Padre e figlio estorcono 500mila yuan a negoziante con falso contratto di prestito

Vittima un commerciante dell'Esquilino. Bloccati e ammanettati, nelle tasche dei due è stata rinvenuta la somma di 5.000 euro

Dalla Cina all'Esquilino per estorcere denaro ad un loro connazionale. Vittima un commerciante di un negozio di via Principe Amedeo, dal quale pretendecano soldi, mai erogati, di rate finanziarie di un falso contratto di prestito, che avevano costretto a sottoscrivere alla vittima, con violenze e minacce. In manette, arrestati dai Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante, sono finiti due cittadini cinesi, padre e figlio di 62 e 36 anni, ex collaboratori commerciali della vittima, accusati di estorsione, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale in concorso.

Cinquecentomila yuan di prestito

L’indagine dei Carabinieri è iniziata quando un commerciante, 35enne cinese, lo scorso anno, ha denunciato le pesante minacce subite dai due aguzzini, che lo hanno portato a firmare, sotto forzatura, un contratto di prestito fittizio per la somma di 500.000 yuan (circa 80.000 euro).

Padre e figlio residenti in Cina 

Ovviamente, il commerciante non ha mai ricevuto il denaro finanziato, anzi, padre e figlio, residenti in Cina, durante i viaggi in Italia, lo contattavano pretendendo parte dei soldi, assicurandosi il pagamento continuando con le minacce ed episodi di violenza.

All'Esqulino per la riscossione del denaro 

Lo scorso 9 febbraio, i Carabinieri sono stati avvisati dalla vittima che i suoi estorsori lo avevano contattato perché stavano arrivando nuovamente nella Capitale e pretendevano il pagamento di una quota, pari a 5.000 euro.

Carabinieri nel luogo dello scambio di denaro 

E così, ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante hanno predisposto un mirato servizio in abiti civili all’esterno dell’esercizio commerciale della vittima, luogo pattuito per l’incontro tra i tre connazionali, dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio.

Carabinieri aggrediti da padre e figlio 

Avvenuta la consegna del denaro, i Carabinieri sono subito intervenuti, ma sono stati aggrediti dai malviventi con calci e pugni nel tentativo di fuggire. Bloccati e ammanettati, nelle loro tasche è stata rinvenuta la somma di 5.000 euro, appena ricevuta dal commerciante. Padre e figlio sono stati portati in carcere a Regina Coeli. 
 

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Commenti (1)

  • Mi pare strano che i cinesi usino la moneta giapponese (yen), non sarà quella cinese (yuan)?

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