Funerali show, polemica sui vigili: "Chi ha comandato quel servizio?"

Marco Milani, coordinatore romano dell'Ugl Polizia Locale, ricorda l'impegno dei vigili contro i Casamonica e commenta: "Quanto accaduto ieri imbarazza i dipendenti capitolini"

A finire nel vortice delle polemiche relativa al funerale show di Vittorio Casamonica è anche il Corpo della Polizia Locale. Le immagini, rilanciate da siti web e tv in cui i vigili venivano mostrati alla testa del corteo funebre, hanno fatto il giro del mondo.

Le domande girano veloci sui social network e si ripetono più o meno con il seguente senso: "Possibile che abbiano scortato il feretro?". "Ma come, hanno scortato la carrozza e la polizia dice che non sapeva?". Stando a quanto siamo riusciti a sapere dei vigili erano effettivamente presenti ieri mattina. Una situazione, sembrerebbe, d'emergenza perché, senza che nessuno avesse avvisato, all'improvviso la Tuscolana è stata bloccata. Un corteo estemporaneo, con carrozza e fiori gettati a terra. In mezzo clacson impazziti. 

Così, per evitare la congestione, secondo quanto RomaToday è riuscita ad apprendere, si sarebbe deciso di mandare i vigili per regolare la viabilità. Il Comandante Clemente, così come il Questore di Roma, è stato chiamato dal Prefetto a relazionare su quanto accaduto. Chiarimenti sono stati chiesti al dirigente di gruppo. La nota della Questura parla "di primo intervento effettuato sul posto risulta essere alle ore 11.00 circa di questa mattina per motivi di viabilità". 

A finire sotto attacco anche il Comandante del corpo Raffaele Clemente che su twitter viene tempestato di domande e lui, come sua abitudine, non si sottrae e risponde colpo su colpo definendo quanto accaduto "un borioso insulto a tutta la città".  A chi domandava se per i vigili che gestivano il traffico intorno alla chiesa era tutto ok, Celemente ha risposto, già ieri: "I vigili hanno gestito il traffico in emergenza perchè era loro preciso dovere". E ancora: "Noi non vietiamo i funerali per motivi di ordine pubblico". E oggi, a chi domanda se gli agenti sul posto hanno avvertito polizia e carabinieri una volta arrivati, Clemente risponde: "Ps e cc erano sul posto".

In attesa delle carte e delle versioni ufficiali nel Corpo c'è indignazione per l'ennesimo attacco mediatico subito. I vigili non ci stanno a fare da parafulmine, specie contro i Casamonica bersaglio di numerose operazioni condotte proprio dagli agenti della Polizia Locale.

Marco Milani, coordinatore romano dell'Ugl Polizia Locale, in una nota prova a raccogliere il grido indignato e punta il dito contro la mancanza di identità del Corpo. "Quello che è avvenuto ieri", spiega Milani, "riportato dai media nazionali e non solo, che avrebbe visto il personale del Corpo di Polizia Locale di Roma, impegnato ad agevolare il funerale del capofamiglia di una nota famiglia romana, quasi fosse un "grande evento", oltre a screditare l'immagine del Corpo di Polizia Locale più grande d'Europa, getta nell'imbarazzo i dipendenti capitolini tutti". 

"Senza nulla togliere al rispetto della salma e di quei lavoratori che, da quanto riferito dai media avrebbero addirittura aperto e scortato il corteo funebre", continua Milani, "ci si dovrebbe interrogare su chi e perchè abbia deciso di "comandare" ai vigili quel servizio".  

Il sindacalista dell'Ugl ricorda come il Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale abbia in passato, anche in collaborazione con i Ros dei Carabinieri e del Gico della Guardia di Finanza, inferto durissimi colpi ai Casamonica. "Certi scandalosi episodi come quello di ieri", continua Milani, "derivano dalla mancanza di identità di un Corpo che, pur avendo e svolgendo a tutti gli effetti funzioni di Polizia, resta inquadrato in un ordinamento di tipo impiegatizio ed amministrativo, risentendo per tali motivi  troppo spesso dei condizionamenti della politica o del potente di turno".

Milani tira in ballo anche l'episodio di piazza di Spagna: "Emblematico il fatto che, nello stesso giorno, gli agenti di Polizia Locale, dopo essere per primi intervenuti a rischio della propria vita,nei confronti di un accoltellatore, arrestandolo, siano poi finiti a "trattarlo" in un commissariato, pur essendo il Corpo munito di 19 distretti, molti dei quali forniti di apposite celle di sicurezza". 

La richiesta è chiara: "Chiediamo al sindaco Marino di restituire l'identità specifica al Corpo di Polizia della Capitale a partire dal nuovo contratto (fermo ad un unilaterale da oltre un anno) distinguendone specificità ed istituti dai dipendenti amministrativi e riconoscendone la peculiarità delle funzioni, nonchè di farsi promotore presso il governo Renzi, delle esigenze della categoria, con una legge di riforma, che ne veda riconosciute le caratteristiche, al livello nazionale".  

Il segretario romano del Sulpl Roma, Stefano Giannini, attacca la rappresentazione mediatica che è stata data del lavoro dei vigili urbani: "Stanno diventando la barzelletta di se stessi nel continuare a dare sempre la colpa alla Polizia Locale. Dopo gli olandesi a piazza di Spagna ora il funerale. Fra poco ci accuseranno anche della strage di Ustica?". 

IL FATTO Funerale show per il Re di Roma Vittorio Casamonica
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