Imen Chatbouri, il mistero della campionessa morta a Ponte Sisto

Disposta l'autopsia. Accanto al corpo privo di vita della 37enne la borsa della palestra

La polizia sul luogo del ritrovamento del cadavere di Imen Chatbouri (foto Ansa Massimo Percossi)

Si chiamava Imen Chatbouri ed era un'ex campionessa di atletica leggera la donna trovata morta all'altezza di Ponte Sisto la mattina del 2 maggio. Nata in Tunisia il 2 febbraio del 1987 la 37enne aveva vissuto a Palermo e da diversi anni viveva a Roma, prima in zona Aurelio e poi a Montespaccato. A consentire il riconoscimento della salma i documenti e la tessera della palestra trovati  in un borsone rinvenuto accanto al corpo privo di vita della donna. Campionessa di eptatlon, dopo aver vinto alcune medaglie ai campionati nazionali in Tunisia, aveva gareggiato per l'Asd Cus Palermo per poi allenarsi per un breve periodo con l'Atletica Stundetesca Ca.Ri.Ri. di Rieti.

A notarla priva di vita sotto uno dei muraglioni del lungotevere, sulla banchina del Tevere a Ponte Sisto una passante. Vestita in tenuta sportiva, con fuseaux, scarpe da ginnastica ed una giacca primaverile, accanto al corpo privo di vita delle 37enne è stato trovato un borsone di colore marrone usato presumibilmente per la palestra.

Personal trainer in una palestra romana, in Italia con regolare permesso di soggiorno permanente, a tingere di giallo la morte di Imen Chatbouri la presenza di ecchimosi sul volto, anche se un primo accertamento del medico legale non ha evidenziato chiari segni di violenza sul corpo della donna.

Resta da comprendere cosa abbia determinato la morte dell'ex campionessa di giavellotto. Escluso il fattore che il corpo privo di vita della 37enne possa essere stato trasportato nell'area del ponte pedonale che collega Trastevere a Campo de' Fiori dal Tevere, secondo i primi riscontri le ecchimosi sul volto della donna potrebbero essere compatibili con una caduta dal parapetto lato lungotevere dei Vallati, con il cadavere della 37enne trovato supino con il volto in terra. 

Pur procedendo sull'ipotesi della caduta accidentale, gli investigatori non escludono nessun'altra pista, dal gesto volontario ad una  possibile spinta da parte di ignoti mentre la donna si trovava su Ponte Sisto. Messa la salma a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, sarà l'autopsia, disposta dal magistrato di turno, a dare delle prime risposte sulla morte di Imen Chatbouri. 

Sul caso indagano gli agenti del commissariato Trevi, che stanno sentendo conoscenti e amici per ricostruire quanto accaduto. Si indaga nella vita privata della donna. La 37enne dopo un passato da atleta di livello aveva avuto qualche problema con la giustizia per lesioni personali, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

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