Incendi Pontina, Forestale cerca prove del dolo: "Attacco ai rom? Solo un'ipotesi"

Diverse le ipotesi investigative sulle quali stanno lavorando la Procura di Roma e la Guardia Forestale. Trovati i punti di insorgenza dei roghi si cercano eventuali innesti

L'incendio sulla Pontina dello scorso 18 luglio

Un vasto scenario nel quale non si esclude la mano dolosa, una sola la certezza: "L'autocombustione non esiste". Proseguono a ritmi serrati le indagini della Guardia Forestale e della Procura della Repubblica di Roma per comprendere cosa abbia realmente determinato l'inferno di fuoco che lo scorso 18 luglio ha avvolto la via Pontina distruggendo oltre dieci ettari di macchia mediterranea e centinaia di alberi. 

BRUCIA LA VIA PONTINA - Una settimana di fuoco che ha visto al lavoro centinaia di soccorritori e investigatori e che ha comportato la chiusura della SR148 per quattro giorni. Poi il proseguo dei roghi che con il passare dei giorni si sono spostati dalla provincia di Roma a quella di Latina, comportando chiusure, deviazioni stradali ed inevitabili disagi alle migliaia di automobolisti che, soprattutto nel periodo estivo, affollano la strada che porta sulle spiagge del litorale laziale e pontino. Nel mezzo la baraccopoli istituzionale di Castel Romano, al centro delle indagini degli inquirenti che escludono al momento che possa essere stato il vero bersaglio dei presunti piromani che avrebbero dato fuoco per diversi giorni alla strada statale. Un argomento 'bollente' sul quale gli investigatori del Corpo Forestale dello Stato non si sbilanciano: "Nell'informativa presentata al Procuratore Aggiunto non si menziona al momento questa ipotesi, ma sino al termine della indagini non si può escludere nessun scenario".

PUNTI DI INSORGENZA DEGLI INCENDI - Ad indagare sugli incendi che hanno bruciato la Pontina il Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Roma, al lavoro con i colleghi del comando di Latina. Come si apprende dagli investigatori sino a questo momento non sono state trovate evidenti tracce di dolo sui punti di insorgenza dei vari roghi. Le tecniche investigative ed i rilievi della Forestale hanno infatti permesso di appurare i punti di partenza dei focolai, dove non sono però stati trovati acceleranti o altro materiale che possa indicare con certezza l'ipotesi della mano dolosa. Uno scenario che comunque non si esclude e sulla quale continuano a lavorare gli investigatori che non escludono per l'appunto la matrice volontaria degli incendi. 

INCENDI ACCIDENTALI - Gli incendi sulla Pontina non sono infatti una novità, considerata anche la vasta area verde e di macchia mediterranea che costeggia buona parte della SR148. Nonostante ciò il susseguirsi degli incendi cominciato con il vasto rogo che lo scorso 18 luglio ha dato il via alla settimana di fuoco della Pontina e proseguiti con frequenza "anomala" nel corso dei giorni, hanno determinato un campanello d'allarme. Incendi sui quali sino a questo momento si indica l'accidentalità, che potrebbe essere stata causata non solamente dall'imperizia dei proprietari di alcuni terreni, che non avrebbero adempiuto alla pulizia della aree da sterpi e rovi, ma anche dall'inciviltà degli automobilisti. Non si esclude infatti che le famose cicce di sigarette lanciate dalle auto in corsa possano aver dato vita ad alcuni degli incendi che hanno colpito la Pontina. 

UNA REGIA DIETRO GLI INCENDI - Ma se la pista "accidentale" è al momento la pista più accredita, allo stesso tempo non si esclude che i roghi possano essere frutto di una precisa regia, magari innestati dalle famose cicce ma nemmeno troppo accidentalmente. L'area ed il clima torrido sono infatti una "facile esca", come affermano gli inquirenti, favorita anche dal vento caldo e secco e dalle alte temperature che si sono presentate in questo mese di luglio su Roma e provincia. 

AREE INTERNE - Come fanno sapere dal Corpo Forestale dello Stato non tutti i roghi, a differenza del primo del 18 luglio il cui punto di partenza è stato individuato a ridosso di una piazzola di sosta posta all'altezza di Castel Romano (km 24), sono divampati a ridosso della sede stradale della SR148, con alcuni di loro sviluppatisi dalla aree boschive interne con le fiamme che poi, favorite dal vento, sono arrivate sino a ridosso della Pontina. 

BARACCOPOLI CASTEL ROMANO NEL MIRINO - Dunque uno scenario molto vasto, nel quale non si esclude (anche se non risulta essere la pista investigativa preponderante), che nel mirino dei presunti piromani che potrebbero aver dato vita agli incendi ci fosse la baraccopoli istituzionale di Castel Romano. L'area è infatti stata duramente colpita dai vari incendi scoppiati sulla Pontina, con gli ospiti della stessa rimasti isolati alcuni giorni a causa delle fiamme. Una situazione resa pubblica con un video di Paolo Ciani, responsabile rom e sinti della Comunità di Sant'Egidio e sulla quale non si esclude nessuna pista. 

INDAGINI IN CORSO - Intanto, mentre gli incendi sulla Pontina proseguono "nella normalità", a differenza di quelli divampati con una frequenza "anomala" dallo scorso 18 luglio, gli uomini del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato diretti dal comandante Carlo Costantini proseguono le investigazioni con il Procuratore Aggiunto Lucia Liotti in attesa degli ultimi risultati dell'attività investigativa dei Forestali. Intato indiscerzioni di stampa indicano la presenza di un video girato dal proprietario di uno dei terreni bruciati dall'incendio nel quale si vedrebbero due persone aggirarsi nelle aree dove poi sono divampati alcuni roghi, ma gli investigatori al momento non confermano. 
 

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