Furti nelle case dei quartieri della Roma "bene": presa banda di ladri acrobati, 21 arresti

A comandare la banda due fratelli. Ventuno gli arresti complessivi. Gran parte della refurtiva è stata recuperata

Credit Pixabay

Monteverde, Trionfale, Prati, Ottavia, Parioli e Flaminio. Questi alcuni dei quartiere della Roma "bene" presi di mira dalla banda di ladri acrobati specializzati nei furti nelle case. Ventuno gli arresti complessivi che hanno smantellato il gruppo criminale che faceva capo due fratelli. Malviventi, tutti, di origine slava, 'rom' di seconda generazione, nati e cresciuti in Italia.

Sgominata la banda di furti a Roma

A mettere fine alle loro scorribande i Carabinieri della Compagnia Trionfale che questa mattina hanno notificato l'ordinanza custodia cautelare nei confronti di 9 persone (7 in carcere, 2 agli arresti domiciliari). Le accuse sono quelle di "associazione per delinquere finalizzata ai furti" e "rapine in abitazione". Un indagato deve anche rispondere del tentativo di fare abortire una ragazzina minorenne, della stessa etnia.

L'indagine, avviata nel mese di ottobre 2016 e conclusa nel mese di maggio 2017, condotta dai Carabinieri, ha già determinato l'arresto di 12 persone in flagranza di reato ed il recupero di refurtiva di ingente valore, restituita alle vittime. Una banda di 21 elementi tra i 37 ed i 27 anni.

I ruoli nella banda dei furti nelle case

A gestire il gruppo due fratelli, come emerso dall'attività investigativa. I ruoli erano flessibili, non definiti. Ognuno doveva saper far tutto poi, a seconda delle circostanze, c'era la divisione dei compiti. Chi si occupava dei sopralluoghi, chi faceva da palo, chi commetteva materilamente il furto e chi si preoccupava di garantire una via di fuga.

VIDEO | Operazione 'Gitanos': ecco la refurtiva rubata 

Furti commessi, dopo le 18, favoriti dal buio, grazie alle abilità acrobatiche di diversi membri della banda. Alcuni di loro, infatti, sfruttavano balconi o impalcature, per introdursi facilmente all'interno delle abitazione da svaligiare, poste anche ai piani superiori. Una volta dentro rubavano soldi, oro e qualsiasi oggetto di valore. Gran parte della refurtiva recuperata è già stata restituita ai proprietari. I Carabinieri hanno anche individuato la base operativa e logistica del gruppo a Rocca Cencia dove venivano pianificate le attività criminose da compiere. 

Le indagini nell'operazione 'Gitanos'

Le indagini dei militari sono partiti dal pedinamento di una Nissan Micra che si aggirava, con fare sospetto, tra i quartierei di Roma. Alla guida i due fratelli a capo della banda. Nell'ordinanza dell'operazione 'Gitanos' si legge di una serie di tentati furti, di inseguimenti, di furti commessi, di un carabinieri ferito e una serie di intercettazioni dure. Indagini che hanno fatto emergere la compattezza del gruppo: se qualcuno finiva dentro, emergeva la volontà di sostentare la famiglia del detenuto.

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Organizzati sì, ma anche ingenui come nel caso di un mancato colpo da 500mila euro saltato per aver lasciato, in doppia fila e con le quattro frecce, l'auto per la fuga il tutto attirando l'attenzione dei Carabinieri.  

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