Incendio Pomezia, valori di Pm10 oltre i limiti. Raggi polemica con la Regione

Scuole chiuse nel comune a sud di Roma. Regione e Arpa: "Valori dell'aria nei limiti". Scuole chiuse a Pomezia. Allarme tra gli agricoltori

Foto Ansa

E' un lento ritorno alla normalità quello di Pomezia dopo l'incendio che da venerdì mattina sta interessando il deposito dell'Eco X sulla Pontina vecchia. Il rogo viene definito dai vigili del fuoco ormai sotto controllo, con focolai attivi, ma in via di spegnimento grazie al lavoro svolto per tutta la giornata di ieri e per tutta la notta. Ancora ieri sera diversi residenti segnalavano l'attività delle fiamme all'interno del capannone che, con il calare della notte, diventano più visibili. Il comando di via Genova informa che sono 35 i pompieri impegnati al momento per spegnere il rogo. Si sta procedendo in particolare allo smassamento e raffreddamento dei materiali all'interno dello stabilimento di smaltimento di materiali in plastica e carta. Insomma una situazione che, rispetto a venerdì e sabato, si può definire sotto controllo.

C'è però l'altro aspetto della vicenda che preoccupa, ovvero le conseguenze sulla salute. Ieri la conferma che nelle coperture del tetto della Eco X di Pomezia era presente dell'amianto incapsulato. A dirlo ai microfoni del Tgr Lazio è stato il direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6, Mariano Sigismondi. Il dirigente ha aggiunto che "si dovrà valutare l'effetto del calore su questa particolare sostanza. Al momento – ha concluso – non abbiamo elementi che possano far destare preoccupazioni, almeno a livello acuto, nell'immediatezza del momento".

Arrivano intanto i primi dati dell'Arpa sull'aria di Pomezia. I valori di Pm10 nell'aria intorno all'azienda sono oltre i limiti, ma "analoghi" a quelli del "centro urbano di Roma nei periodi invernali di particolare criticità". Il 5 maggio il valore delle Pm10 era a 130 nanogrammi per metro cubo, mentre il 6 maggio era sceso a 73. Il limite di legge è di 50. Valori inferiori alla norma, invece, sono stati rilevati nelle altre centraline, in particolare quelle di Ciampino, Cinecittà e Fermi, oltre ad Albano Laziale. [LEGGI TUTTO]

Arpa evidenzia che "il dato relativo al giorno 5 maggio 2017 si riferisce a un campionamento che è stato effettuato a partire dalle ore 13.30 e terminato alle 24, e pertanto rappresenta una media della concentrazione del Pm10 riferito a 10 ore e mezza. Il campionamento del 6 maggio è invece, come previsto nella norma, riferito a una media sulle 24 ore".

TAVOLO ISTITUZIONALE A POMEZIAFuori dalle polemiche della sindaca Raggi nei confronti della Regione [LEGGI TUTTO QUI] i contenuti. La Raggi, sempre in preda ad una sindrome da complotto, chiede i dati di diossina e amianto: "La situazione nel Comune di Roma non è stata ancora rilevata. Abbiamo chiesto un approfondimento sulla diossina e sull'amianto mentre per il giorno dell'incendio i valori delle polveri erano di assoluta normalità. Abbiamo chiesto i dati per capire esattamente cosa c'era in quell'impianto. Tutta la zona è ricca di colture e pascoli e vogliamo capire con precisione cosa si è depositato a terra".

La Regione Lazio, il cui presidente Zingaretti ha successivamente incontrato Asl, Arpa e gli assessori all'Ambiente e all'Agricoltura. "Nello specifico", scrive la Regione, "i rappresentanti dell’Arpa Lazio hanno riferito che sono in atto, sin dal momento dell’evento, i monitoraggi inerenti la parte ambientale. Le prime analisi sui campioni prelevati, in prossimità dell’incendio, evidenziano valori di Pm10 superiori ai limiti ma con una rapida tendenza alla diminuzione. Le ulteriori determinazioni relative a IPA, diossine e amianto sono in corso e saranno rese disponibili appena completate le fasi analitiche. L’Agenzia ha provveduto inoltre ad elaborare un ‘modello di ricaduta’ degli inquinamenti per individuare le aree più critiche su cui concentrare le ulteriori azioni di monitoraggio che saranno messe in atto sia sulle matrici ambientali che sulle matrici alimentari. Come misura precauzionale la Asl Roma 6, ha inviato nella giornata di sabato, ai Sindaci di Ardea e Pomezia, una nota come misura precauzionale per ridurre la diffusione di prodotti alimentari e agricoli provenienti dall’area interessata".

Il sindaco di Pomezia Fabio Fucci ha infine spiegato se si dovesse aprire un processo la città si costituira' parte civile. Nei prossimi giorni, tra giovedi e venerdi, avremo i risultati delle analisi dell'Asl- Non credo si sia trattato di un incendio causale- ha poi ribadito Fucci- l'autocombustione è un fenomeno raro e in passato abbiamo assistito a numerosi incendi di impianti di rifiuti in questi anni. Questa non è una casualità. Ora la magistratura faccia luce su questo episodio".

CODACONS - Il Codacons presenterà oggi stesso un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Velletri. Scrive il presidente Rienzi: "A seguito delle notizie emerse nelle ultime ore, secondo cui i residenti avrebbero più volte segnalato al Sindaco di Pomezia e al capo dei Vigili Urbani i rischi derivanti dall’accumulo di plastica e immondizia nel cortile della società, senza tuttavia ottenere alcuna risposta, crediamo sia doveroso estendere le indagini nei confronti del Comune di Pomezia e degli enti responsabili, Polizia Municipale e Asl, alla luce delle possibili fattispecie di concorso in incendio, disastro ambientale, diffusione di sostanze tossiche e omissione di atti d’ufficio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un passo necessario per verificare se le istituzioni locali abbiano avuto eventuali responsabilità nell’incidente, e per capire se sia stato fatto tutto il possibile per evitare l’incendio". "Chiediamo inoltre alla Procura di Velletri di acquisire tramite sequestro tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, al fine di accertare la possibile presenza di materiale pericoloso per la salute umana",  aggiunge Rienzi.

Pomezia intanto prova a tornare alla normalità. Un week end da città fantasma. Poche le persone in strada. Prese d'assalto le farmacie per l'acquisto di mascherine. Scene viste anche sul litorale, da Anzio fino ad Ostia, anche se in misura minore. In tanti nel week end hanno accusato difficoltà respiratorie, bruciore a gola ed occhi. Un via vai quasi ininterrotto ai pronto soccorsi dell'ospedale Sant'Anna di Pomezia, del San Giuseppe di Albano Laziale, del Colombo di Velletri e dal Grassi di Ostia. Situazioni su cui la Asl ancora non prende una posizione. Insomma nulla che sia, ufficialmente, riconducibile all'emergenza in corso ma comunque situazione da monitorare.

 

 

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