Gelati a 16 euro in piazza di Spagna: l'Indipendent contro la famiglia Tredicine

Il quotidiano britannico racconta dei quattro turisti inglesi che la scorsa settimana hanno riferito al Corsera di aver speso 16 euro per un cono gelato. La gelateria in questione fa capo ad Alfiero Tredicine

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Un sistema "fatto di scambi tra imprenditori e amministratori pubblici che pervade la città". E' l'amara conclusione tratta dall'Indipendent riportando il caso dei coni gelati a sedici euro. Sì, per chi si fosse perso la notizia, la scorsa settimana a quattro turisti inglesi sono stati chiesti sessantaquattro euro per quattro gelati in un bar a pochi passi da piazza di Spagna. I malcapitati hanno raccontato della stangata alla redazione del Corriere della Sera.

La gelateria in questione, in via della Vite, fa capo alla "Cardesi srl", di Alfiero Tredicine, cognome decisamente noto in città per quello che il quotidiano inglese definisce "l'impero del cibo in strada", tra camion bar che affollano i monumenti e rivenditori ambulanti di caldarroste sparsi per il centro storico. L'Indipendent, durissimo, non la manda a dire e approfitta del caso balzato alle cronache per sparare a zero su presunti monopoli commerciali e sulla natura di un mercato, in questo caso romano, "che la dice lunga sulla stessa Italia".

Sulle colonne del quotidiano si ripercorre l'attività della famiglia Tredicine, dagli albori di Donato, padre di Alfiero, arrivato a Roma dall'Abruzzo negli anni '60, "pronto a sbarcare il lunario con il business delle caldarroste" alla schiera di figli che hanno perpetrato la tradizione di famiglia "accaparrandosi licenze su licenze". "Un mercato chiuso", spiega l'Indipendent, che negli anni avrebbe sbarrato la strada a qualunque concorrenza fatturando qualcosa come "30 milioni di euro di tra vendite di cibo e licenze". Una ricostruzione dell'attività di famiglia che il quotidiano affianca alle dichiarazioni di Bianca La Rocca, portavoce romana per il gruppo SOS Impresa.

"Parliamo di un monopolio virtuale che ovviamente rappresenta un'anomalia. Molti dei punti vendita che non sono controllati direttamente dai fratelli Tredicine sono di proprietà di membri della famiglia. Ma la gente non dice niente perché ha paura di essere citata in giudizio" ha dichiarato La Rocca."La famiglia possiede vincoli ovunque in città, a tutti i livelli", ha aggiunto. Altra dichiarazione riportata dal quotidiano è del criminologo Arije Antinori, dell'Università La Sapienza di Roma, che interpellato dalla redazione definisce il presunto monopolio come emblematico della "grande economia grigia" italiana.

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