A Maccarese i funerali di Alessandro: palloncini bianchi per salutare il piccolo morto nel canale

Al termine della funzione piccolo malore per papà Leandro che non ha retto al dolore. L'uomo è stato portato via con un'auto. Alessandro sarà sepolto presso il cimitero di Santa Ninfa

Duecento persone hanno dato oggi l'addio al piccolo Alessandro, il bambino di 11 anni morto in un canale a Maccarese lunedì scorso. La cerimonia, in forma privata come voluto dalla famiglia, si è svolta presso la chiesa di San Giorgio di Maccarese. A dire messa il vescovo della diocesi di Porto-Santa Rufina, Gino Reali. Palloncini bianchi e applausi hanno accolto la bara bianca di Alessandro. 

Palloncini bianchi che, all'uscita del feretro, sono stati liberati in aria dai compagni di classe dell piccolo. Al termine della funzione piccolo malore per papà Leandro Elisei che non ha retto al dolore. L'uomo è stato portato via con un'auto. Alessandro sarà sepolto presso il cimitero di Santa Ninfa.

Nel frattempo le indagini della Polizia del Commissariato di Fiumicino continuano. Il campo si restringe. Che Alessandro al canale fosse solo dovrebbe essere escluso. Il piccolo, come più volte hanno ripetuto la mamma Simona Righetti e il papà Leandro, aveva paura dell'acqua. Un timore confermato anche da nonno Gino e nonna Maria, i genitori di Simona: "Qualcuno lo ha portato verso il canale. Non può essere andato da solo, in quella direzione non andava mai". La nonna, come ha sottolineato anche a RomaToday, ha detto che fino alle 14, 14:30 era con lei. Poi Alessandro, intorno alle 15:30 è stato ritrovato morto. 

C'è da colmare quell'ora di vuoto. Ed ecco che, nelle indagini, spunta la figura di un uomo a passeggio con il cane, forse un vicino.

Al vaglio degli investigatori ci sono il cellulare del bambino e un quaderno, materiale sequestrato così come le relazioni delle insegnanti di sostegno di Alessandro. Carte in cui emergono, secondo le confessioni di Alessandro tutte da verificare, "disagio familiare e maltrattamenti", "scatti d'ira" e "autolesionismo", eventualità anche queste smentite dalla famiglia. 

Le operatrici sociali, che avevano anche segnalato nei verbali la necessità di accertamenti sulla famiglia del bimbo, sono state ascoltate negli uffici del sostituto procuratore Alessandra D'Amore così come i genitori, i nonni, alcuni vicini di casa e i compagni di scuola. Le indagini potrebbero essere vicine ad una svolta. 

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