Incendio doloso nella Riserva Tevere-Farfa: "Bracconieri bruciano mezzi dei guardiaparco"

Il rogo doloso ha distrutto pick up, furgoni, trattori e vetture in uso nell'area verde anche per i progetti anti incendio e le attività di educazione ambientale dei disabili

I mezzi distrutti dalle fiamme nella Riserva Nazzano-Tevere-Farfa

Incendio doloso nella Riserva Naturale Nazzano-Tevere-Farfa dove nella notte ignoti hanno distrutto i mezzi in uso ai guardiaparco dell'area verde posta nella provincia tiberina della Capitale. A denunciare il rogo le stesse vittime che in una nota stampa accusano: "Nella notte del 21 dicembre, personaggi che non esitiamo a definire delinquenti, hanno appiccato il fuoco alle autovetture della Riserva, nonché al trattore ed ai motori dei natanti, con i risultati che si possono ben vedere nelle foto pubblicate". 

NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE - Una nota stampa nella quale i lavoratori della Riserva Naturale di Nazzano Romano spiegano: "Come dipendenti esprimiamo il nostro più vivo sdegno e indignazione per il gesto criminale, che avviene nel momento in cui tutti noi, nonostante le gravi difficoltà economiche, stiamo sostenendo con il massimo impegno il rilancio della RiservaSottolineiamo che i mezzi bruciati servivano, tra l’altro, al trasporto delle persone con disabilità, alle attività di educazione ambientale e anti incendio boschivo, alla manutenzione dell’area protetta e alla vigilanza del territorio da parte dei Guardiaparco. I dipendenti non intendono farsi intimidire da queste azioni e condannano fermamente questi vili atti che danneggiano la comunità tutta".

"SIAMO UN PROBLEMA PER ALCUNI" - Contattato da RomaToday il direttore della Riserva Naturale Pierluigi Capone ha poi aggiunto: "Sembra di essere tornati agli anni '70 quando queste intimidazioni erano all'ordine del giorno. Con il nostro lavoro siamo diventati un problema per qualcuno". Nel mirino dei controlli dei guardiaparco infatti non ci sono solo i bracconieri "ma anche i fenomeni di contrasto all'abusivismo edilizio. Inoltre - aggiunge Capone - i cacciatori di cinghiali non vedono di buon occhio il nostro lavoro che consiste nel catturare questa selvaggina per controllare la loro proliefarazione nella Riserva, con tutti quello che ciò comporta". Abbiamo denunciato il tutto ai carabinieri delle stazioni di Monterotondo e Torrita Tiberina".  

IL COMMISSARIO DELLA RISERVA - A chiarire il quadro il commissario della Riserva regionale Dario Esposito: "L'attentato incendiario che ha distrutto i mezzi della riserva di Nazzano Tevere Farfa rischia di compromettere le campagne di sensibilizzazione ambientale che abbiamo avviato ma, soprattutto, rischia di avere riflessi più seri sulla sicurezza di tutto il perimetro del polmone verde. Confidiamo nella sensibilità dell'amministrazione regionale per il ristoro dei danni subiti e l'acquisto di nuovi mezzi, fondamentali per la sopravvivenza dei programmi di studio, ricerca e sensibilizzazione ambientale". 

TERZO EPISODIO DOLOSO DAL 2006  - "Senza i mezzi, di fatto, non potremo provvedere alla vigilanza nel parco di 700 ettari, non saremo efficaci nel contrasto al bracconaggio e alla pesca abusiva, non potremo trasportare le persone diversamente abili durante le iniziative di educazione ambientale, ci sarà impossibile provvedere alle attività di manutenzione  dei sentieri e delle zone picnic. Si tratta, in pochi anni, del terzo episodio doloso, dopo l'incendio della fornace appena ristrutturata nel 2006, il danneggiamento di automezzi 2010. Coloro che vogliono fermare la nostra azione di contrasto a tutti gli abusivismi devono sapere che non ci fermeremo anche per rispondere alla grande solidarietà che tanti nelle Istituzioni e cittadini ci stanno esprimendo. Lo spettacolo della natura a due passi da Roma non si farà fermare dall'azione qualche criminale".

ROMANATURA - L'incendio doloso ha trovato la ferma condanna del commissario straordinario di RomaNatura e coordinatore di Federparchi Lazio, Maurizio Gubbiotti: "Piena solidarietà e totale vicinanza al Commissario di Tevere Farfa Dario Esposito e al Direttore Pierluigi Capone che nella notte hanno visto distrutto da un incendio doloso tutti i mezzi della Riserva, che in questi mesi sono stati impegnati, oltre che nelle consuete attività di controllo del territorio, nell'attività di contrasto al commercio illegale di selvaggina". 

PREOCCUPAZIONE - Maurizio Gubbiotti, che "esprime solidarietà e preoccupazione per questo atto gravissimo che colpisce fortemente qualunque attività operativa dell'Ente". "Sono stati incendiati tutti i mezzi utili alla gestione, monitoraggio e manutenzione della Riserva Naturale Regionale Tevere-Farfa. Sono stati distrutti un'automobile, un fuoristrada, un trattore, due moduli antincendio, tre motori nautici, un pulmino nuovo di zecca per il trasporto collettivo per disabili. È stata danneggiata l'area del parcheggio coperto e della rimessa delle attrezzature da lavoro. Una prima stima valuta il danno in circa 150mila euro".

ATTO INTIMIDATORIO - "Un grave atto intimidatorio - conclude il commissario straordinario di RomaNatura - su cui è necessario che si faccia da subito chiarezza senza alcuna sottovalutazione, e che ci si mobiliti perché l'Ente Parco torni subito pienamente operativo nell'azione di contrasto all'illegalità e di salvaguardia della biodiversità". 

ATTO GRAVISSIMO - Solidarietà ai guardiaparco è stata espressa anche dal deputato Pd Emiliano Minnucci: "L’incendio doloso di tutti i mezzi utili alla gestione, al monitoraggio e alla manutenzione della Riserva naturale di Tevere-Farfa rappresenta un atto intimidatorio gravissimo sul quale bisogna fare chiarezza al più presto". "Vorrei quindi esprimere la mia assoluta solidarietà al commissario, Dario Esposito, e al direttore Pierluigi Capone che stanno portando avanti un’azione esemplare di contrasto alle attività illegali e di tutela della riserva naturale, che necessita tutto il supporto possibile".

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - "Anche per questo motivo invito la Regione Lazio ad intervenire il prima possibile per riacquisire il parco mezzi distrutto e ricostruire le condizioni per poter ricominciare a lavorare con la tranquillità e le tutele necessarie ed evitare il proliferare di attività illegali come il commercio clandestino di selvaggina – ha continuato Minnucci -. A livello parlamentare – ha poi concluso Minnucci – mi sto già muovendo insieme ad altri colleghi per promuovere un’interrogazione volta a chiarire ed approfondire al più presto l’accaduto". 

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