Baraccopoli Salone, in fiamme due container della famiglia di Najo Adzovic: "Ci avevano minacciato"

L'ex delegato del sindaco Alemanno: "E' stata la criminalità organizzata"

I due moduli abitativi carbonizzati nella baraccopoli di Salone

Prima le minacce ai figli ed alla moglie, poi l'avvertimento, infine "l'incendio doloso" dei due moduli abitativi. Ad essere carbonizzati i due container dove viveva la famiglia di Najo Adzovic, ex delegato ai rapporti con i rom durante la Giunta del sindaco Gianni Alemanno. E' accaduto alle prime luci di oggi venerdì 10 novembre nella baraccopoli di via di Salone. 

Incendio doloso al campo di Salone 

Nello specifico i vigili del fuoco sono intervenuti nel campo rom del VI Municipio delle Torri poco dopo le 7:00. I pompieri hanno evitato il propagarsi delle fiamme verso altre baracche. Sul posto una squadra e un'autobotte dei pompieri. Carbonizzati i due moduli abitativi nessuno è rimasto ferito. Tra i primi ad intervenire gli agenti del Gruppo Spe (Sicurezza Pubblica Emergenziale) della Polizia Locale di Roma Capitale,"che ringrazio per il tempestivo intervento". 

Bruciati i moduli della famiglia di Najo Adzovic 

A ribadire ancora una volta la presenza inquietante di alcune famiglie dedite a minacce ed estorsioni all'interno della baraccopoli della periferia est della Capitale è proprio Najo Adzovic, ancora provato per quanto accaduto questa mattina a Salone: "Mio figlio di 20 anni ha rischiato di morire carbonizzato - spiega a RomaToday -, sopreso nel sonno è riuscito a scappare appena in tempo". "Io ero appena uscito per accompagnare l'altro mio figlio dal dottore - racconta ancora -. Dopo nemmeno 20 minuti mi hanno chiamato e mi hanno detto che avevano dato fuoco ai due container dove vivono mia moglie ed i miei figli, è evidente che si tratta di un incendio doloso".

Minacce dopo denuncia ai mass media 

A spiegare cosa possa aver determinato l'incendio doloso dei due moduli abitativi lo stesso Najo Adzovic: "Da quanto ho parlato apertamente con la stampa denunciando come questo accampamento è diventato luogo incontrollato dove regna la criminalità organizzata con la criminalità rom io e la mia famiglia siamo stati minacciati ripetutamente. Per questa battaglia che porto avanti da anni diverse volte sono stato minacciato da esponenti mafiosi. La situazione è molto grave, molto precaria".

Minacce dalla criminalità organizzata 

Le minacce alla famiglia di Najo Adzovic sono divenute sempre più pressanti a partire dallo scorso mese di ottobre, dopo che l'ex delegato del sindaco Alemanno ai rapporti con i rom nella baraccopoli di Salone ha denunciato la rapina con aggressione subita dalla moglie e dalla figlia mentre si trovavano ad un mercato nella zona del Terminal Anagnina. "La mia famiglia è stata aggredita diverse volte in questi ultimi mesi. Poi la rapina con aggressione subita al terminal Anagnina. Abbiamo ricevuto minacce da parte di alcune famiglie rom per ritirare la denuncia per quel fatto. Non abbiamo abbassato la testa, da sempre combatto contro questi signori che hanno fatto degli accampamenti dei luoghi di nessuno. Dei posti dove regnano il caos e la criminalità e dove la microcriminalità e la criminalità organizzata la fanno da padroni. Io ho nomi e cognomi di queste persone, sono state già denunciate". 

Le ultime minacce

Una serie di minacce che si sono ripetute nel tempo, sino alle ultime della sera dello scorso mercoledì: "Per colpa di 20, 30 criminali che fanno queste cose ci rimettiamo tutti. Sono personaggi molto pericolosi, soprattutto chiedono pizzo e denaro ai rom per non essere picchiati. L'altro ieri sera io, mia moglie e mia figlia siamo stati minacciati da uno degli esponenti di questa famiglia, stamattina è successo questo incendio. Per fortuna - afferma ancora Najo Adzovic - mio figlio di 20 anni è riuscito a scappare mentre il container aveva già preso fuoco. Sicuramente è un incendio doloso, i due container hanno preso fuoco insieme in pochissimi minuti. Non è un caso, non è la prima volta che la mia famiglia viene minacciata da questi personaggi". "Ho detto chiaramente più volte - conclude - che dentro ad alcuni accampamenti esiste della criminalità radicata. Non posso fare nomi perchè ci sono indagini in corso".

Indagini in corso 

La baraccopoli di via di Salone era tornata alla ribalta delle cronache cittadine la scorsa settimana, in seguito al fermo di due giovani residenti nell'area, ritenuti colpevoli di uno stupro avvenuto lo scorso mese di maggio sulla via Collatina. Alcuni giorni dopo un maxi blitz dei carabinieri nell'area dove vivevano Mario Seferovic, alias 'Alessio Il Sinto' ed il suo complice 20enne, aveva portato all'arresto di 9 persone per allacci abusivi alla rete elettrica e spaccio di droga. Sull'incendio di stamattina indagano gli agenti del Gruppo Spe della Polizia Locale di Roma Capitale. 

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