Lo schianto mortale, poi la fuga: chi guidava l'auto che ha ucciso Arrigo Fiore?

Una volta identificato il conducente sarà accusato di omicidio stradale

Foto dal gruppo Sei dell'Appio Latino Se..

Non parlano. Si accusano tra loro. Ancora non è chiaro chi fosse al volante della Smart ForFour che, domenica 16 dicembre, ha invaso la corsia opposta travolgendo uno scooter con a bordo Arrigo Fiore, 52 anni, morto sul colpo a seguito dell'incidente stradale (qui la notizia completa).

La tragedia di via Satrico è ancora un giallo da risolvere con la Polizia Locale del Gruppo Appio che indaga, dopo aver eseguito i rilievi scientifici riguardante la morte dell'uomo che viveva a due passi dalla Prenestina, in zona Collatino. 

I tre sono stati tutti sotto posti ai test di alcol e droga, i cui esiti saranno definiti in giornata. Uno di loro è piantonato al Policlinico Umberto I dove è ricoverato per le lesioni riportate. Si tratta di una 20enne che, subito dopo l'incidente mortale, si era dato alla fuga a piedi. Rintracciato a piazza Tarquinia, in una zona poco distante dal luogo del sinistro, claudicante e con alcune ferite al volto, è stato bloccato dalla Polizia.

Ad aggravare la posizione dei tre, poi, c'è anche la documentazione. L'auto su cui viaggiavano gli ecuadoregni, senza assicurazione, è intestata ad un ragazzo italiano residente al Casilino, al momento irrintracciabile. Forse un prestanome. Le indagini della Polizia Locale determineranno anche la connessione tra l'italiano e i tre stranieri. 

Da capire, però, resta soprattutto chi fosse alla guida della Smart. Una volta identificato il conducente sarà accusato di omicidio stradale. Rischia l'arresto così come gli altri due che, quanto meno, saranno accusati di omissione di soccorso. Secondo i vigili i tre giovani stavano tornando a casa a Torre Maura, forse dopo una notte in qualche locale. 

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Commenti (10)

  • Maledetti Assassini!

  • cioè, 3 figuri che non si sa con quale titolo stanno quì, probabilmente ubriachi e drogati senza assicurazione, senza patente, ammazzano un povero cristo e scappano, ma in che giungla viviamo??

  • dietro le sbarre e le chiavi nel tevere

  • Il costante senso di impunità è tale che chiunque, dopo qualsiasi crimine, si sente libero di fare perdere le proprie tracce per fortuna questa volta è stato acciuffato dalle forze dell'ordine. Purtroppo c'è una regola non scritta per la quale spesso sono proprio gli stranieri a tentare la fuga.... E cioè quella del "nulla da perdere".

  • Più polizia in giro, questa città è una giungla in mano agli sboroni

  • questi ignobili non meritano pietà. ieri un delinquente ad uno stop è passato a cannone senza fermarsi. Ho rischiato grosso. purtroppo se poi gli corri dietro e lo pesti come l'uva e lo lasci steso x terra, sei tu il delinquente, no lui un assassino al volante...

    • hai pienamente ragione

    • Ho messo la telecamera in macchina, non mi fido più di niente

      • E' un'ottima iniziativa, peccato però che la discrezionalità di accettarla come prova in caso di un eventuale contenzioso spetta solo al giudice, il quale decide se le immagini registrate possano essere utilizzate o meno nello svolgimento del processo.

        • nel caso di responsabilità che sfoci sul penale, sicuramente sì...

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