Omicidio Vannini: in diecimila alla fiaccolata per chiedere giustizia per Marco

La manifestazione si è tenuta in piazza Aldo Moro a Cerveteri. Il Sindaco Pascucci: "Giustizia vera, reale, profonda"

Marco Vannini

Più di diecimila persone, uomini, donne, bambini, ieri sera si sono radunati in piazza Aldo Moro a Cerveteri per partecipare alla fiaccolata organizzata dalla famiglia Vannini per chiedere verità e giustizia per il figlio Marco, nel terzo anniversario della tragica morte avvenuta nella casa della fidanzata a Ladispoli

Fiaccolata per Marco Vannini 

"Per la nostra comunità e per papà Valerio e mamma Marina è importante vedere e sentire una piazza così gremita - ha detto Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri - in questi lunghi tre anni abbiamo spesso ripetuto queste due parole: giustizia e verità. Parole su cui è difficile pronunciarsi. Ciò che una comunità può fare, e quello che abbiamo cercato di fare in questo periodo, è far sentire Marina e Valerio meno soli. Non credo che esista nessuna iniziativa, nessuna fiaccolata, delle tante abbiamo organizzato, che possano ridurre anche solo per un istante il dolore di una ferita così profonda".

Scendiamo in piazza Marco Vannini-2

Condanne per l'omicidio di Marco Vannini

In relazione all'omicidio del giovane di Cerveteri, ucciso il 18 maggio del 2015 mentre si trovava in casa della fidanzata a Ladispoli, i giudici della I Corte d'Assise di Roma hanno emesso una sentenza a 14 anni di carcere per Antonio Ciontoli e tre anni per il resto della famiglia. Il pubblico ministero Alessandra D'Amore aveva sollecitato una pena a 21 anni di carcere per il capofamiglia, sottufficiale della Marina Militare. In sede di requisitoria il magistrato aveva chiesto inoltre 14 anni di carcere per la moglie di Ciontoli e due per i figli. 

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Verità per la famiglia di Marco Vannini

Un omicidio in relazione al quale ci sarebbero ancora delle zone d'ombra: "Una ferita acuitasi ulteriormente dalle circostanze in cui si sono svolti i fatti. Marco - dichiara ancora Alessio Pascucci - era in un posto in cui avrebbe dovuto sentirsi al sicuro, tra persone che lo avrebbero dovuto proteggere. Quando mi sono insediato nel ruolo di Sindaco, ho giurato fedeltà e rispetto della Costituzione, nella quale credo fermamente. Ma oggi non posso non dire che quando abbiamo letto la sentenza di primo grado di questo processo, abbiamo sentito nel nostro cuore che fosse una sentenza non legata alle parole giustizia e verità". "Credo che questo Stato debba alla famiglia di Marco, ai suoi amici, a tutte queste migliaia di persone che sono venute in piazza, una giustizia vera, reale, profonda, che ci rappresenti e che non ci dia l'impressione che chi commette un omicidio rimanga impunito - ha concluso Pascucci - questo è il compito delle Istituzioni: tutelare le persone e proteggerle, e garantire a Marina e a Valerio la giustizia".

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