Chi c'era in via delle Palme all'ora dell'incendio alla Pecora Elettrica? La risposta dalle celle telefoniche

Chi indaga, oltre alla visione di alcuni filmati della videosorveglianza per ricostruire gli eventuali spostamenti dei responsabili del rogo in strade vicine alla libreria, utilizzerà la tecnologia per esaminare le celle telefoniche

FOTO ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

L'occhio delle telecamere che guardano su via delle Palme è sfocato. O, per meglio dire, parziale. Per trovare il responsabile dell'incendio che per la seconda volta ha distrutto la Pecora Elettrica, ci vorrà quindi tutto l'acume degli investigatori e soprattutto l'aiuto della tecnologia che potrà esaminare le celle telefoniche che potranno indicare chi era lì al momento del rogo.

Chi ha incendiato la Pecora Elettrica?

Un lavoro lungo, certosino, ma chi indaga non molla l'obiettivo. Chi ha incendiato la Pecora Elettrica? E perché lo ha fatto? Se ne è parlato ieri in un summit alla Procura di Roma al quale hanno partecipato il procuratore facente funzioni Michele Prestipino, l'aggiunto Nunzia D'Elia e il pm titolare del caso Sergio Colaiocco, e ai militari del Nucleo investigativo di via In Selci e della compagnia Casilina che, sul campo, stanno indagando, facendo anche rilievi scientifici, e che conoscono bene il territorio. 

Le ipotesi degli investigatori

Al momento si indaga su più fronti: dal movente politico all'azione di pusher della zona 'infastiditi' dal movimento di persone fino a tarda notte. Senza escludere le altre ipotesi che vanno da possibili richieste estorsive (ma questa ipotesi sembrerebbe poco probabile) fino a quella che potrebbe portare anche a qualche residente disturbato dagli eccessivi rumori a poca distanza dalla propria abitazione. 

Il corteo per la Pecora Elettrica

"Nessuna minaccia ricevuta"

A complicare il lavoro degli inquirenti l'assenza di telecamere di sicurezza sul luogo anche se un paio di telecamere che riprendono, parzialmente, via delle Palme, sono state acquisite. Se saranno utili lo dirà solamente il tempo. Ecco perché le celle telefoniche, se agganciate, potranno dire chi era lì nei minuti del rogo avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 novembre.

Nel frattempo si procede per il reato di incendio doloso aggravato. I titolari della Pecora Elettrica hanno assicurato di non aver mai ricevuto minacce. Nemmeno dopo il primo rogo del 25 aprile scorso. Stesso discorso per la pizzeria Cento55. Nessuno ha neanche rivendicato il gesto.

Strappato lo striscione del corteo

Raggi: "Più luce in via delle Palme"

I tre roghi, tutti nella stessa via, hanno acceso l'attenzione della sindaca Virginia Raggi che, a sette mesi dal primo atto incendiario, ha assicurato: "Potenzieremo l'illuminazione nella strada. Acea è già a lavoro su questo. Siamo vicini ai titolari e li incontreremo. Fiducia nelle indagini delle forze dell'ordine".

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