E' morto a Roma il senatore e magistrato Ferdinando Imposimato

Si è spento al policlinico Gemelli. Abitava nella zona del Torrino

Ferdinando Imposimato (Foto Ansa)

Se n'è andato questa mattina all'ospedale Gemelli il senatore Ferdinando Imposimato, 82 anni, originario della provincia di Caserta. Il noto magistrato viveva a Roma, nella zona del Torrino. Era conosciuto per il suo impegno politico ma anche e soprattutto per quello in tribunale. Si è occupato della lotta alla camorra e al terrorismo in Italia come giudice istruttore di alcune tra le vicende più rilevanti della cronaca del Paese. Dal rapimento di Aldo Moro del 1978 all'attentato a papa Giovanni Paolo II del 1981, dall'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione, alle vicende romane legate alla Banda della Magliana. Il fratello Franco Imposimato fu ucciso dalla camorra nel 1983. 

Attualmente si occupava della difesa dei diritti umani, ed era molto impegnato nel sociale. È stato inoltre scelto per il riconoscimento di "simbolo della giustizia" dall'ONU, in occasione dell'anno della gioventù. 

Nel 1981 istruisce il processo alla banda della Magliana, al terrorismo, ad alti prelati, a finanzieri, a usurai, a costruttori, a politici ed amministratori. Nello stesso anno il regista Francesco Rosi girò il film Tre fratelli, che si ispira alla vita del giudice Ferdinando Imposimato, e dei due fratelli, l'uno direttore del carcere e l'altro operaio. 

Nel 1987, come indipendente di sinistra, Imposimato viene eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano al Senato della Repubblica e nel 1992 alla Camera dei deputati. Nel 1994 viene nuovamente eletto al Senato. Per tutte e tre le legislature è membro della Commissione Antimafia e presenta numerosi disegni di legge sulla riforma dei servizi segreti, sugli appalti pubblici, sui trapianti, sui sequestri di persona, sui pentiti, sul terrorismo e sulla dissociazione. Successivamente passa al Partito Democratico della Sinistra, per divenire poi il responsabile alla giustizia dei Socialisti Democratici Italiani. 

Dopo il rientro nei ranghi della magistratura italiana è stato giudice della Suprema Corte di Cassazione, dove viene nominato Presidente onorario aggiunto. Nel 2013 è stato preso in considerazione dal Movimento 5 Stelle, assieme ad altri nomi, per l'elezione a Presidente della Repubblica. Un mese dopo Imposimato affermerà pubblicamente di non essere un aderente al Movimento 5 Stelle ma di riconoscerne il merito di aver denunciato la paralisi e l'impotenza del Parlamento. Lo stesso partito lo ha sostenuto anche nella successiva elezione del 2015, votandolo in tutti i quattro scrutini.

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