Furti al Cimitero di Prima Porta: "Non hanno rispetto nemmeno per i morti"

La testimonianza di una vittima che ha trovato il fornetto dove dimora il padre depredato di croce, portavaso e portalampade. "Assurdo avere paura di andare anche al camposanto"

Una del tombe depredate al Cimitero di Prima Porta

Dai cavi elettrici alle bobine di rame, passando per i tombini di ghisa e i pomelli di ottone dei portoni delle abitazioni. Continuano le azioni predatorie dei ladri di metallo sempre più attivi nell'ambito dei furti alle tombe dei cimiteri romani del Verano e di Prima Porta. Dei furti senza rispetto nemmeno per i morti come segnalato lo scorso fine settimana dal consigliere regionale Fabrizio Santori che senza mezzi termini denunciava: "Non solo i cimiteri sembrano ridotti a set da film dell’orrore per il degrado in cui sono lasciati dall’amministrazione capitolina, ma vengono depredati e profanati da vandali senza scrupoli".

FORNETTO DEL PADRE DEPREDATO - Tra le vittime dei ladri al lavoro al camposanto Anna Maria Turnaturi, che la scorsa settimana ha scoperto la 'visita' dei ladri al fornetto del cimitero di Prima Porta dove riposano le spoglie del padre. "Un vero e proprio colpo al cuore - racconta l'esponente del movimento politico Difendiamo Roma - quando sono arrivata davanti alla tomba di mio padre assieme a mio marito non riuscivo a crederci".

TOMBA SMURATA - Un furto amaro, come spiega ancora Anna Maria Turnaturi a RomaToday: "I ladri hanno portato via il portavasi, il portalampade e la croce in bronzo. Inoltre, per staccare il metallo dalla lapide, non si sono fatti scrupolo smurando la cornice del fornetto e lasciando un buco dal quale è possibile vedere dentro al loculo. Assurdo, questi delinquenti non hanno rispetto per niente, nemmeno per i morti".

FURTI NELLE AUTO - Turbata dall'avvenuto furto, la donna si è quindi recata agli uffici cimiteriali per denunciare l'accaduto. "L'addetta alla quale ho denunciato il furto mi ha detto che purtroppo questi furti avvengono con una frequenza disarmante. Oltre a questo mi ha anche allarmato su un altro deprecabile reato che compiono questi ladri, ripulendo le auto di parenti ed amici che accompagnano la salma del loro caro al cimitero dalla chiesa dove sono state svolte le esequie".

FURTI E DEGRADO - Una situazione non accettabile, alla quale si aggiungo altri problemi: "Vedere il cimitero sporco e con i rami e gli alberi caduti in terra fa male ad ogni cittadino. Sembra così abbandonato che andarci da soli fa paura, io ogni volta mi devo far accompagnare da mio marito perchè ho paura di poterci trovare qualche male intenzionato. Occorrrono delle soluzioni, non si può vivere con la paura di vedersi depredare anche le tombe dei propri cari".

ALTRO FURTO - Oltre che al fornetto del padre di Anna Maria Turnaturi, sono infatti decine le denunce dei parenti dei defunti che hanno visto depredarsi la propria tomba di famiglia: "L'anno scorso - denuncia un altro cittadino - sulla nostra tomba al Flaminio è stata rubata una croce di rame incollata sulla lapide. I carabinieri, all'atto della denuncia, dissero che era un fenomeno purtroppo "abituale" e i ladri si stavano rivolgendo sempre più anche ai citofoni d'ottone dei palazzi. Stessa sorte è toccata alla tomba dei miei suoceri stavolta al Verano dove è stato rubato, sdradicandolo, un vaso di ottone".

DUE TOMBE DI FAMIGLIA - Due furti in relazione al quale il cittadino denuncia: "Due tombe di famiglia, in due cimiteri, due furti: saremo stati particolarmente sfortunati, spero per gli altri cittadini, ma come famiglia abbiamo fatto il pieno del 100 per cento di probabilità. A parte i danni economici, quello che più fa male è la sensazione di profanazione della tomba, soprattutto nel caso della croce, che abbiamo sostituito con una in marmo per evitare altri furti. Il vaso d'ottone invece ancora manca perché i costi per rifarlo a mano, unica possibilità, uguale all'altro non rubato sono elevati".

RAPINATI AL CIMITERO - Oltre ai ladri, anche i rapinatori, come denuncia un altro cittadino: "Un anziano amico di famiglia al Flamino, mentre andava a cambiare l'acqua per i vasi sulla tomba della moglie, mesi fa, fu fermato, bloccato a terra e derubato da alcuni ladri. E' una persona anziana, ultraottantenne, con problemi di cuore: ha rischiato davvero per la sua salute, oltre ad aver perso la serenità e la libertà di andare a far visita alla moglie defunta quando vuole e da solo tanto che ora lo accompagna sempre qualcuno e la tomba è su una delle vie principali del cimitero, non in una zona isolata".

ALTRI COMUNI - Un fenomeno da censurare che, purtroppo non riguarda solo i cimiteri della Capitale ma anche quelli dei Comuni della sua provincia. Come nel caso di Ladispoli visitato dai ladri che hanno rubato gli ornamenti in metallo di ben 500 tombe".  

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OLTRAGGIATI 500 LOCULI A LADISPOLI

TOMBE PROFANATE DAI LADRI

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