Incidente sulla via Ostiense: investito da un'auto, morto 51enne

Per il pedone non c'è stato nulla da fare. Sul posto la Polizia Locale di Roma Capitale

Investimento mortale sulla via Ostiense. È accaduto questa notte nell'omonimo quartiere dell'VIII Municipio. A perdere la vita Andrea Biancifiori di 51 anni. 

In particolare l'incidente stradale è avvenuto poco dopo l'1:30 della notte fra il 19 ed il 20 aprile in prossimità del civico 170 della via Ostiense. Qui una Smart condotta da una donna di 33 anni ha investito il 51enne per cause ancora in via di accertamento.

Violento l'impatto, con l'uomo sbalzato in aria per diversi metri. Allertata l'ambulanza del 118 il personale medico ha provato a rianimare l'uomo ma per lui non c'è stato nulla da fare, è deceduto prima di poter arrivare in ospedale. 

Sul posto per svolgere i rilievi scientifici sono intervenuti gli agenti del X Gruppo Mare della Polizia Locale di Roma Capitale, con l'ausilio dei colleghi dei gruppi VIII Tintoretto e IX Eur, impegnati nella viabilità della zona. 

Secondo i primi accertamenti il 51enne stava attraversando la strada, resta da accertare se in prossimità delle strisce pedonali o meno. Su questo aspetto i 'caschi bianchi' stanno approfondendo la dinamica dell'incidente per valutare tutti gli aspetti. Con tutti gli elementi necessari per valutare l'accaduto gli agenti riascolteranno i testimoni per avere un quadro definitivo sulla dinamica dell'incidente stradale. 

Fermatasi a prestare i primi soccorsi, la conducente dell'auto, una cittadina albanese residente a Roma da anni, visibilmente sotto choc, è stata accompagnata dai vigili urbani all'ospedale San Camillo. Sottoposta agli accertamenti di rito su alcol e droga è risultata negativa. 

Articolo aggiornato alle 19:15 del 20 aprile 2019 

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Commenti (2)

  • Pronta a scommettere che la conduttrice era distratta dallo smartphone ...

  • Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi A far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo Il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile La posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere E non far partecipare nessun altro Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro Niente scrupoli o rispetto verso I propri simili Perché gli ultimi saranno gli ultimi se I primi sono irraggiungibili Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, Sono tutti identici, guardali, stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole s'arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno spendono, spandono e sono quel che hanno Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio e come le supposte abitano in blisters full-optional, Con cani oltre I 120 decibel e nani manco fosse Disneyland, Vivono col timore di poter sembrare poveri Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano, poi lo comprano, In costante escalation col vicino costruiscono Parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo.. Sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e I pargoli, Medi come I ceti cui appartengono, terra-terra come I missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra I banchi delle chiese alla domenica mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, Mani lisce come olio di ricino, Mani che brandisco Manganelli, che Farciscono Gioielli, che si alzano alle spalle dei Fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a XXXYXYe mentre I figli guardan La TV, Che fanno I boss, che compra Class, che son sofisticati da chiamare I NAS, incubi di Plastica Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara Ma l'unica che accendono è quella che da loro l'elemosina ogni sera, Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio

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