Ama Salaria, spento l'incendio si accende la polemica: "Quell'impianto va chiuso"

L'azienda: "Le attività quindi continueranno regolarmente". L'assessore Marino: "Quest'incendio non mette in dubbio lo stop all'impianto entro dicembre 2015"

Fumo, odore acre e tanta paura. Si è svegliata così oggi la gente del III municipio. Una nube nera, densa e molto alta, visibile a chilometri di distanza ha gettato nel panico i cittadini dalla Salaria a Montesacro, da Largo Somalia al Flaminio. Tutta colpa di un incendio che si è sviluppato alle 5.20 del 2 giugno all'interno dell'impianto Ama Salaria e che ha richiesto, per lo spegnimento, l'intervento di sette squadre dei vigili del fuoco, al lavoro fino alle 14 per domare le fiamme.

COSA E' ANDATO A FUOCO - E' una nota dell'azienda a fornire una prima ricostruzione di quanto accaduto: "Un cumulo di rifiuti freschi, prelevati nella notte e che rappresentano una piccola parte del conferimento notturno, ha preso fuoco all’interno dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico di via Salaria. Le misure di allarme e prevenzione hanno funzionato tanto che il pronto intervento del personale Ama con il supporto dei Vigili del Fuoco ha consentito di domarlo in tempi rapidi".

PAURA INIZIALE - Inizialmente si era temuto che il rogo potesse aver raggiunto la grande massa di rifiuti presenti nella struttura. Il pericolo è stato però scongiurato visto il recente svuotamento della struttura. "I danni", secondo Ama, "appaiono limitati e non risulta dunque alcun crollo all’interno della struttura. Le attività quindi continueranno regolarmente. Gli unici danni rilevati riguardano alcuni portoni e alcuni controsoffitti". Nessun pericolo, almeno stando ai primi rilevamenti, anche per l'aria, dove non si sono sprigionate sostanze tossiche.

Si tratta però, è bene dirlo, di una prima stima. E' la stessa azienda ad ammetterlo. "Una descrizione più dettagliata di quanto è accaduto sarà possibile quando sarà terminato il lavoro dei Vigili del Fuoco e verranno esaminati i dati dell’impianto stesso che – ricordiamo - è gestito, monitorato e controllato continuamente".

L'ASSESSORA MARINO - Cauta anche l'assessora all'Ambiente Estella Marino, subito informata dei fatti e che all'ora di pranzo si è recata personalmente in via Salaria. "Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di domare le fiamme in breve tempo e limitare i danni e le conseguenze - per quanto possibile - ai cittadini che vivono nelle zone circostanti. Anche in virtù del fatto che negli ultimi giorni Ama aveva proseguito con il programma di alleggerimento degli stoccaggi, anche nell'impianto interessato dall'incendio". La Marino, dopo la visita, ha quindi aggiunto: "Le priorità in questo momento sono la verifica effettiva dei danni e delle cause, grazie anche al lavoro dei vigili del fuoco, e l'impegno per assicurare la continuità del servizio da parte di AMA, nella massima sicurezza per addetti e cittadini". "L'incendio di oggi - ha ribadito l'Assessore Marino parlando con alcuni cittadini fuori dall'impianto - non pone in discussione l'impegno dell'amministrazione di interrompere le lavorazioni del TMB Salario a dicembre 2015 come programmato".

"CHIUDE L'IMPIANTO" - L'incendio ha riacceso le polemiche attorno all'impianto. Decine e decine i cittadini che si sono precipitati davanti alla struttura per capire cosa stesse accadendo. Il primo a dare la notizia in mattinata è stato il presidente del consiglio del III municipio Riccardo Corbucci che nel suo comunicato non ha mancato di chiedere all'Ama di "fare in fretta e provvedere alla chiusura dell'impianto, che si trova troppo vicino ad abitazioni, scuole e luoghi lavoro, entro il 31 dicembre di quest'anno, come già preannunciato dal Sindaco Marino".

Con lui d'accordo il presidente del Montesacro, Paolo Marchionne e Gianna Le Donne vicepresidente con delega alle Politiche ambientali: "Ancora una volta ci troviamo a dover ribadire l’incompatibilità della presenza di un impianto di questo tipo a ridosso delle abitazioni, che oltre all’accaduto, continua a provocare quotidianamente forti odori e quindi ad inficiare la qualità della vita dei residenti. I tecnici esperti di inquinamento atmosferico e odorigeno del dipartimento tutela ambiente, su input dell’assessorato capitolino, sono al momento sul luogo per monitorare la situazione".

"MANTENERE LE PROMESSE" - Duri i cittadini. Il comitato Villa Spada ricorda come "la struttura è posta a soli 50 metri dalle prime abitazioni ed a 150 metri dall’asilo nido del quartiere di Villa Spada. Ribadiamo quindi, per l’ennesima volta, la necessità che l’Impianto TMB di Via Salaria, chiuda definitivamente, in tempi brevissimi, anticipando anche la data del 31 dicembre, presa come impegno dall’Amministrazione.

SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO - Chiede più "sicurezza" il segretario della Cgil Funzione Pubblica Roma Natale Di Cola: "Per fortuna nessuno degli operatori presenti è rimasto ferito o coinvolto. In più occasioni abbiamo denunciato la situazione all’interno degli impianti e, nonostante gli sforzi prodotti recentemente con l’aumento dell’orario di lavoro dei dipendenti, ci troviamo ad affrontare per l’ennesima volta una situazione emergenziale che poteva essere evitata. Ci aspettiamo ora un impegno maggiore di tutte le forze in campo a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini".

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