Funerali Casamonica, il Prefetto: "Commessi errori". L'Anfp: "Presenti pregiudicati"

Le parole di Franco Gabrielli in una intervista esclusiva a Famiglia Cristiana: "Non doveva accadere". Il sindacato di polizia rincalza: "Nessuno si interroga su un apparato normativo spesso inadeguato"

Il Prefetto di Roma Franco Gabrielli

Uno strascico di polemiche che non tende a placarsi. A 24 ore dalla celebrazione del funerale di Vittorio Casamonica, in cui un migliaio di appartenenti e conoscenti alla nota famiglia di rom e sinti abruzzesi stanziali a Roma Sud da decenni, hanno dato l'ultimo saluto al "Re di Roma" con delle sfarzose esequie celebrate fuori il sagrato della Basilica di Don Bosco, nell'omonimo quartiere del Tuscolano, arrivano anche le parole del Prefetto di Roma Franco Gabrielli che esprime il proprio punto di vista in una intervista a firma Alberto Chiara pubblicata su Famiglia Cristiana.

CARROZZE E ORCHESTA - L'ultimo saluto al capofamiglia nel pomeriggio del 20 agosto, quando il feretro è arrivato a bordo di una carrozza nera intarsiata con sei cavalli neri, un cocchiere vestito di bianco ed un elicottero che lanciava petali di rosa dal cielo. La bara è poi entrata in chiesa accompagnata dalle note de Il Padrino eseguite da una orchesta che ha poi intonato, alla fine della cerimonia, la colonna sonora di "2001 Odissea nello Spazio" mentre il 65enne veniva trasportato per l'ultimo viaggio su una Rolls Royce d'epoca in un lungo corteo che ha bloccato il traffico della zona di Roma Sud. 

"NON DOVEVA ACCADERE" - In particolare il Prefetto di Roma ammette inefficienze e lacune dell'apparato di sicurezza, lamentando un'eccessiva amplificazione mediatica e difende Roma. "Dico che è accaduta una cosa grave. Stigmatizzabile. Non doveva accadere. E invece è accaduta -  afferma Gabrielli -. Tre le cause, a mio avviso. Il funerale è stato celebrato in un quartiere diverso da quello di appartenza del boss. Il periodo ferragostano ha generato un allentamento delle difese immunitarie anche in campo sociale. Infine, ed è una nostra mancanza, l'apparato di sicurezza non ha saputo cogliere i giusti segnali di quel che sarebbe successo".

NESSUN SEGNALE IN TEMPO - Una lunga intervista nel quale alla domanda "Non si poteva interrompere il funerale?" Gabrielli risponde: "Solo il Questore poteva dare prescrizioni sulla cerimonia, qualora ci fossero stati i presupposti di legge. Ma né sul tavolo del Questore né sul mio è arrivata nessuna segnalazione in tempo utile. E qui sta il problema. In una società perennemente connessa non c'è stata la necessaria tempestività di informazione". 

ROMA NON E' CONNIVENTE - Da un elicottero sono stati lanciati petali di rosa: "Era un velivolo ultraleggero. Sorvolava una zona della città non soggetta a restrizioni - afferma ancora il Prefetto di Roma ad Alberto Chiara -. Comunque sono in corso accertamenti per verificare la correttezza del sorvolo". Roma connivente? "No. C'è stata più amplificazione mediatica che partecipazione di popolo. Non si può parlare di criticità del luogo. Sicilia, Calabria e Campania, terre che conosco e amo, hanno un'altra storia in quanto a radicamento del sistema mafioso. Storia dalla quale per altro si stanno affrancando con intelligenza e vigore, sviluppando gli opportuni anticropi sociali, di legalità e anche religiosi".

CHIARIMENTI ALLE ISTITUZIONI - Il Prefetto di Roma Franco Gabrielli nella giornata di oggi 21 agosto ha poi fatto sapere di aver chiesto chiarimenti alla questura di Roma, ai carabinieri, ai vigili urbani e al Campidoglio in merito ai funerali di Vittorio Casamonica. A quanto si apprende la prefettura avrebbe inviato lettere formali ai soggetti in questione. Una volta raccolte le informazioni il prefetto dovrà preparare la relazione richiesta dal ministro dell'Interno Angelino Alfano.

IL SINDACATO DEI FUNZIONARI DI POLIZIA - Ad indicare un altro aspetto di quanto accaduto al Don Bosco, dove un altro aspetto prodigo di polemiche ha riguardato le effigi appese fuori dalla basilica che ritraevano Vittorio Casamonica come "Re di Roma" con la frase "Hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso", il segretario nazionale  dell'Associazione funzionari di polizia Lorena La Spina: "Cosa colpisce di più del funerale di Vittorio Casamonica? A quanto pare, la spettacolarizzazione della morte. La strumentalizzazione di una vicenda intrinsecamente privata, utilizzata quale palcoscenico per un discutibile e controverso proclama. Uno sfregio alla città? Una dichiarazione di guerra? O piuttosto l'implicita ammissione di una sostanziale debolezza? Difficile dirlo".

APPARATO NORMATIVO INADEGUATO - Una lunga nota nella quale il segretario dell'Anfp prosegue: "Nessuno parla, però, del perché a quel funerale fossero presenti persone che avrebbero dovuto piuttosto trovarsi in carcere. Nessuno si interroga su un apparato normativo spesso inadeguato, sui numerosi interventi che lo hanno compromesso e indebolito nel tempo, tra svuota carceri, indulti, attenuazione delle pene, riti e misure premiali. Sembra proprio che cercare teste da tagliare e capri espiatori da immolare sia lo sport preferito da molti - prosegue La Spina -. Come sempre, si tenta di scaricare il comprensibile imbarazzo per un avvenimento dai contorni decisamente grotteschi, sull'anello più debole della catena: le Forze dell'ordine ed i possibili difetti di una comunicazione che avrebbe, invece, dovuto evitarlo. E come sempre le spiegazioni richieste saranno fornite, con l'obiettivo di migliorare ciò che ancora richiede di essere migliorato".

LA MAFIA ESISTE - Tuttavia, conclude Lorena La Spina: "Non ci sembra servissero i funerali di Casamonica per accorgersi che la mafia esiste. A Roma. Non solo a Roma. Non solo nel sud Italia. Per una volta, invece, sarebbe importante interrogarsi sui difetti del "sistema" e non solo su quelli della comunicazione tra le Forze di Polizia. Su quanto lo Stato ha inderogabilmente il dovere di fare, per evitare che il diuturno lavoro della magistratura e delle Forze dell'ordine finisca troppo spesso per essere vanificato. Più che la volgare e riprovevole ostentazione del lutto, dovrebbe invece colpirci il senso di sostanziale e profonda impunità da cui essa è scaturita".

IL FATTO Funerale show per il Re di Roma Vittorio Casamonica
LA POLITICA - Roma sfregiata | Indignazione a 5 Stelle: "Roma celebra il funerale della legalità" - POLEMICHE SUI VIGILI Chi ha comandato quel servizio? | La lettera: "Io c'ero, ecco come è andata" - SUI GIORNALI STRANIERI - Ennesima figuraccia per la Capitale - DAL BLOG COSE DA PAZZI - Nuove attrazioni turistiche - LA CHIESA - No a Welby, sì a Vittorio Casamonica

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