False attestazioni per partecipare a gare d'appalto sui lavori pubblici, 27 indagati

Le indagini della Guardia di Finanza hanno dimostrato l'esistenza di una vera e propria associazione operante mediante un collaudato ed organizzato sistema

Fornivano false attestazioni a società per poter partecipare a gare di appalto per l'esecuzione di lavori pubblici. Per questo i Finanzieri del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare domiciliare e 2 misure interdittive dall’esercizio di attività imprenditoriali e professionali nei confronti di altrettanti indagati nell’ambito del filone di inchieste incentrate sull’illecito rilascio di attestazioni SOA (Società Organismo Accettazione). 

ATTIVITA' POLIZIA GIUDIZIARIA - L’attività di polizia giudiziaria è svolta all’esito dello sviluppo di approfondite e complesse indagini eseguite nei confronti di una Società Organismo di Attestazione con sede in Roma, deputata al rilascio della certificazione, attestante la capacità economica, professionale e tecnica dell’impresa di eseguire le opere oggetto di aggiudicazione, e obbligatoria per la partecipazione a gare di appalto per l’esecuzione di lavori pubblici.

PACCHETTO COMPLETO - Le investigazioni, eseguite mediante il vaglio di copiosissima documentazione, l’effettuazione di indagini tecniche e la raccolta di dichiarazioni rese da numerose persone informate sui fatti, hanno consentito di accertare l’esistenza di una vera e propria associazione operante mediante un collaudato ed organizzato sistema, mascherato dietro l’attività di carattere pubblicistico esercitato dalla SOA, con il quale, anziché fornire ai clienti un servizio corretto ed imparziale di verifica dei requisiti preordinato alla successiva attestazione, veniva ad essi procurato un pacchetto completo costituito dalla cessione dei requisiti di attestazione, ma assolutamente privo di ogni sostanza e di fatto solo cartolare.

COMPORTAMENTI CRIMINALI - Sulla base di scrupolosi accertamenti è stato possibile ricostruire le effettive operazioni: i comportamenti criminali scoperti prevedevano che alle ditte o alle società clienti della SOA, che avevano la necessità di acquisire una determinata attestazione, venivano forniti rami d’azienda già formalmente in possesso dei requisiti per ottenerla.

IMPORTI SUPERIORI A 150MILA EURO - Come detto, tuttavia, le operazioni sono risultate meramente cartolari: nella realtà, veniva acquisito il solo certificato, privo dei requisiti oggettivi di capacità tecnica ed economica richiesti dalla norma per l’esecuzione di opere di importo superiore ai 150.000 euro.

27 INDAGATI - Al termine delle attività, che hanno riguardato circa tre anni di operato della SOA, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria 27 soggetti per i reati di associazione a delinquere, corruzione e falso in atto pubblico.

SETTE MISURE CAUTELARI - Sette di questi sono stati colpiti dai provvedimenti oggi in corso di esecuzione. In particolare sono destinatari degli arresti domiciliari, 2 persone poste ai vertici della società di attestazione e 3 imprenditori. Inoltre, sono state emesse 2 misure interdittive dall’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, per una durata di 120 giorni, nei confronti di un dipendente della SOA e di un imprenditore.

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DA ROMA ALLA SICILIA - Le ordinanze, oltre che nella Capitale, sono in corso di esecuzione, con la collaborazione dei militari della locale componente territoriale del Corpo, anche nelle provincie di Napoli, Salerno ed Agrigento. L’odierna attività di polizia giudiziaria costituisce il prosieguo delle investigazioni che, nel corso del 2013-2016, sempre in tema di illecite attestazioni di qualificazione (cosiddette Operazioni “Attestazioni Trasparenti” e “Attestazioni Trasparenti 2”), hanno portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 236 soggetti, all’applicazione di 10 misure cautelari personali nei confronti di professionisti e imprenditori e di un’alta carica della ex Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, all’applicazione di 29 misure interdittive ed al sequestro preventivo di beni per un valore pari a euro 7.145.000.
 

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