I bus Cotral vanno a fuoco, l'azienda grida al sabotaggio e denuncia

L'ultimo incendio sulla via Pontina, con l'autista che è riuscito a mettere in salvo 50 passeggeri. "Il susseguirsi degli eventi non può essere considerato una casualità"

Un bus Cotral in fiamme sull'A24 nel febbraio del 2014

Cinque autobus Cotral in fiamme nel solo mese di dicembre. L'ultimo incendio poco dopo le 18:00 di ieri, quando un mezzo della linea extraurbana partito dalla Capitale e diretto a Nettuno ha preso fuoco mentre a bordo si trovavano 50 passeggeri. Dei momenti di paura evitati grazie al sangue freddo dell'autista che, accortosi delle fiamme dalla parte posteriore del bus si è fermato sulla via Pontina, nella zona di Pomezia, facendo scendere i pendolari. A parte la paura nessuno dei pendolari ha riportato conseguenze. Una strana casualità che ha portato l'azienda regionale dei trasporti extraurbana a sporgere denuncia contro ignoti per sospetto sabotaggio.

CINQUE INCENDI A DICEMBRE - Il rogo di ieri pomeriggio è stato infatti preceduto di pochi giorni da un altro incendio simile scoppiato nel pomeriggio del 27 dicembre su un bus Cotral in transito su via della Scafa a Fiumicino. Anche in quel caso fu l'autista ad accorgersi delle fiamme facendo scendere i 15 passeggeri presenti prima dell'arrivo dei vigili del fuoco. "In poco più di un mese - scrive Cotral - cinque mezzi sono bruciati per motivi ancora da definire. Gli accertamenti svolti dai tecnici dell'azienda non hanno permesso di risalire alle cause che hanno generato gli incendi. Tuttavia da una prima ricognizione è stato possibile tracciare il percorso manutentivo delle vetture che fanno capo alla medesima officina esterna". 

IL SOSPETTO DI COTRAL - Prima del rogo di Fiumicino altre fiamme si erano generate sempre a bordo di un bus extraurbano in viaggio sull'A24 fra i caselli di Castel Madama e Vicovaro Mandela. Seppur senza passeggeri il Cotral era però alimentato a metano e questo ha aumentato il rischio di esplosione dello stesso. In relazione ai cinque incendi Cotral spiega: "Si tratta di due bus Man alimentati a Gpl e di tre Breda Menarini a gasolio per i quali mai in passato si erano verificati problemi di questa natura. Il susseguirsi degli eventi, al di fuori di qualsiasi statistica, non può essere considerato una casualità e non si può più ascrivere alla sola vetustà del parco mezzi. Per questo motivo l'azienda sporgerà denuncia contro ignoti per sospetto sabotaggio".

LE POLEMICHE - L'ennesimo rogo non ha però risparmiato critiche all'azienda, come nel caso di Adriano Palozzi, consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Mobilità: "Quanto accaduto a Pomezia bissa purtroppo il rogo di appena 48 ore fa in via della Scafa a Fiumicino, dove ad andare in fiamme era stato un altro pullman dell’azienda regionale del trasporto su gomma. Due episodi allarmanti, assolutamente ingiustificabili, che hanno messo a repentaglio la vita dei pendolari laziali".

DIMISSIONI SUBITO -  "Un realtà - spiega ancora Palozzi - che fortunatamente non ha causato vittime e feriti ma che dimostrano impietosamente l’inadeguatezza e l’immobilismo imbarazzante dei vertici Cotral, capaci solamente di occupare la bella e comoda poltrona di via Alimena senza risolvere le criticità di una azienda sempre più allo sbando. Dopo il pericoloso accadimento di Pomezia, Colaceci e Giana non hanno più alibi: dimissioni subito".

INCENDI COTRAL - Incendi sui bus Cotral che si sono registrati anche in altri periodi dell'anno, come lo scorso luglio quando a prendere a fuoco fu un mezzo pubblico che percorreva via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a Genzano, ai Castelli Romani, con l'autobus distrutto lungo la tangenziale. Roghi simili anche nel 2014, a Montecelio di Guidonia, ad Anzio, Fiuggi e sempre sull'A24. 

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Commenti (2)

  • Più che sospetti di sabotaggio io valuterei la condizione meccanica dei mezzi messi in strada e , senza offendere la categoria , il modo in cui vengono trattati sulla stessa. Percorro la Pontina più volte al giorno , avanti e indietro e non vorrei giurarci ma quello che è bruciato credo di averlo sorpassato sulla salita di Decima e già da li dava i primi segni di "malore" ma una marcia troppo bassa , un numero di giri motore portato all'esasperazione , non poteva far altro che provocare quello che è accaduto , altrimenti i pistoni sarebbero saltati fuori prima , chiaramente strozzati dai cilindri che li contengono.

  • L'Italia sempre più come Beirut...

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