveva degnamente la propria vita in strada"

Oltre che dai commercianti Nereo Murari, come detto, era conosciuto anche dalle tante persone che lavorano in zona: "Non ci posso credere - racconta una ragazza in lacrime una volta saputa la notizia -. Era una bellissima persona, mi mancherà il suo sorriso la mattina quando verrò a lavoro". 

"Da quanto mi aveva raccontato diverse volte - lo ricorda ancora Cristiana Innocenzi dopo essersi assicurata di poter andare ad adottare Lilla al canile della Muratella - in Veneto aveva dei familiari che lo avevano più volte provato a convincere a tornare da loro. Lui però aveva deciso di vivere la strada e lo faceva senza piagnistei o rimorsi, semplicemente viveva alla giornata passando molte ore immerso nella lettura. Aveva lavorato in Russia ed in Inghilterra, poi le cose erano andate male ed aveva deciso di vivere in strada". 

"Nel 2019 è inconcebile che ci siano persone come Nereo costrette a vivere in strada. Il lusso è per pochi ma una casa e due pasti caldi al giorno dovrebbero essere garantiti a tutti". "Ci mancherà molto Nereo - conclude Cristiana con le lacrime agli occhi - ma la sua dignità e la sua gioia di vivere ci accompegneranno per il resto della nostra vita".  

"Mi mancherai, un abbraccio. Spero Lilla sia in buone mani. Flaminia". "Addio Nereo. Mi mancherai tanto. Eri una bella persona e un lettore infaticabile. Con amicizia. Federica". Sono alcuni dei messaggi lasciati, insieme a fiori e candele, vicino ai cartoni accatastati, che Nereo Gino Murari, senzatetto di Corso d'Italia, usava per costruire tutte le notti il suo giaciglio di fortuna. 

Un fare e disfare che Nereo metteva in atto tutti i giorni, da oltre un decennio tra via Po e via Campania fino a questa mattina, quando è stato travolto e ucciso da un'auto pirata. Tutti conoscevano Nereo, detto 'Verona', 73 anni, e il suo cane Lilla, un bracco che questa mattina ha vegliato il corpo del padrone fino all'ultimo prima di essere preso in carico dal Servizio veterinario del Comune e poi adottato da una cittadina. 

"Qui nel quartiere lo conoscevamo tutti e tutti gli volevamo bene. Era gentile, educato e dignitoso", racconta un negoziante della zona. Altri frequentatori del quartiere lo chiamavano "il clochard che legge". Nereo infatti passava intere giornate con un libro in mano, non importava se fosse mattino o sera, se facesse freddo o caldo. Per tutti era il romantico senzatetto che seduto sul suo sgabello amava sfogliare romanzi non curante del traffico delle auto di Corso d'Italia, ignaro che una di queste un giorno l'avrebbe travolto e ucciso senza fermarsi a prestare soccorso. 

Investito alle intorno alle 5:00 di questa mattina da un'auto pirata, sull'incidente mortale hanno svolto i rilievi scientifici gli agenti del II Gruppo Sapienza della Polizia Locale di Roma Capitale. Fuggito senza prestare i soccorsi l'automobilista che ha travolto ed ucciso Nereo Murari, secondo i primi riscontri il 73enne stava attraversando lontano dalle strisce pedonali.  I 'caschi bianchi' stanno esaminando le telecamere della zona a caccia di elementi utili a risalire al pirata della strada. La salma dell'uomo è stata trasferita all'istituto di medicina legale della Sapienza dove è stata disposta l'autopsia. 
 

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