Rifiuti, finisce l'era Sottile ma il nodo discarica resta: Monti dell'Ortaccio “possibilità concreta”

In un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa Dire l'ormai ex commissario all'emergenza rifiuti romana Goffredo Sottile difende la sua decisione di approvare il sito non molto distante da Malagrotta

Finite le feste, dopo più di un anno e mezzo di servizio, termina anche l'era di Goffredo Sottile come commissario all'emergenza rifiuti di Roma. Nominato dal governo il 25 maggio del 2012, il suo mandato è terminato proprio ieri anche se i problemi della situazione dei rifiuti della capitale non sono proprio finiti. Dai rifiuti che rimangono per giorni nelle strade a quelli che partono alla volta del nord Italia ma soprattutto per l'individuazione di una nuova discarica dopo la chiusura di Malagrotta, sono in molti a pensare che Sottile non sarà l'ultimo commissario all'emergenza rifiuti di Roma. A partire dal primo cittadino che in un'intervista a La7 di ieri ha confermato questa necessità: "Una figura che ha il potere di individuare una discarica di servizio e prendere delle decisioni che con i poteri straordinari sono più semplici". Tutto si deciderà nelle prossime ore quando ci dovrebbe essere un incontro tra il ministro all'Ambiente, Andrea Orlando, il primo cittadino Marino e il governatore Nicola Zingaretti. 

Intanto Sottile fa gli scatoloni e si prepara a lasciare il testimone a chi prenderà il suo posto. Intervistato dall'agenzia di stampa Dire ripercorre il suo operato allontanando le polemiche che per mesi hanno accompagnato la sua attività ma soprattutto difende la sua scelta di individuare una discarica a Monti dell'Ortaccio che lui stesso aveva deciso di autorizzare alla fine del dicembre del 2012. “Rimane una possibilità concreta” ha affermato. Non molto distante dallo storico invaso di Malagrotta, la sua proposta aveva sollevato un coro di voci contrarie. “C'è una grande disinformazione. Una discarica deputata a ricevere il rifiuto trattato, ben gestita e controllata non costituisce un pericolo per gli abitanti né per gli addetti alle lavorazioni. Quell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) rilasciata da me conteneva dei presidi fortissimi e tutte le osservazioni fatte dagli enti erano state trasformate da me in prescrizioni” dichiara Sottile a Dire.

“L'autorizzazione prevedeva la presentazione di uno studio idrogeologico, ora ce ne sono due e aspettiamo che il Tar decida: penso nominerà un consulente. Ma se non c'è inquinamento della falda quella di Monti dell'Ortaccio, in assenza di altre soluzioni, resta una possibilità concreta. E' vicina agli impianti e se gestita accortamente non costituisce un pericolo" spiega Sottile. In realtà, il primo dei due studi elaborati dà parere negativo all'eventualità di realizzare una discarica proprio a Monti dell'Ortaccio prevedendo un possibile rischio idrogeologico. Un problema non da poco di fronte a cui il Colari dell'avvocato Manlio Cerroni, proprietario del terreno, ha chiesto di elaborare un nuovo studio idrogeologico. Deciderà il Tar. 

Intanto si pensa a come assicurare il trattamento dei rifiuti dal momento che, finito il commissariamento, non si possono più portare fuori Roma i rifiuti da trattere in caso di necessità. Servirebbe un'autorizzazione, e secondo quanto si apprende il comune si sta già muovendo per ottenerla. 

Per Sottile, il nodo rimane quello dell'individuazione della discarica, perché portare i rifiuti fuori regione “funziona” ma “costa”, e quello degli impianti di trattamento, “serve un potenziamento”. Scartata Falcognana, “serve per le emergenze e al momento lo scarto del rifiuto va fuori Roma”, e Cuopinoro a Bracciano “grande paura della comunità locale che diventasse una nuova Malagrotta”, Sottile continua a guardare di buon occhio Monti dell'Ortaccio. 

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